Loud Vision - ORFEO 9, Il regista Tito Schipa Jr.

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Messaggioda junior » mer set 10, 2008 3:26 pm

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Messaggioda Ela » mer set 10, 2008 4:46 pm

Bella intervista: mi sono piaciute le domande ma ancora di più le risposte, perchè è proprio da quelle che nasciamo noi generazione di quegli anni.
Eravamo alla ricerca...alla ricerca di tutto...di noi, delle nostre idee, dei nostri genitori, dei nostri futuri figli, del nostro futuro mondo...eravamo alla ricerca e ci siamo persi...alcuni in maniera definitiva e non torneranno mai più, ma anche noi che ci siamo non torneremo mai più, perchè abbiamo perso quell'ingenuità che avevamo dentro e questa perdita ci ha reso uguali a quelli che all'epoca contestavamo...
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Messaggioda albume » mer set 10, 2008 9:11 pm

:shock: Prima ancora di commentare quello che Tito ha detto: ha citato Philip Glass nell'intervista! Io lo amo! E a Milano ci sarà a breve un suo concerto (ma non ci andrò, ahimè, perchè nessuno mi accompagna, come al solito...)
Fine della premessa.
Bellissima intervista, dico davvero, sono dello stesso avviso di Ela. Domande semplici e risposte complesse (e non, si badi bene, complicate).
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Messaggioda Vera » gio set 11, 2008 12:18 am

Ela ha scritto:Bella intervista: mi sono piaciute le domande ma ancora di più le risposte, perchè è proprio da quelle che nasciamo noi generazione di quegli anni.
Eravamo alla ricerca...alla ricerca di tutto...di noi, delle nostre idee, dei nostri genitori, dei nostri futuri figli, del nostro futuro mondo...eravamo alla ricerca e ci siamo persi...alcuni in maniera definitiva e non torneranno mai più, ma anche noi che ci siamo non torneremo mai più, perchè abbiamo perso quell'ingenuità che avevamo dentro e questa perdita ci ha reso uguali a quelli che all'epoca contestavamo...


Ciao, è molto interessante l'intervista. Ogni volta che leggo qualcosa sui "vostri anni" rimango sempre a bocca aperta e mi domando davvero che cosa abbia potuto provocare un contraccolpo - come lo chiama Tito - di questo genere, di questo momento storico, di questo individualismo cronico. E poi molti dei vostri anni si sono spezzati in due, anzi, peggio, è come se convivessero due immagini, deformi, inconciliabili. saranno davvero i soldi? è proprio questa banalità? eppure, nella mia esperienza, non c'è niente di peggio di una persona che ti racconta per filo e per segno quello che accadeva in quegli anni e poi magari - soprattutto se è un datore di lavoro - non ha soldi per pagarti o ti sfrutta. Allora qualche domanda te la fai su che cosa sono stati quegli anni, io almeno che ne ho 33 ci penso spesso e non sai quanto mi senta distante. Forse è l'ora, non vorrei essere qualunquista, le contraddizioni ci sono sempre, certo che in alcune persone si vedono di più. Forse "noi" più giovani tendiamo a rimproverare alla vostra generazione di averci un po' abbandonati. Comunque quand'è philip glass a milano? un caro saluto, Vera
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Messaggioda junior » gio set 11, 2008 9:54 am

Se avessi figli avrebbero la tua età (che io sappia non ne ho...) Adriana però ne ha due, che mi son tirato su anch'io, da quando avevano 4 anni. Così non mi sento di far discorsi di tipo paterno - o peggio, paternalistico - ma l'idea dell'abbandono da parte nostra mi giunge nuova. Ricordo la iattanza con cui, per puro partito preso, i ragazzi degli 80 si rifiutavano a qualsiasi tipo di suggerimento, dedicandosi invece alla peggior musica e ai peggiori valori sociali mai visti e sentiti. C'è da dire però che oggi molti di loro sono in riflusso convinto vestro le scoperte della nostra epoca. Quelle buone... (perché anche le nostre "cattive" venivano ripudiate, a favore magari di altre mooolto peggiori...)
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Messaggioda Ela » dom set 14, 2008 2:06 am

Secondo me i soldi hanno avuto la loro importanza, perchè un conto è essere ragazzotti padroni di sè stessi che sognano naso all'aria l'utopia , spesso, pura ed un conto poi mettere su famiglia e portare il pane a casa...che poi il pane non basta più e ci vuoi il companatico e poi il dolce, e poi il caffè e l'ammazzacaffè...ed un bel divano dove sorseggiarlo...ed intorno i muri di una villa e...insomma...è una storia vecchia come il mondo: i giovani sognano un mondo migliore, poi il mondo li prende e ne fa polpette, anzi peggio, li fa crescere e diventare come i loro genitori....
Solo che almeno i genitori vivevano di granitiche certezze consolidate dai secoli...e noi invece siamo andati a braccio e spesso abbiamo fatto un casino della madonna, facendo peggio di peggio.
Come ho detto in un post in un altro sito che parlava dei ragazzi di oggi, io mi sento di chiedere scusa ai nostri figli, perchè forse i nostri genitori hanno fatto meglio di noi, in un certo senso....
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