0012
(Segue)
CALIBANO – (a Stefano) Signore! / Mi insulta! / Glielo permetterai?
TRINCULO - "Signore".../ "Vostro Onore".../ Ma nun te miette scuorno?
(Al pubblico) 'Nu caso de deficienza mostruosa!
CALIBANO - Ecco... ancora.../ Dagli una lezione padrone / Picchialo a sangue
STEFANO - Stai al tuo posto, Trinculo / Il povero mostricino è mio suddito
e se tu ti ribelli / ti faccio impiccare all'albero maestro.
CALIBANO - Grazie mio buon signore. Ora vuoi ascoltare la mia supplica?
STEFANO - Ti è concesso. / Ma in ginocchio e fammi la supplica.
Io resterò in piedi. / Ed anche Trinculo!
CALIBANO - Come ti ho già detto / io sono costretto a servire Pospero,
un tiranno /uno stregone / che in virtù delle sue arti magiche / usurpa i miei diritti / su quest'isola.
ARIEL - (invisibile) Tu menti!
CALIBANO - (a Trinculo) Sei tu che menti / brutto scimmione!
STEFANO - Trinculo / se lo interrompi ancora una volta / la paghi!
TRINCULO - Gesù / E io nun aggio fiatato!
STEFANO - Taci! (A Calibano) Va avanti, Calibano.
CALIBANO - Vendicami / del torto che mi ha fatto Prospero
e io ti aiuterò a diventare il re / di quest'isola. / Eh?
STEFANO - Non c'è male come idea... / E quale sarebbe o mostro / la tua strategia?
(Ascolta Calibano che canta "Uccidi!":
Qui per un link diretto all'mp3
CALIBANO - (canta)
Io ti porto da Prospero dormiente
Tu gli pianti un chiodo nella fronte
Con due sassi gli schiacci le cervella
Lo sventri con un palo, schizzan le budella
Uccidi!
Uccidi!
Ma la cosa importante sono libri
Fa attenzione, ricordati dei libri
Senza libri Prospero non conta un accidente
Come me
Come te
Non vale niente
Bruciali
Brucia!
Brucia!
ARIEL (invisibile) - Tu menti!
CALIBANO (a Trinculo) - Ancora? / Ma guarda quest'anguilla unta di fiele!
Schiacciala, padrone!
STEFANO - Basta Trinculo! / Basta!
TRINCULO - Ma che d'è! / I' nun aggio fatto niente! / E' meglio ca me ne vaco...
STEFANO - Vorresti negare di aver detto / "tu menti"?
ARIEL (invisibile) - Tu menti!
STEFANO - Ah sarei io a mentire adesso! / Toh (sberla) Beccati questa!
E' vera o falsa?
TRINCULO – Ma 'i te ciacco!
(Si azzuffano. Ariel compare, invisibile ai tre. Ha un tamburello, e percuote con il suono Stefano e Trinculo, così da confonderli totalmente)
CALIBANO - (canterella) Scherza e deridi
Gioca e sorridi
Che non c'è nulla di vero,
no non c'è...
(Si addormentano stremati, entrano Gonzalo, Sebastiano e Antonio - che stranamente è solo un fantoccio in costume regale, retto da un palo. - Cercano qualcuno.)
TUTTI - Non c'è, non c'è...
GONZALO - (A Antonio) Ve ne prego signore / cercate di riprendere il vostro buonumore
Voi per primo avete ragione / così come l'abbiamo tutti noi / di rallegrarvi
perché l'essere scampati alla morte / è qualcosa di assai più importante / che ogni altra nostra perdita!
Maestà, io dico che pochi uomini / possono vantarsi di un miracolo
come quello che ci ha fatto sopravvivere / a quell'orrenda tempesta.
Prendete quest'isola, per esempio: / sebbene appaia deserta e inaccessibile...
SEBASTIANO - (sarcastico) Pure...
GONZALO - ... pure qui si può trovare tutto ciò che invita a vivere.
SEBASTIANO - E' vero / Salvo i mezzi per vivere. Di questi c'è poco o niente.
GONZALO - Ma la cosa più straordinaria è che i nostri vestiti
piuttosto che dal mare sembrano usciti / da una tintoria!
Non vi pare molto, molto strano?
SEBASTIANO – Ma non ti accorgi, signor consigliere Gonzalo,
che vieni stipando tutte queste parole nelle orecchie del Re
contro ogni voglia che egli abbia di intenderti?
(A Antonio) Vostra Maestà è preoccupata per la sorte di suo figlio Ferdinando,
ma io l'ho visto/ mentre cavalcava i marosi, / potrei giurarlo
e sono sicuro che è approdato a terra sano e salvo.
Quindi non datevi pensiero Maestà. / Quando voi siete rannuvolato / è maltempo per tutti noi.
GONZALO - Se mi fosse dato di impiantarmi su questa isola / Maestà...
e se ne fossi il reggente / sapete che farei?
SEBASTIANO – Metterebbe su una piantagione di ortiche! (ride)
GONZALO – Sapete che farei?
Nella comunità stabilirei un ordinamento / opposto a quello dell'usanza comune.
Non permetterei nessun tipo di commercio. / Non darei nessun potere ai magistrati.
Non concederei nessun privilegio culturale.
Non tollererei differenze sociali, / quindi né ricchezza né povertà...
(La musica riprende il tema di ("Dov'è il nemico?")
SEBASTIANO – (feroce) E' mio! (incomprensibile)
GONZALO - ... né classe subalterna / né divisioni di terre in confini
né coltivazioni / né vigne, / ossia nessun lavoro.
Tutto in comune e tutti in ozio.
E anche le donne - s'intende - / con gli stessi diritti degli uomini...
13 - RICERCA DI SINTONIA (NON C'È' NULLA DI VERO)
GONZALO (commuovendosi) - ... La natura dovrebbe provvedere ogni cosa per tutti
senza sudore e senza sforzo.
A che servirebbero allora / il tradimento la fellonia la spada la picca i coltelli i fucili?
Nessuna guerra sarebbe possibile.
Solo la natura provvederebbe da sé / ogni sorta di abbondanza e di prosperità
per il nutrimento del mio popolo innocente.
(Rumore di interferenze radio. Luce su Willy in cuffia.)
VOCE DI SPRENGLER - Allora. Che dice la Rani? E' d'accordo?
WILLY - Sì. Al 12 e mezzo per cento, però.
SPRENGLER - Sehr gut! Stringi, definisci, blocca, contratta! Firma col sangue se è necessario, ma fa' in fretta!
Ci sei?
WILLY - Ci sono. Bisognerà fare i conti con gli altri, però.
SPRENGLER - Altri? Quali altri?
WILLY - Gli isolani. I politici dell'isola.
SPRENGLER - Ah quelli. Ma insomma che gente è? Una massa di drogati, no? Beh, li pagheremo in morfina...
WILLY - Non è questo. Questa gente ha dei principi, una sua filosofia, un'organizzazione sociale efficiente. Insomma una politica precisa, capisci?
SPRENGLER - Ma non mi dire. Fanno politica anche lì! Beh non ti nascondo che mi piacerebbe saperne qualcosa di più. Sta a sentire. In attesa di addomesticarli, facciamoci sopra un bel fotoservizio. Eh Willy? Un documentario sui loro usi e costumi. Gustoso e piccante. A colori. Bei colori locali. OK. Willy? OK? OK?
(Interferenze, modulazioni, sovrapposizioni. Resta in primo piano un giornale radio.)
SPEAKER - "Notizie dall'isola di Ranga. Un accordo pare raggiunto tra la South-East Asia Petroleum e il dittatore militare Lon Van Tipa". Voci accreditate danno per imminente l'invasione dell'isola indipendente di Pala. La flotta alla rada nell'isola di Ranga è in stato di preallarme.
Ascolta l'intera sequenza successiva a:
Qui per un link diretto all'mp3
MRJ - (canta, tra le interferenze che si accavallano)
La confusione dell'uomo
Mi confonde
Perché io partecipo d'ogni uomo.
Perciò non domandare più
Per chi l'acqua si intorbida stasera
Si confonde per te
La testa non mi basta
Non mi basta più...
PROSPERO (comparendo sulla prua della nave-roccia)
Ma tu vieni a me / con la velocità del pensiero!
Grazie Ariel. / Vieni!
ARIEL - (entrando) Io sono tutt'uno / col tuo pensiero! / Qual è il tuo piacere?
PROSPERO - Spirito mio / Dobbiamo prepararci ad uno scontro con Calibano.
Raccontami. / Qual è la situazione?
ARIEL - I tuoi nemici / sono ormai distrutti dall'alcool / padrone mio.
(Luce su Calibano e soci, che russano)
Ma nonostante ciò / la mente la mantengono fissa al progetto malsano / e rigurgitano di violenza.
Schiaffeggiano l'aria / solo perché sfiora loro il viso
e scalciano il terreno / solo perché bacia loro i piedi.
Ma io / pensando a quel dio di terre lontane
che al suono del suo tamburino
(comincia a suonare il tamburello)
con un colpo crea gli universi / con un colpo li distrugge
con un colpo crea / con un colpo distrugge
ho iniziato la mia canzone.
(Canta)
Ed al mio suono han sollevato le ciglia
Ed annusato l'aria con meraviglia.
(Calibano Stefano e Trinculo si riprendono lentamente)
Perché tu sai padrone che non c'è al mondo un muso...
ARIEL e MRJ - ... per quanto ottuso...
ARIEL - ... che ove musica intenda...
ARIEL e MRJ - ... non si distenda.
ARIEL - E per un momento quei calibani
Mi son sembrati umani.
Stefano ha detto scuotendo la testa
Scuotendo la testa
Scuotendo la testa:
STEFANO - Che musica è questa?
Che musica è questa?
ARIEL - E la musica, la musica padrone
E era la nostra:
"Scherza e deridi
Gioca e sorridi
Che non c'è nulla di vero
No non c'è
Che non c'è nulla di vero
Fuorché il pensiero
Che non c'è nulla di vero
No non c'è
Vero fuori del pensiero!"
CALIBANO - Non ci fate caso. / Qui è pieno di rumori strani.
STEFANO - Ma questa non è la canzone / che ci hai insegnato tu, mostro?
TRINCULO – Solo che è suonata / dal ritratto di nessuno!
Oh perdona i miei peccati!
CALIBANO - Non dovete aver paura! Quest'isola è piena di dolci musiche / come questa
che non fanno alcun male.
Io ce l'ho sempre nelle orecchie, / musiche e voci / che anche se mi fossi appena svegliato
mi farebbero venir voglia di dormire di nuovo / dolcemente.
Perché nel sonno sapete / io vedo aprirsi le nubi / e ricchezze meravigliose riversarsi su di me.
Per questo io a volte / piango, / perché vorrei dormire ancora,
vorrei dormire e sentire la musica, / dormire e non essere... io.
(Prospero ride)
ARIEL - (canta)
Poi
Con il mio suono gli ho stregato le orecchie
ARIEL e MRJ - E incominciò una marcia
tra rovi e macchie
ARIEL - Così
Che alla tua grotta traversando l'acqua stagna
Che sa di fogna
Li ho portati buoni buoni...
ARIEL e MRJ - ... come dei caproni.
ARIEL - Ed alle soglie della tua casa
Li troverai in attesa.
Stefano ha detto
Ridendo e sguazzando
Ridendo e sguazzando
Ridendo e sguazzando:
STEFANO - (sguazzando nello stagno)
Musica gratis ! / Sarà bello il mio regno!
Musica gratis!
ARIEL - E la musica, la musica padrone,
Era... di sogno!
(Calibano e soci sono in preda a una frenesia inconsulta, come marionette mosse da fili invisibili: si carezzano, si schiaffeggiano, ridono, piangono, gridano.)
"Scherza e deridi
Gioca e sorridi
Che non c'è nulla di vero
No non c'è
Che non c'è nulla di vero
Fuorché il pensiero
Che non c'è nulla di vero
No non c'è...
ARIEL e MRJ - ... vero fuori del pensiero!"
PROSPERO - Che ora volge del giorno?
ARIEL - L'ora sesta! Ed è a quest'ora infatti / che le nostre opere / come tu dicesti
avranno compimento e termine.
(Ariel fa per uscire, ma vede il vecchio Gonzalo ancora preso e commosso dalla sua fantasticheria.)
ARIEL - Ah... Padrone?
PROSPERO - Sì?
ARIEL - (canta)
Come le gocce dell'inverno
Allo svanir della tempesta
Cadono lente dalle canne
Di una tettoia
Così al buon vecchio Gonzalo
Scivola il pianto sul viso
Di saggio antico
Te ne prego
Sii buono con lui
GONZALO – Qui c'è tutto ciò / che invita a vivere...
ARIEL - Te ne prego
Sii buono con lui
(Esce)
STEFANO - Qua c'è qualcosa / che non mi convince...
CALBANO - Croste, piaghe, pustole, incubi...
Questo è uno scherzo che mi ha mandato lui.
TRINCULO – Lassa fà 'a Maronna...
Che m' e' fatto intuozzecà...
(Ognuno ripete confusamente il proprio ritornello. Tra gli altri, Gonzalo, fissato:)
GONZALO - Se mi fosse dato di impiantarmi / su quest'isola, Maestà
e se ne fossi il reggente / sapete che farei?
Nella comunità stabilirei un ordinamento
opposto a quello dell'usanza comune...
(Nell'audiovisivo parte a grandezza di schermo cinematografico il reportage girato da Willy a Pala.)
14 - REPORTAGE DALL'ISOLA NELLA TEMPESTA
(Segue)
"Nemico della Patria"!...
E' vecchia fiaba
e ancor la beve il popolo.
(Giordano, Andrea Chenier)