Se ne va un amico carissimo, un maestro inarrivabile, una persona di dolcezza e discrezione indescrivibili, un compagno di conversazione che valeva intere nottate.
E quei coglioni di Repubblica (e probabilmente non solo) insistono, anche nel necrologio, ad associarlo a un incidente giudiziario A CUI ERA TOTALMENTE, ASSOLUTAMENTE, INEQUIVOCABILMENTE estraneo! Infatti se ne va, senza mai aver ricevuto abbastanza scuse, una delle vittime più innocenti e perseguitate dalla miopia e paranoia del sistema. Una carriera splendida e uno spirito favoloso guastati pesantemente da amici incoscienti e da un errore giudiziario inaudito che ancora non vuole morire.
Perdonali, Lelio, sono i soliti Biechi Blu. Lo sappiamo tutti che a un vero Can de Trieste ghe piase el vin, e basta.
E a parte queste miserie, io non ho mai provato emozioni, ascoltando un pianista, come quelle che ci hai dato tu.
Adriana e Tito


