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“Con Schipa Jr. rinasce l’opera rock all’italiana”

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Di Lorenzo Tozzi

Questa sera all’Azzurro Scipioni proiezione straordinaria. L’autore: “Il mio Orfeo 9 più apprezzato all’estero”.

Momento magico per la famiglia Schipa. Il compianto ed amatissimo tenore, che segnò il suo nome ad un periodo indimenticabile del nostro melodramma grazie ad una voce inimitabile ed inconfondibile, torna alla ribalta dopo quasi mezzo secolo grazie ad una impresa discografica ragguardevole debitrice dell’amore collezionistico di un reverendo padre texano: ben 31 cd che ne ripercorrono dal 1913 al 1964 il repertorio lirico da Massenet a Puccini (che lo volle ne la Rondine), da Mozart a Rossini e Donizetti.

Ma momenti di gloria sopraggiungono anche per suo figlio Tito Schipa jr, regista lirico, cantautore della seconda generazione, traduttore ufficiale di Bob Dylan e Jim Morrison in Italia, autore di un Don Pasquale rock messo in scena a Broadway nel 1983 e soprattutto di quell’ Orfeo 9 che nei lontani Anni Settanta segna la nascita dell’opera rock in Italia. Applaudito due anni fa alla Mostra del Cinema di Venezia, il lavoro è ora proiettato (stasera alle 22.30) all’Azzurro Scipioni e sarà riallestito al Teatro Comunale di Bologna in dicembre all’interno della stagione lirica (con gli Osanna a fianco dell’orchestra sinfonica felsinea). Un bel traguardo per una partitura tanto amata da essere oggetto di tre pagine di Facebook, di un sito web molto visitato, di diversi fanclub, eppure tanto al contempo dimenticata soprattutto in Italia. «Quella di Orfeo 9 è un’esperienza isolata in Italia, non certo nel mondo! – racconta Schipa jr, che la compose a soli 25 anni, coinvolgendo nella esecuzione anche Renato Zero e Loredana Bertè – Tommy, Jesus Christ Superstar, Sweeney Todd, Evita, Rent, sono tutte operazioni in linea e in successione rispetto a noi. Ma l’Italia ha rinnegato il melodramma nel suo complesso, tagliandosi le ali senza rendersene conto.
Noi, in quanto opera-rock, subiamo una parte delle conseguenze di questo rifiuto incomprensibile e dannosissimo per il Paese». Vien da pensare allora come l’avrebbe presa papà Schipa, il tenore? «Più che prenderla – racconta Tito jr – l’avrebbe voluta fare lui! Nel lontano1920 già fantasticava su tutta la stampa americana di un’opera scritta con gli stilemi e i suoni del jazz: 15 anni prima di Gershwin!» Altrettanto sicuro è Schipa jr sul destino del rock: «Andiamo verso il recupero e la consacrazione del periodo in cui Orfeo 9 è nato, quello del “progressive”, anche e forse soprattutto italiano».

Fonte: iltempo.it [Sez. Spettacoli]
Autore: Lorenzo Tozzi
Data: 29/05/2010
Tipo: recensione

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