ORFEO N. 9. Due Atti Per Un Mito Moderno

... costellazioni. Nascita di una canzone e relativa analisi.

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ORFEO N. 9. Due Atti Per Un Mito Moderno

Messaggioda Herod » ven gen 20, 2006 7:39 pm

Quella che segue è un’analisi desunta dai vari copioni presenti nell’archivio. Magari Tito può chiarire meglio certi passaggi e sviluppi di idee, integrando la descrizione già fatta nel “Making”.

Senza contare le varianti minime, per grandi linee la trama e la strutture di “Orfeo 9” hanno attraversato cinque fasi:


1) Il SOGGETTO originale, presentato a Garinei e Giovannini.

2) La stesura originale del primo atto con Mario Fales.

3) La prima stesura fatta da Tito dopo l’uscita di Mario dal progetto.

4) La versione teatrale rappresentata al Sistina.

5) Il film.



Il soggetto originale è proprio la prima rivisitazione del mito di Orfeo aggiornato ai tempi moderni, e la stesura del primo atto con Mario Fales ne è la diretta conseguenza.

Compaiono i primi personaggi del Ladro di Reliquie, della Guardia Campestre, del Santone. I primi due non sopravviveranno, mentre il terzo sarebbe arrivato fino al Sistina, ma con la sua parte ridotta del 98 % rispetto all’originale, fino alla completa sparizione nel film, dove il suo ruolo di officiante nel matrimonio di Orfeo sarebbe stato passato direttamente al Vivandiere.

Per quanto riguarda i ‘fratelli V’, naturalmente sono già presenti. Ma mentre il Vivandiere ha una parte anche più estesa nel primo atto (basta dare un’occhiata alla lunga parte che sarebbe diventata le poche battute di “La Ragazza Che Non Volta Il Viso”), il Venditore è sì una parte importante, ma, con la presenza imponente degli altri tre personaggi citati più su, non possiede il ruolo di spicco che assumerà già al Sistina.

Il motivo è facilmente comprensibile. Quello che viene venduto a Orfeo è già un viaggio con la droga, ma la sua funzione all’interno della storia non è ancora il perno su cui si sarebbe poi evoluta la ‘filosofia’ dello spettacolo. Infatti, siamo ancora in un momento precedente alla “casina bianca” ben descritta nel libro da Tito.


Lo sviluppo successivo avviene, dunque, quando Tito rimane solo come librettista, e dopo gli eventi della “casina bianca”, dove nacque, appunto, il discorso ‘Droga vs. Realtà’.


Il primo atto, scritto con Fales, viene completamente rivisto, e le 62 (sessantadue!!!) pagine originali subiscono un lifting che avrebbe fatto impallidire Cher e Michael Jackson. Molti personaggi vengono tagliati, altri ridotti, intere pagine di dialogo si trasformano in pochi versi di canzone.

Ma la variante fondamentale è che, finalmente, compare il SECONDO ATTO!

Fatta eccezione (in parte) per il finale, questa è una versione di “Orfeo 9” già più simile a ciò che conoscete. Si tratta, in pratica, della versione finale con una caterva di cose in più. Non si tratta, a ben vedere, di vere e proprie aggiunte, quanto di ESPANSIONI. In pratica, confrontate la versione finale dell’ ”Alba” con le precedenti (v. topic apposito) e immaginate una cosa simile PER TUTTO lo spettacolo.

Quando arriviamo al Sistina abbiamo già una decisa sfoltita; l’albero è stato scosso e molte foglie sono cadute giù. Lo spettacolo ha raggiunto una sua forma compatta, quella che il pubblico ha potuto vedere nel 1970.

Il passo successivo è il film, che ha compattato ancora di più la storia, tagliando alcune canzoni e levigando la maggior parte delle altre (quando ci occuperemo più approfonditamente della parte “Film” potrebbe essere interessante discutere gli effetti di questi cambiamenti, che dite?).


E ora entriamo meglio nei dettagli. Qui troverete un excursus generale, mentre le varie scene/canzoni verranno discusse singolarmente nei relativi topic che via via riempiranno la sezione “Nello spazio delle mie emozioni”. STAY TUNED!

Cominciamo…
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Messaggioda Herod » ven gen 20, 2006 7:47 pm

Benissimo, partiamo dalla presentazione per Garinei e Giovannini. Senza che vi sto a fare riassunti, vi riporto il testo integrale della cartellina in questione, targato:


[align=center]ORFEO N. 9

Una trasposizione del mito di Orfeo ed Euridice
nel mondo dei giovani d’oggi


Soggetto per un libretto e musica


Copisteria Moderna – Marzo 1969[/align]





…..guardate un po’ come è cominciato tutto? ;)




“In una pianura della Toscana, nel verde della più pacifica e ridente campagna, un gruppo di hippies internazionali (ma per lo più italiani) trascorre la Primavera. Tra di loro, figura per ora marginale, è Orfeo, ragazzo di indole solitaria, amante della natura e della musica della sua chitarra, schivo della compagnia e dedito la maggior parte del tempo a cercare nuove melodie sul suo strumento.

La maggior parte del primo atto (dopo un preludio strumentale-vocale affidato essenzialmente a Orfeo, a sipario chiuso) è un ritratto ambientale dell’accampamento, con i suoi riti (il nascere del sole), i suoi problemi interni e i suoi rapporti con alcuni personaggi esterni, come una guardia campestre ormai accattivata, visitatori occasionali e un venditore ambulante dall’aspetto ambiguo che altri non è se non una sorta di demone sarcastico e subdolo, sempre impegnatissimo nel tentativo di far acquistare qualcosa ai ragazzi, per spingerli così nuovamente nel meccanismo della compra-vendita, ossia del “sistema”. Da questo caleidoscopio di tipi nasce un ritratto vivo e vario dell’accolita di giovani e, per riflesso, una critica costante alla società tradizionale.

Sul gruppo domina spiritualmente un “santone” alla Ginsberg, uomo dalla coscienza “super espansa” che i ragazzi venerano, rispettano e ascoltano, pur senza cadere nell’idolatria; anzi non è raro che anche le sue misticheggianti sentenze diventino oggetto di divertimento comune. Comunque, una mattina, è proprio questo profeta locale ad uscire dalla tomba etrusca dove ha eletto domicilio dicendo di averci trovato una splendida ragazza venuta non si sa da dove, e presentandola poi al gruppo. La convinzione comune è subito quella che il “guru” non sia poi così estraneo all’arrivo della nuova venuta, ma nessuno va oltre il sorriso compiacente, pronti a perdonare la fandonia zen del loro ispido maestro spirituale. Euridice è subito accettata e entra a far parte integrante della comunità. L’incontro con Orfeo è immediato e l’amore nasce a prima vista.

I due ragazzi decidono così di unirsi in matrimonio secondo i rituali di un cerimoniale mistico.

La notte precedente le nozze, il guru chiama Orfeo nella tomba e gli comunica di volergli fare un regalo prezioso. Uno strumento favoloso, che sostituendosi alla sua chitarra, lo accompagnerà ovunque e gli darà la facoltà di vincere anche l’Inferno. Il sitar. Orfeo accoglie il dono e vuole provarlo subito. In un viaggio-sogno, guidato dal suono straordinario dello strumento indiano, si trova in una città-inferno tutta cemento e bidoni di spazzatura, dove, al suono del sitar, Orfeo muove alla danza i grattacieli.

Torna entusiasta al campo, ed è mattina. Tutto è pronto per la cerimonia, ma la notizia giunge fulminea, crudele: Euridice è scomparsa. È il venditore a riferirlo, l’ultima persona ad aver parlato con lei. E sempre il venditore, approfittando dello sconforto di Orfeo, gli vende un “viaggio” con la droga suggerendogli che, chissà, forse con quella potrà scendere nell’ “altro mondo” a cercare l’amore perduto. Orfeo cede, e preso il sitar, comincia a suonare. Mentre il prato tutt’intorno prende a deformarsi attraverso le visioni della droga, Orfeo inizia la sua discesa all’Inferno.

------

Il secondo atto è una notte nella città industriale, tutta neon, motori e desolazione: l’Inferno moderno. A far da guida a Orfeo è una patetica ma divertente figura di tenore lirico fallito e alcolizzato, più sconnesso dunque di Orfeo, il che dà vita ad un rapporto assurdo. Essi vagano insieme, alla ricerca di Euridice, atterriti dalla voce tonante di un televisore che ogni tanto li aggredisce con macabri annunci pubblicitari o notizie orrende, echeggiando nella notte. La traccia di Euridice viene stentatamente seguita sulle indicazioni contraddittorie di una serie di nottambuli sfasati di diversa estrazione, povere anime infernali perse nel caos della città

Dopo una serie di tentativi falliti e diverse disavventure, Orfeo decide di tentare l’ultima carta, e prende a suonare lo strumento magico. L’incanto, poco a poco, sembra ristabilirsi: la popolazione di ombre notturne si raccoglie intorno a lui, l’atmosfera sembra distendersi nell’ascolto quando il re delle tenebre appare, attratto dalla musica. Spalleggiato dall’onnipresente venditore, sembra cedere al pianto di Orfeo, e promette di rendergli Euridice in cambio di una firma su quello che si capisce essere un contratto per lo sfruttamento della sua abilità di suonatore. Orfeo firma e il Plutone-impresario incarica il venditore di rendergli Euridice. Ma Orfeo dovrà camminare fino a fuori della città senza voltarsi, fidandosi della parola di Plutone, o perderà il suo amore per sempre.

Così, guidato dal suonatore, Orfeo si incammina sulla strada del ritorno, credendo di avere dietro sé Euridice. Ma il cammino è stranamente circolare, e Orfeo, perseguitato dalla raccomandazione di non voltarsi, comincia a essere preso dal terrore, le immagini si confondono, il “viaggio” volge in incubo, le ombre e i suoi amici dei prati gli appaiono come le due facce di una stessa medaglia, tutto si confonde, finché Orfeo, chiamato ora dalla platea da Euridice, prima col nome del ruolo, poi con quello reale dell’attore, preso dal panico si “volta” e nel realizzare la falsità di tutto, compreso lo spettacolo stesso, “vede” il vuoto di ogni cosa che non sia in lui, e davanti al sipario improvvisamente calato, si riprende lentamente dal terrore e torna al suo canto solitario, lo stesso del preludio, unico attore sul proscenio deserto.

Poi, fine dello spettacolo, rientra nel sipario che lentamente si apre sul palcoscenico vuoto.


Tito Schipa Jr.”
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Messaggioda Herod » ven gen 20, 2006 7:53 pm

Ed ecco come, con Mario Fales, si è composto il primo atto.

Nel “Making” Tito fa un accenno a questa prima bozza. Io mi ricordo ancora la prima volta che l’ho vista, a casa sua. Mentre me la mostrava, diceva: “Aspetta, ti faccio vedere…”, e sfogliava pagine e pagine alla ricerca, spesso vana, di un qualche punto di contatto con la versione finale, fermandosi a sorridere di gusto e con affetto su certe parti (e scoppiando a ridere su altre, come il pezzo di Ringo Starr—v. La Ragazza Che Non Volta Il Viso).

In effetti in questa versione si sente molto la ricerca di una forma (ricordiamoci che, a conti fatti, si stava creando qualcosa di NUOVO), tanto è vero che, come Tito ha giustamente puntualizzato, ci sono molte parti che, musicate, proprio non avrebbero senso.

Vediamola più da vicino.


Si parte dal Prologo, con Orfeo da solo in proscenio con la sua chitarra, mentre esegue la canzone Tre Note. Sceso il sipario, ha inizio il primo atto, dove un coro invisibile ci introduce con l’Invito, al quale segue la scena dell’Alba (n.b. Fino a questo punto le ‘canzoni’ sono più discernibili. Le prossime, anche se indicate -da me- con il titolo, sono un abbozzo ibrido di dialogo e di testo)

I ragazzi della chiesa diroccata hanno una personalità molto più definita di quelli del Sistina, per non parlare di quelli del film, fondamentalmente anonimi.
C’è il Ragazzo IV, agitato e sconvolto, preda dell’angoscia Atomica e Taomica; La Ragazza I, più sognante (ed è a lei che è affidato il canto all’alba); il Ragazzo V, perfettamente integrato nella comune; la Ragazza II, la ‘teorica’ del gruppo. E abbiamo anche i due contrasti: l’Entusiasta e il Cupo.

Arriva il primo raggio di sole e ne nasce una grande agitazione. Tutti si preparano a celebrare il rito (anche indecisi sullo stile religioso da seguire). Alla sua comparsa tutti lo invocano con Vieni Sole, che si rinforza all’arrivo di un acquazzone. Quando questo comincia a scemare, i ragazzi si attrezzano a spiaggia, e fa la sua comparsa il Vivandiere, di ritorno dalla città. A domanda, il Vivandiere risponde descrivendo la sua Città Sognata, e quando Orfeo (misteriosamente ricomparso non si sa quando dal prologo) gli chiede se era davvero così bello, il Vivandiere gli racconta ampiamente la versione realistica di ciò che ha appena detto.

Veniamo così a sapere di come venga arrestato per una semplice domanda a un poliziotto e rinchiuso in un istituto di Moralità Sessuale, delle sue proteste e giustificazioni, dei suoi trascorsi di suonatore girovago, che vede la città durante un tour di concerti di carità e ne dà una descrizione apocalittica (ma non c’è ancora traccia di bomba).

Durante il suo monologo c’è una ‘dissolvenza’ in cui una ragazza racconta la sua storia, spiegando i motivi del suo arrivo lì.

Ritorniamo, con una ‘contro-dissolvenza’ sul Vivandiere. La fine della sua storia è decorata da una scena caotica con tanto di lancio-panini.
Qualcuno chiede a Orfeo perché se ne stia così appartato, e lui risponde con un discorso malinconico sulla confusione che sente intorno a lui e dentro di lui, a cominciare da una certa stecca nel vento…..
Gli viene consigliato di suonare, e lui esegue il suo assolo, Conflitti.

Entra in scena il Ladro di Reliquie, che cerca pezzi di Dio (era morto, no?), e sopraggiunge la Guardia Campestre che gli dà la caccia. Pochissimo dopo la fuga del Ladro compare il Santone, e inizia un gioco a tre fra i due rimasti e il coro dei ragazzi. Questi ultimi creano il caos trascendentale con il Santone, mentre la Guardia, moralista imperterrita, viene sempre più accattivata.

Dileguatasi anche la Guardia, dalla cripta del Santone fuoriesce una ragazza, Euridice. Non parla, e tutti si interrogano su chi sia e perché taccia. Il Santone allora ne dà una descrizione, che è in effetti l’unica descrizione specifica del personaggio in tutte le versioni dell’opera. (v. il topic Un Giorno).

Orfeo è rapito. Si innamora all’istante. C’è un duetto d’amore (Cantore Di Ritmi Vaganti). Il Santone annuncia che all’alba sarà celebrato il loro matrimonio. C’è una rapidissima ricomparsa della Guardia e del Ladro, dopodiché, un attimo prima che tutti si ritirino, compare il Venditore di Felicità. La sua merce è composta di oggetti estremamente psichedelici. Ad un certo punto indica Orfeo, invitandolo a venire a cercarlo qualora desiderasse la vera FELICITA’. E si allontana…

Il Santone ricattura l’attenzione del coro, che era in semi-trance, dichiarando il luogo Area Di Meditazione.

Giunta la notte, Orfeo rimane solo. Canta Rullio Triste, in cui esprime la sua malinconia. Infatti, nonostante il seguente sia il giorno del suo matrimonio, la sua mente rimane ancora fissa sul passato.

Il Santone fa cenno a Orfeo di seguirlo nella cripta, dove gli regala, per le sue nozze, un Sitar, spiegandogli come esso sarà una guida per lui.
Anche il Venditore, in un angolo semibuio, ha un regalo per Orfeo…

Arriva il nuovo giorno, ma Euridice è sparita. Ricompare il Venditore, che racconta a Orfeo di come abbia visto la ragazza fare l’autostop.

A questo punto comincia l’incubo. Orfeo non capisce più nulla di quello che dice il Santone. Il Venditore dice a Orfeo di seguirlo, ché forse troveranno Euridice.

Coraggio.

On the road.




[Negli appunti di Mario Fales ho trovato qualche riga riguardante il secondo atto. Poca roba, in verità. Quando avrò finito di sistemare tutto vi posterò anche quello ;)]
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Messaggioda Bliss » ven gen 20, 2006 8:09 pm

Che fine hanno fatto "Conflitti" e "Rullio triste"?
Inglobati e riproposti con altri titoli di canzoni, oppure eliminati e mai più ripresi?
In questo secondo caso, cosa darei per ascoltarli! :wman:
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Messaggioda Herod » ven gen 20, 2006 8:13 pm

Se hai pazienza di aspettare i singoli topic saprai tutto. Per ora ti dico che "Conflitti" (uno strumentale) al Sistina ancora c'era. Ma in realtà non è sparita del tutto. La sua musica è basata su "Su niente scrupoli, gente.."

"Rullio Triste" è una ballata dolcissima, di cui esiste un demo registrato da Tito nell'estate del 1969 all'Elba.

Ma dei singoli pezzi parliamone nei topic appositi (cara Bliss, non dovrai aspettare molto). Usiamo questo topic per parlare degli sviluppi della storia! ;)
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Messaggioda Bliss » ven gen 20, 2006 10:07 pm

Ah, l'Elba.... che ricordi....

Sigh... :loveit:
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Messaggioda junior » ven gen 20, 2006 10:36 pm

Nessuno ti capisce meglio di me...
Apri una discussione, chiamala Isola d'Elba e vediamo dove ci porta :)
Ultima modifica di junior il mer giu 21, 2006 2:36 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Herod » mer feb 01, 2006 7:44 pm

Riprendiamo da dove ci eravamo interrotti.



Il secondo atto, come si può leggere più sopra, sarebbe dovuto partire dall’incontro fra Orfeo e il tenore.

C’è una mezza paginetta di quadernone con delle scritte semi-cancellate a matita spuntata. Decifrarle è un po’ un’impresa. Ci provo:



"[font=Comic Sans MS]SECONDO ATTO

Entrata Orfeo (Firenze)

Entrata tenore (E Lucean Le Stelle) (Fracico, in-uca i lampioni. O. tenta di evitargli l’ultimo lampione, ma non riesce)

Tenore spiega (equivoci stre-?- fracico) il fatto: compagni, impresario (ci penso io).

Arrivano gli attori.[/font]"



Mi dispiace, ma questo è il massimo che sono riuscito a fare…


Si prosegue con Orfeo seduto nel parco pubblico di una grande città, dove canta Per La Strada. Col titolo, però, mi riferisco, come sempre, alla ‘scena’, non alla ‘canzone’. In questo caso è evidente (e lo sarà ancora di più nel topic apposito*) che il testo scritto da Mario Fales NON è quello di Per La Strada, ma è l’embrione della scena relativa, e cioè un soliloquio di Orfeo che medita sulla propria situazione.
C’è già comunque qualche spunto (es. “Venditore/Mi hai lasciato a metà cammino”, “Partimmo/Che era appena l’alba sui monti”, “Non saprei se/O piangere, o gridare”).

Si ritrova, poi, una corposa stesura dell’incontro tra Orfeo e il Tenore con il re delle tenebre, presentato sotto forma di Impresario musicale, con il Venditore al suo fianco. Un gruppo di attori avrebbe svolto funzione di Coro. Gli appunti sono varii e sparsi, e magari affronterò altrove più in dettaglio questa sezione perduta. L’ultima pagina è un elenco di scene da quel punto fino al finale.

Dai suddetti appunti escono fuori varii titoli e testi, come La Parabola Dell’Astrologo, che è una specie di iper-proto-abbozzo della Chiromante; La Ballata Dei Chickasaw, una storia indiana; il Blues Di Euridice, cantato da tre negri ciechi di passaggio (lascio a voi indovinare di quale canzone definitiva è lo spunto….)

Ulteriore particolarità di questi scritti è l’indicazione di Alberto Dentice come interprete del ruolo di Orfeo. (tutti i particolari li trovate nel ‘Making’)




* “Erma’, è un mese che ‘appositi’ topic…quando ti decidi a scriverli?!?”

“Ehm….è tardi, com’è tardi! È sempre tardi; devo proprio andare….”
Ultima modifica di Herod il mer giu 21, 2006 11:43 am, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Herod » ven feb 03, 2006 8:42 am

Tito, senza Mario Fales, affronta il completamento del libretto. La composizione non è meno caotica della fase precedente; anche ora sono presenti innumerevoli variazioni su altrettanti fogli e foglietti. Si trattava evidentemente di un momento di creatività molto acceso, che è continuato, immagino, fino al giorno della prima. Parleremo anche di questo in un topic apposito (fra i tanti in cantiere…) ma riesco bene a immaginare che ad ogni prova cambiava qualcosa! Ti avranno amato alla follia quei ragazzi, Tito…..;)

Dicevamo, il nuovo libretto. Quello su cui mi baso per la seguente sinossi è il contenuto di una cartellina che riporta la bellissima scritta: “Orfeo 9. Testo teatrale prima dei tagli letali”, e che include le prime nuove stesure dei due atti di “Orfeo N. 9. Due atti per un mito moderno”, il titolo completo che compare in più di un punto. Questo è uno sguardo generale; come al solito le varianti si discuteranno nei singoli topic.

Siccome la trama è ormai quella definitiva, in questo topic preferisco concentrarmi sull’evoluzione dei pezzi che la compongono, senza addentrarmi negli eventi narrati. Una sinossi più estesa e dettagliata può essere letta sul sito, nella sezione La Storia

Vediamo come, mano mano, si è rifinito l’Orfeo che conosciamo.


Tre Note non c’è nei fogli, ma sono sicuro che all’epoca fosse ancora inclusa nello spettacolo, ridottissima rispetto alla prima versione di Fales. Dico questo perché compare ancora sullo spartito autografo definitivo del Sistina, anche se poi sarebbe stata tagliata un secondo prima.

Cominciamo con l’Invito. Terminata l’introduzione entra in scena uno strillone che annuncia la notizia del ritiro di un gruppo di giovani in una chiesa sconsacrata. Comincia la scena dell’Alba, con enormi sforbiciate rispetto alla precedente versione. Sono praticamente scomparse quasi tutte le parti dialogate, di cui rimane qualche accenno dell’angoscia atomica, che preannuncia il successivo discorso-bomba, ma ri-compare lo strillone del MISERERE, che rimarrà al Sistina, ma verrà cambiato di posto nel film. Primo Raggio Di Sole e Vieni Sole, in cui fa la prima comparsa la pantomima dello scimmione e del raggio di luce, che al Sistina sarebbe stata affidata a Giselda Castrini.

Compare per la prima volta Il Risveglio Di Orfeo, in cui il nostro eroe si presenta, e con lui i suoi dubbi e la sua malinconia. In Terra Della Mente Chiara i ragazzi fanno un chiaro invito a tutti a seguirli nella chiesa sulla collina, ma di sbrigarsi, perché La Rivoluzione sta per finire.
Entra il Vivandiere, cantando Pane Pane (per la prima volta canzone) e parlando della Città Sognata. Tutto il suo racconto viene tagliato in favore di pochi versi (“La gran città […] ero cieco”), ma l’assolo della ragazza (Giuro) c’è ancora, così come il successivo monologo solitario di Orfeo e l’assolo strumentale di Conflitti.

Brusca eliminazione completa del Ladro e della Guardia; si arriva direttamente all’apparizione di Euridice dalla cripta.

Non è più il Santone a presentarla, ma il gruppo ad accoglierla. Dalla battuta “Ma perché tace” del precedente copione viene tratta la canzone Si Rinnovi Il Vetusto Concetto (un frammento si può ascoltare qui)

Appare un imbonitore (interpretato dallo stesso attore che fa lo strillone) che presenta Euridice al pubblico. Il gruppo la porta da Orfeo sulle note di Eccotela Qui (per la prima volta in versione completa).

Il Santone annuncia il matrimonio per il giorno dopo. Cade la notte, e il Santone canta la sua orazione a Dio, seguita a gran voce da tutti i ragazzi. Un prete li apostrofa; i ragazzi fischiano, scende l’occhio di Dio, c’è una serie di visioni, e il prete esplode, facendo gridare tutti al miracolo.

Entra in scena il Venditore Di Felicità, che prende di mira Orfeo e gli vende la ‘felicità’.

Dopo l’augurio del Santone (Anima Del Mondo) Orfeo non trova più Euridice. Il Venditore gli dice di averla vista fare l’autostop.

Scena allucinatoria. Orfeo non capisce nulla di quello che sente, e sviene.
Ultima modifica di Herod il ven feb 03, 2006 8:51 am, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Herod » ven feb 03, 2006 8:45 am

Prima di andare avanti con la prima stesura del secondo atto, analizziamo ciò che è accaduto nel passaggio Fales-Schipa.

In primo luogo è evidente che c’è una partitura sotto questo copione. I pezzi accennati nel precedente sono diventati canzoni vere e proprie, come Eccotela Qui e Dio.

L’Alba, Vieni Sole, La Città Sognata, Venditore Di Felicità sono state incastonate in una forma.

Pezzi parlati consistenti sono stati trasformati in canzoni, come ad esempio tutta la parte del Vivandiere, compreso il lungo monologo che è diventato i pochi versi della prima parte di La Ragazza Che Non Volta Il Viso.

Ci sono pezzi nuovi di zecca, come Il Risveglio Di Orfeo, La Rivoluzione, Si Rinnovi Il Vetusto Concetto.

Mentre rimangono ancora i due assoli (quello della ragazza, Giuro, e quello ‘solitario’ di Orfeo, Orfeo Tace, decisamente troppo belli per alzare le forbici), i tagli sono consistenti.
L’eliminazione della Guardia Campestre, del Ladro di Reliquie e di quasi tutto il Santone comportano una riduzione di non meno di 25 pagine di copione.

Per quanto riguarda la trama, possiamo dire che, fino ad Eccotela Qui, e cioè il momento in cui Orfeo si innamora di Euridice, gli eventi sono gli stessi che si protrarranno fino alla versione definitiva, teatrale e filmica.

La prima differenza si ha nella canzone Dio, che, pur trovandosi nella stessa posizione, ha un’altra funzione. Infatti, in questa versione, il matrimonio sarebbe ancora dovuto avvenire il giorno successivo, e la canzone del Santone è un’invocazione notturna. Il matrimonio, infatti, non è ancora presente come scena, dando una luce leggermente diversa all’ingresso del Venditore e al finale.

L’aspetto principale di questa versione, dunque, è una concentrazione maggiore sul personaggio di Orfeo, che si confondeva forse troppo in mezzo ai ragazzi della precedente stesura.
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Messaggioda junior » ven feb 03, 2006 11:08 am

Coraggio...
Per Gioia fortunatamente (o no?) non sarà così dura, chiunque se ne occupasse. Lavorare col computer evita tutta questa stratificazione di ripensamenti :)
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Messaggioda Herod » ven feb 03, 2006 3:57 pm

Forse...però sinceramente il taglia e cuci e il copia-incolla computerizzato mi darebbero meno emozioni e meno divertimento dei segnoni blu a pennarello su una pagina.
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Messaggioda awake1 » gio feb 09, 2006 11:32 pm

Ciao ..sono daccordo con te Herod !
e due cose, prima: con questa terza foto hai superato te stesso !
Davvero complimenti !
:up:
Pensavi che non ce n`eravamo accorti ? :)
la seconda: domani e` il 10 di febraio...cappella Orsini, auguri ancora ! :)
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Messaggioda Herod » gio feb 09, 2006 11:46 pm

Ehi, grazie Awake!
Per quanto riguarda la foto...sono ancora alla ricerca dell'avatar che mi rappresenti completamente, ma questa foto, scattata sul set del film che sto girando, mi piace un sacco. E poi è il giusto contrappeso 'demoniaco' alla figura di Michael che sto per portare in scena.
Che bello che ti sei ricordata che domani si comincia! Infatti ora sto per dare un'ultima passata di memoria e poi vado a fare le ninne...

Ultima cosa: sono contento di vedere altri messaggi oltre ai miei in questa rubrica. Non abbiate paura di interrompere il fluire del racconto; è bello discuterne insieme anche...per la strada.
Vi avverto che ho quasi finito di scrivere l'analisi del secondo atto del pre-Sistina. Da lì alla versione teatrale e al film il passo sarà breve. Quindi fatevi sentire....non mi fate fare il juke-box solitario!
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Messaggioda awake1 » sab feb 11, 2006 4:58 pm

Quello che ho trovato io di avatar mi piace proprio !
:D
poi di “questi tempi” ! :wink:
Come e` andata ieri sera ? Non hai sentito una brezza che volava intorno nell` aere?
:)
In quel caso ero io in spirito...(uh bella pretesa, me lo dico da sola..) !
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