Archivio di febbraio 2006

Tito Schipa Jr.

mercoledì, 15 febbraio 2006

Di Fabio Sanna

Interessantissimo numero di RARO! dedicato alla discografia di Tito Schipa Jr. con un’intervista e la recensione del libro “Orfeo 9 – Il Making”.

Qui per il file pdf.

Fonte: RARO!
Autore: Fabio Sanna
Numero: N° 174 – febbraio 2006
Tipo: discografia, intervista e recensione

Le imprese impossibili nel rock

mercoledì, 15 febbraio 2006

Di Giancarlo Susanna

Citazione ad Orfeo 9 all’interno di un’interessante articolo dedicato alle imprese impossibili nel rock.

Qui per scaricare il file pdf dell’intero numero 23 di Cool Club.

«… La stessa cosa potremmo dire per “Orfeo 9” di Tito Schipa Jr., andata in scena al Teatro Sistina di Roma nel 1970 e pubblicata
su disco soltanto tre anni dopo (ne è stata realizzata a proposito un’ennesima versione su doppio cd in economica proprio in questi
giorni). L’allora giovanissimo compositore, fi glio del celeberrimo tenore (una delle glorie di Lecce), aveva più di un motivo per voler
fondere i suoni del rock con la complessità di un dramma teatrale. Riascoltata oggi, “Orfeo 9” conserva un’imprevedibile freschezza
e può essere annoverata tra le cose migliori della musica italiana in assoluto. Impresa non più impossibile per un musicista che ama
paragonare Bob Dylan a Giuseppe Verdi…».

Fonte: Cool Club
Autore: Giancarlo Susanna
Data: gen/feb 2006
Tipo: citazione

Orfeo 9 – Il Making: un ottimo libro di Tito Schipa jr.

mercoledì, 1 febbraio 2006

di Donato Zoppo

ORFEO 9- Il Making
Storia, personaggi, fortune della prima opera rock italiana
Tito Schipa jr.
Editrice Zona 2005

Anni ormai lontani, quelli del beat italiano. In quell’epoca di cover straniere all’acqua di rose, innocenti vestiti floreali, balli al Piper e scontri tra “linea gialla” e “linea verde”, pulsava già l’embrione di quello che di lì a poco sarà il “pop italiano”, oggi comunemente noto come rock progressivo. Le messe beat, la psichedelia progressiva delle Stelle di Mario Schifano e Chetro & Co., la grande musica d’ispirazione anglosassone di Battisti o dei New Trolls: tutto ciò faceva da trait d’union tra la generazione beat e le nuove istanze pop ma più di tutte un’idea segnò la differenza.

(continua…)