Mario Moretti

Il musical che inaugurò il Teatro in Trastevere, 1976

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Mario Moretti

Messaggioda romella » mar ott 09, 2012 2:19 pm

Nei giorni scorsi è venuto a mancare Mario Moretti, coautore dell'Isola nella Tempesta. Su un sito è stato riportato un suo scritto, dove si parla anche dell'esperienza con Tito.

"ADATTANDO ADATTANDO CHE MALE TI FO?"
di Mario Moretti

(...) La datazione dei miei testi “adattati” parte da lontano, dai primi anni 70: dal mio incontro con un musicista, cantante e compositore, Tito Schipa Jr., che mi stimolò e ci stimolò alla collaborazione. Il nostro lavoro comune era finalizzato ad un apparentemente incongruo esperimento: si trattava di comporre un testo teatrale canalizzato sul doppio binario dell'adattamento da “La tempesta” di Shakespeare e dal romanzo “L'isola” dello scrittore inglese Aldous Huxley. L'ambientazione era collocata in una sorta di oasi insulare in cui agiva una comunità inquieta e visionaria.
L'accoppiamento dei due testi risentiva con bella evidenza del clima comunitario e post-contestatario dei nostri anni Settanta. La nostra “fusione”, che aveva come titolo “L'isola nella tempesta”, fu prontamente messa in scena in un vasto spazio da me gestito, il Teatro in Trastevere, naturalmente “alternativo”: all'epoca non c'erano altri marchi di fabbrica, tutto era alternativo. Il progetto era nato all'insegna dell'ottimismo sfrenato, anzi dell'entusiasmo, termine dalla radice impegnativa (dal greco “entusiasmos”, ispirato da dio). Ispirati dunque dal demone ci lasciammo andare: molti attori, alcuni dei quali eccellenti cantanti, ricco corredo di scene e di costumi a cavallo tra Seicento e Novecento, dell'ottimo Giovanni Agostinucci, e tripudio musicale dell'orchestra diretta da Tito, autore-attore-musicista-co-regista-cantante. La prima dello spettacolo, ricordo, fu affollatissima: oltre trecento spettatori – tra cui un attònito Eduardo De Filippo – vennero stipati in uno spazio che ne conteneva a mala pena cento. Ne conseguirono, nelle tre ore e passa dello spettacolo, proteste, risse e svenimenti in sala per la mancanza di ossigeno. Le nostre buone intenzioni affogavano nell'eccesso. Successivamente alla sventurata “prima” il musical fu sospeso per qualche giorno, quindi ripreso con gli opportuni accorgimenti. L'infortunio non ci depresse, anzi, segnò l'inizio di una nostra collaborazione durata nel tempo. “Junior”, come chiamavo Tito Schipa, era ed è uno stimolante artista a tutto tondo. (...)
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