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Titino il beat

Posted By admin On 28 agosto 1973 @ 11:01 In Disco & Film | Comments Disabled

Di Stefania Loi

Tito Schipa Jr. è nato a Roma ventisette anni or sono dalle nozze del celebre tenore con la seconda moglie, l'ex attrice Diana Prandi, che oggi vive a Savona. "Titino", così lo chiamano in famiglia, non ha vissuto molto col padre. Il tenore Tito Schipa, infatti, nel 1960, in seguito a disavventure di natura politica, decise di trasferirsi negli Stati Uniti.

Tito Schipa Jr. è nato a Roma ventisette anni or sono dalle nozze del celebre tenore con la seconda moglie, l'ex attrice Diana Prandi, che oggi vive a Savona. "Titino", così lo chiamano in famiglia, non ha vissuto molto col padre. Il tenore Tito Schipa, infatti, nel 1960, in seguito a disavventure di natura politica, decise di trasferirsi negli Stati Uniti.

Tito Schipa Jr., il figlio del celebre tenore, porterà sul piccolo schermo “Orfeo 9″ la sua opera pop
«In questa storia si riconoscerà la gioventù hippy, di cui mi sento parte integrante», dice l’autore e protagonista.

Roma, agosto
Il suo nome dice poco ai coetanei e niente ai giovanissimi, eppure Tito Schipa Jr., Titino in famiglia, è l’unico figlio maschio di un grande della lirica, quel Tito Schipa che mandava in visibilio le platee con la sua interpretazione di “Una furtiva lacrima” negli anni ’30 e ’40: figlio tardivo ma molto amato, in cui il famoso genitore vedeva un futuro tenore oppure concertista di pianoforte.

Invece il ventisettenne Schipa, oggi, si cimenta sì in un’opera, ma d’un genere piuttosto lontano dalla “Traviata” o da “L’elisir d’amore”: lo vedremo infatti in TV autore e protagonista di “Orfeo 9″, definita “opera pop” e già portata con molto interesse da parte dei giovani in teatro. La storia è quella antica, ma realizzata in chiave moderna e vagamente hippy. Il numero nove, invece, sta a indicare che il giovane esordiente è il nono autore, subito dopo Strawinsky, ad aver messo in musica la leggenda di Orfeo e di Euridice.

- Non le pare, signor Schipa, di peccare un tantino d’immodestia, accostandosi a certi “mostri sacri”?

«Non intendo mettermi a confronto con nessuno. Questa mia è una musica molto moderna, eseguita con strumenti di oggi. Neanche Mozart farebbe, di questi tempi, un’opera tradizionale».

- Quando, tre anni or sono, “Orfeo 9″ fu data in teatro, non fu esattamente un successo: come mai?

«È semplice: il pubblico non era ancora preparato a questo tipo di spettacolo. Alla critica, però, piacque».

- Non ha paura che uno spettacolo tutto cantato possa riuscire difficile, in televisione?

«Credo di no lo abbiamo realizzato in maniera molto spettacolare e lo si può vedere anche al livello di favola, di favola per bambini. Certo è dai giovani che spero molto. Perchè loro si riconosceranno in questa storia: è la generazione beat, hippy, capellona, quella, insomma, che ha riscoperto i valori dello spirito, di cui io mi sento parte integrante».

- Per parecchio tempo il suo nome è stato accostato a quello di Paola Pitagora: sembrava un rapporto perfetto e invece è finito, perchè?

Una foto di scena di "Orfeo 9" con Tito Schipa Jr. e, in primo piano, Edoardo Nevola, nel ruolo di vivandiere

Una foto di scena di "Orfeo 9" con Tito Schipa Jr. e, in primo piano, Edoardo Nevola, nel ruolo di vivandiere

«Perché la corrente che si stabilisce tra due persone non è sempre uguale: ora si è amici, ora si è amanti, ora si è fratelli. E’ una questione di gradi, di sfumature. Quando si è al calor rovente ci si ama, poi non ci si ama più. E’ una regola generale, ma non intendo integrarla con particolari di carattere personale. Mi sembrerebbe di cattivo gusto».

- Ma, per scendere con i piedi a terra, lei ha un’altra ragazza, oggi? Forse la svedesina di “Orfeo”, Eva Axen?

«Senta, se ci dovesse essere qualcosa con tutte le donne con cui si lavora dovremmo avere un vero harem! No, se proprio lo vuole sapere sono libero…».

- E disponibile?

«Tutt’altro. Non sono affatto disponibile. Voglio solo pensare al lavoro, anche se adesso mi prendo una vacanza e giro un po’ per il mondo senza itinerari precisi».

- Pensa a un’altra opera pop?

«Non saprei. Non è la stessa cosa che incidere un disco a 45 giri, sa? Ho realizzato “Orfeo 9″ in quattro settimane, ma ci ho pensato per tre anni. Non credo che potrei riaffrontare un’esperienza del genere».

Del cast di “Orfeo 9″ fanno parte Eva Axen, diciottenne svedese che faceva la sorella di Tazio nel film “Morte e Venezia” e, come narratori, Penny Brown e Loredana Bertè, sorella della cantante Mia Martini.

Fonte: Amica
Autore: Stefania Loi
Data: 28/08/1973
Tipo: intervista


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