LO SPETTACOLO

Il musical che inaugurò il Teatro in Trastevere, 1976

Moderatore: Moderatori

LO SPETTACOLO

Messaggioda junior » lun apr 30, 2007 11:54 am

001

Mario Moretti e Tito Schipa Jr. (autori)
Tito Schipa Jr. e Marco Piacente (compositori)
L'ISOLA NELLA TEMPESTA
ovvero
DOVE VEDRETE E ASCOLTERETE
della epica ma non conclusa lotta di parole e di musica dei signori
Aldo Huxley e Guglielmo Shakespeare in primo luogo
e dei signori Ringo Starr, Giorgio Harrison, Giordano Bruno,
Paolo Mc Cartney, Gotamo Budda, Carlo Castaneda, Giacomo Daumal,
Giovanni Donne, Giovanni Lennon e Giovanni Sebastiano Bach
ASSIEME alle loro nobili creature
Prospero, Ariel, Dott. Robert, Sùsila, Gonzalo, Lakshmi, Mary Sarojini e Willy
CONTRO i padroni del Petrolio Tenebroso
Calibano, Murugan, Sua Altezza la Rani e la sua Piccola Voce, Stefano, Trinculo,
Henry Krautinger, Herr Sprengler, Alonso Re di Napoli,
Lon Van Tipa, Antonio Duca di Milano ecc.
PER il possesso
dell'utopica isola di Pala

"Oh brave new world that has such people in 't! "
(Shakespeare - The Tempest)

Personaggi e Interpreti nella prima rappresentazione:

(nella Tempesta e/o nell'Isola)

Willy Farnabert (attore non cantante).......................ROBERTO BONANNI
Prospero e Dott. Robert (attore non cantante) ..........UMI RAHO (poi FRANCESCO SALES)
Ariel e una gracula (attore o attrice cantante)................EDOARDO NEVOLA
Calibano e Murugan (attore o attrice cantante)................DANIELA GARA
Miranda e Mary Sarojini (attrice cantante).........ANNA ARAZZINI
Sebastiano e Kraudinger (attore non cantante).........NINO SCARDINA
La Rani (attrice non cantante)................................LEDA PALMA
Gonzalo e Lakshmi (attrice non cantante).................ANNA LELIO
Trinculo (attore dialettale cantante).................................ORAZIO STRACUZZI
Stefano (attore dialettale cantante).................................WILLIAM ZOLA
Sùsila e Martha (attrice non cantante)..................... IMELDE MARANI (poi EVA AXEN)
Ferdinando (attore non cantante)............................GIANNI CAMPONESCHI
Voce di Sprengler...................MARIO MORETTI
Siva (danzatore o danzatrice)......................................HAL YAMANOUCHI (poi PAOLO MORELLI)

Mixer-Rocker-Joker (pianista-cantante-attore).............. TITO SCHIPA JR.

Ideazione e regia: TITO SCHIPA JR.
Musicisti: basi pre- registrate eseguite dai LIBRA (Walter Martino batt., Dino Cappa basso, Nicola Distaso chit., Maurizio Centofanti tastiere) + TITO SCHIPA JR. pianoforte e voce dal vivo.
Arrangiamenti: WALTER MARTINO
Scene e costumi: GIOVANNI AGOSTINUCCI
Truccatrice, assistente costumista e attrice nel "documentario" sull'isola di Pala: NOVELLA BONELLI BASSANO
Luci: Lillo Monachesi
Macchine: Ugo Vignola
Suono: Marcello Notari
Aiuto regista: Eva Axen Schipa
Direttore di scena: Carlo Santarelli
Materiale e collaborazione cine-fotografica: Nello Cartney
Organizzazione e amministrazione: Fernando Piazza
Consulente organizzatore: Diego Gullo
Ufficio stampa: Anna e Maurizio Giammarco
Pubbliche relazioni: Paola Ermini
Foto: Tommaso Le Pera

Il materiale grafico è tratto dal programma di sala o dalle diapositive del sistema di multivisione impiegato nello spettacolo.
Il materiale audio è tratto dalla ragistrazione "live", probabilmente dell'ultima rappresentazione.
Ultima modifica di junior il ven giu 29, 2007 7:44 pm, modificato 25 volte in totale.
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Messaggioda junior » lun apr 30, 2007 3:34 pm

002

LA SCENA

Immagine

TUTTA L'AREA DI SPETTACOLO E' UN ENORME GIARDINO ZEN DI VERA SABBIA E DI GRANDI ROCCE, CHE FORMANO LO SPAZIO SCENICO.
GLI SPETTATORI SIEDONO ATTORNO. LA PRIMA FILA E' ACCOCCOLATA AL BORDO DELLA SABBIA, SU PEDANE DI LEGNO LACCATO.
IN UN ANGOLO TRA SCENA E PUBBLICO LA POSTAZIONE DEL MIXER-ROCKER-JOKER, CON PIANOFORTE E CONSOLE DEL SUONO.
IL CIELO SOVRASTA SCENA E PLATEA, ED E' FORMATO DA GRANDI TELI MOBILI CHE DIVENTERANNO ORA SOFFITTO, ORA NUVOLE, ORA GRANDI VELE, E RACCOLGONO LE PROIEZIONI DI UN SISTEMA DI MULTIVISIONE A SEI SCHERMI.
TRA LE ROCCE SPUNTA APPENA VISIBILE NELL'OMBRA LA PRUA DI UN'ENORME NAVE CINQUECENTESCA CHE SOVRASTA IL FONDO DEL LATO SINISTRO DELLA SCENA.
ELEMENTI MOBILI PORTATI A MANO DAI TECNICI FORMANO DI VOLTA IN VOLTA LE SCENE PARZIALI.

PROLOGO

1976 - DRAMMA BORGHESE A BERLINO OVEST

BUIO TOTALE

IL MIXER-ROKER-JOKER (MRJ) ESEGUE IL PRELUDIO.

Ascolta il preludio fino al suono delle trivelle

Qui per un link diretto all'mp3

FRASTUONO DI TRIVELLE LONTANE. IN DISTANZA SI ACCENDONO LE LUCI ROSSASTRE DI UNA LUNGA FILA DI POZZI DI PETROLIO.
DEI TECNICI (CHE SONO CON EVIDENZA ANCHE QUELLI DELLO SPETTACOLO) ARMEGGIANO INTORNO AI TRALICCI E NE REGOLANO L'INTENSITÀ' LUMINOSA.

UNA VOCE - Attenzione!

WILLY (UN GIORNALISTA DI BERLINO OVEST), CHE STAVA DORMENDO DA SOLO IN UN LETTO MATRIMONIALE, SI SVEGLIA DI SOPRASSALTO E VA A CHIUDERE LA FINESTRA.
LA LUCE DEI POZZI SI MUTA NEL LAMPEGGIARE DI UNA TEMPESTA IN LONTANANZA.
LUCE SULLA CUCINA DI UN AMBIENTE BORGHESE.
WILLY E' ANCORA DAVANTI ALLA FINESTRA CHE HA APPENA CHIUSO.

MARTHA - Se hai proprio deciso di andartene, Willy, non c'è bisogno che tu esca dalla finestra.

WILLY- Ora vado, Martha, ora vado.

MUTA COLAZIONE DI WILLY E MARTHA, SOLO IL RUMORE DELLE STOVIGLIE. POI WILLY SI ALZA E FA PER ANDARE A VESTIRSI.

MARTHA - Un minuto, Willy. Un minuto...

(PAUSA)

WILLY- E' passato.

MARTHA (improvvisamente aggressiva) - No! No che non è passato! Non passano così sette anni di vita!

WILLY – (con altrettanta rabbia) - II minuto, è passato! E in quanto ai sette anni si distruggono in sette secondi!

MARTHA - Ma i dieci anni che mio padre ha speso per farti diventare quello che sei quelli non li vuoi distruggere, vero Willy?

WILLY - Neanche tuo padre vorrebbe, mia cara. Gli faccio troppo comodo, adesso!

NELL'OMBRA SI AFFERRA LA VOCE DI TRINCULO:

TRINCULO (un giullare) - Gesù, Gesù, che schifezza 'e viaggio... Fa', fa' 'o buffone, ma con l'acqua non si scherza. Quanno s'aizza 'o mare, tutto si confonne, e non sai più nemmeno chi sei. Come quella volta che eravamo tra Scilla e Cariddi, o tra Cariddi e Scilla, nun m' aricordo bbuono...

MARTHA - Non andartene, Willy; non ci andare da quella puttana...

WILLY - Chissà perché quando un uomo se ne va con una altra donna deve essere per forza di una puttana.

MARTHA - E chissà perché quando un uomo se ne va con una puttana... E quando una donna... No... Non è questo che volevo dire... Però... Willy, aspetta ancora un minuto... Willy !

(IL DIALOGO SI FA VISCERALE E INCONTROLLATO. LE GRIDA DI WILLY E DI MARTHA SONO QUASI INDECIFRABILI, COPERTE DAL SUONO DEI POZZI CHE SALE)

WILLY - Scusami, ma scontrarci non serve più a niente.

MARTHA - Dici sul serio? Dici sul serio, Willy?

MARTHA SI ALZA.

WILLY – Martha, aspetta! Aspetta!

MARTHA ESCE DI CORSA SBATTENDO LA PORTA.

WILLY (tornando a sedere) - Troppo tardi...
Troppo tardi, grazie a Dio.
(Ride istericamente)

MOTORE DELLA MACCHINA DI MARTHA. CORSA DELLA VETTURA. SOVRAPPOSTO IL PROSIEGUO DI TRINCULO:

TRINCULO - ...quanno d'improvviso s'aizza 'o viento. Ma che vento! Era un tifone, una montagna marina che a guardare sotto mi vengono le vertigini... L'onda è così bianca e fredda che pare neve... Il battello comincia a scricchiolare e le ossa pure mi scricchiolano...

STRIDIO DI UNA FRENATA. UN URTO AGGHIACCIANTE. UN'ECO DI TUONO. SILENZIO.

VOCE DI UNA CENTRALINISTA - Herr Farnabert? Sua moglie ha avuto un incidente.

UN LETTO D'OSPEDALE SU CUI MARTHA E' DISTESA, NON COSCIENTE. WILLY ARRIVERA' CORRENDO, SI PRECIPITERA' AL LETTINO, LE PRENDERA' LA MANO...

(Segue)
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Messaggioda junior » lun apr 30, 2007 7:59 pm

003

(Segue)

VOCE DI UNA CENTRALINISTA - Herr Farnabert? Sua moglie ha avuto un incidente.

UN LETTO D'OSPEDALE SU CUI MARTHA E' DISTESA, NON COSCIENTE. WILLY ARRIVERA' CORRENDO, SI PRECIPITERA' AL LETTINO, LE PRENDERA' LA MANO...

IL MRJ - (CANTA)

Ascolta "Una favola" fino all'ingresso della nave

Qui per un link diretto all'mp3

Una favola
Narrata da un idiota
Nell'inverno del nostro scontento
Nel tempo in cui i matti
Conducono i ciechi
Ascoltate la musica

Splendido mondo nuovo
Splendido mondo nuovo
Avrai la gente pure tu
Cosa sapranno
Cosa vivranno
Sarà pe te
come per noi?

Una favola narrata da un idiota

VOCE DI PROSPERO - Ariel, dove sei Ariel?

MRJ - Nell' inverno del nostro scontento
Nel tempo in cui i matti
Conducono i ciechi
Ascoltate la musica
Splendido mondo nuovo
Splendido mondo nuovo

VOCE DI PROSPERO - Ariel, dove sei Ariel?
Toglimi dalle spalle il mantello incantato...
Ariel! Ariel!

LA NAVE ENTRA IN SCENA. A PRUA WILLY STA RICEVENDO UNA DIFFICOLTOSA COMUNICAZIONE RADIO DALLA GERMANIA.

CENTRALINISTA - Hallo? Hallo?
Herr Farnabert?
Ho Herr Sprengler in linea...
(Frasi confuse)

VOCE SPRENGLER (suocero e editore di Willy)
Hallo, Willy, mi senti? Mi senti? Willy?

WILLY - Sì, sì, ti sento ora.

SPRENGLER - Eh. E come va?

WILLY - Meglio. Ma non è facile da superare.

SPRENGLER - Prendila come una vacanza, Willy, stai su.
Ricordati che non hai nessuna colpa di quello che è successo.
La povera Martha era esaurita...
Sono io che te lo dico, suo padre!
Ora ti dico quello che devi fare.

WILLY - Cercherò di dimenticare tutto, cosa devo fare...

SPRENGLER - Dimenticare? Altro che dimenticare!
No, no, Willy, sto parlando di un'altra cosa!

WILLY - Scusami, non capisco più niente.
Mi mandi qui in ferie-lutto e poi mi dici
"Prendila come una vacanza"?
Cos'è in realtà?

SPRENGLER - E' una vacanza. Una vacanza di lavoro, se vuoi...
Ascoltami bene, e scrivi.
Tu stai andando all'isola di Ranga. Ranga, Oceano Indiano,
allo scopo di raccogliere materiale per un servizio giornalistico
sul nuovo regime.
Stai scrivendo?

WILLY - Sono un inviato, insomma.

SPRENGLER - Esatto. Almeno ufficialmente...
Dunque. Il colonnello Lon Van Tipa,
Lon-Van-Tipa, ricordi?,
è a tutti gli effetti il dittatore militare di Ranga.
Questo significa che a Ranga c'è la morte, Willy.
e la morte fa sempre notizia!

WILLY - Hai detto "inviato ufficialmente".
Perché ufficialmente?

SPRENGLER - Perché la tua missione è un'altra!
E' all'isola di Pala. Pala.
Pala è la terra promessa. La terra promessa!
Non è facile entrarci, non ti concederanno mai il visto.
Ma ricordati: Pala è gonfia di petrolio!

(Segue)
Ultima modifica di junior il mer nov 19, 2008 8:34 pm, modificato 4 volte in totale.
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Messaggioda junior » mer mag 02, 2007 11:09 pm

004

(Segue)

SPRENGLER - Pala è la terra promessa. La terra promessa!
Non è facile entrarci, non ti concederanno mai il visto.
Ma ricordati: Pala è gonfia di petrolio!
La nostra South East Asia Petroleum ha tentato per anni di sfruttare tutto quel ben di Dio, e così le altre Sorelle.
Niente da fare. Nessuna concessione petrolifera. A nessuno!
E' la loro radicata politica testarda.
Ma c'è la Rani, la Regina Madre.
Oltre ad essere mia amica, non approva per niente la loro stupida politica ecologica.
Allora ecco cosa devi fare.

ACCANTO A WILLY E' COMPARSO GONZALO.
LA NAVE TRASPORTA CONTEMPORANEAMENTE IL GIORNALISTA TEDESCO NEL XX SECOLO
E UNA SPEDIZIONE COMMERCIALE DEL REGNO DI NAPOLI NEL XVI.

SPRENGLER - Appena sei a Pala - se mai ci arriverai - parla con lei,
accertati se esiste una minoranza interna favorevole al petrolio
e chiediti come potremmo... aiutarla a compiere l'opera buona.
Willy, se ce la fai, Willy, bè, se ce la fai ti metto a posto per un anno.
Un anno intero di libertà,
niente più giornalismo, Willy, nient'altro che la dolce Arte, l'Arte, l'Arte! (Ride)

DISTURBI FORTISSIMI

WILLY – Sprengler! Sprengler!

LA COMUNICAZIONE CADE, WILLY SI TOGLIE LA CUFFIA.
GONZALO E' IN PIEDI ACCANTO A LUI.
ENTRAMBI FISSANO L'ORIZZONTE, PENSIEROSI.

GONZALO (un dignitario) - Cederei mille tese di mare /
per un acro appena di terra brulla /
coperto solo di eriche e ginestre.

PAUSA

WILLY - A me piace il mare, soprattutto in bonaccia.
La bonaccia è la noia del mare. E la noia è una gran bella difesa.
La noia copre con un velo pietoso lo sfrenato attivismo dell'ambizione.

LE LORO BATTUTE SI ACCAVALLANO. L'ARIA SI INCUPISCE.

(MUSICA)

STEFANO - (un nostromo, dall'interno)
Restate sotto coperta! / Sotto coperta, ho detto!

Ascolta l'inizio della tempesta

Qui per un link diretto all'mp3

ENTRA STEFANO AGITATO

GONZALO - Abbiate un po' di pazienza / mio buon amico.

STEFANO - Quando l'avrà anche il mare, / avrò pazienza! /
O credete che quando s'alza il mare /
alle onde ruggenti importi qualcosa / di voi?
In cabina!

GONZALO - Va bene / Ma non ti scordare di chi hai a bordo.

STEFANO - Nessuno che io ami più di me stesso! / Avanti, sotto coperta ho detto!

SULLA CIMA DELLA ROCCIA PIU' ALTA APPARE PROSPERO (un mago)


2 - PROSPERO

PROSPERO - Ariel! / Il tempo che ci separa dalla mezzanotte /
noi due dobbiamo spenderlo con molta attenzione. /
Il mio progetto sta per andare in porto /
I miei incantesimi non possono spezzarsi /
Gli spiriti mi proteggono / e il tempo va avanti / col suo carrozzone. /
Che ora volge del giorno?

MRJ - (canta)
E' l'ora più confusa
Ti gridavo nel telefono ogni notte...

PROSPERO - Ti devo informar meglio /
Questo preciso minuto ti impone / di aprir bene le orecchie.

ARIEL - (invisibile)
Ti ascolto mio Signore / Sarà fatto come tu dici...

MRJ - (canta)
Non basta più una testa - ti gridavo –
Non mi basta per capire
Non mi basta a definire

PROSPERO - Un mio fratello / che si chiamava Antonio /
- e fa attenzione / a quanto un fratello può essere perfido - /
era la persona che dopo mia figlia / amavo di più al mondo /
e a lui volli affidare l'amministrazione / del mio Stato. /
Ma essendo io tutto dedicato a coltivar la mente e le Arti liberali / nel chiuso del mio studio /
lui / a cui avevo deciso di lasciar le redini del governo /
fu preso pian piano / da un'inclinazione al male. /
Giunto com'era al sommo del potere /
a furia di ripetere e incìdere nella memoria / una facile menzogna /
cominciò addirittura a credere / che il vero duca era soltanto lui! /
Mi senti?

ARIEL (invisibile) - II vostro racconto / Signore /
può curare la sordità!

PROSPERO - La fiducia di cui io lo gratificavo / ingenerò in lui una tale doppiezza /
che era / in proporzione / grande quanto era grande la mia fiducia./
Una fiducia senza limiti / una fiducia veramente sconfinata! /
Ma Antonio si accordò col Re di Napoli /
ottenendo / in cambio di non so quale tributo /
che egli estirpasse me dal potere ed investisse lui /
a Signore della mia bella Milano.

(MUSICA. INIZIA IL PRELUDIO ALLA TEMPESTA)

PROSPERO - Così / messa insieme una soldagliata di uomini sleali /
a una mezzanotte stabilita dal Fato / Antonio aprì le porte di Milano /
e tra le tenebre più mortali / io fui scacciato /
insieme a mia figlia / che piangeva!

MRJ (canta) - La mia testa non basta - ti gridavo -
voglio entrare in ogni libro e in ogni testa!

PROSPERO - Ma tu non mi ascolti!

ARIEL (invisibile) - Sono attentissimo / mio Signore!

PROSPERO – Ora / per uno strano / molto strano accidente /
la fortuna generosa ha condotto i miei nemici / a navigare vicino a quest'isola deserta /
dove da anni ormai ho trovato rifugio.

(ENTRANO SEBASTIAN, GONZALO, FERDINANDO, URLANDO.
LA TEMPESTA PRENDE FORZA)

STEFANO - Chi è che urla così! / Vi colga la peste! /
Fate più fracasso voi dell'uragano! /
Che cazzo ci venite a fare qui? / Volete proprio finire a mare?

SEBASTIANO - Smettila di latrare, cane rognoso!
Hai più paura tu di annegare / di quanta ne abbiamo tutti noi!

STEFANO - Ah si? E fatevela da soli la manovra, allora! /
E tu, che sei consigliere / consiglia a questi elementi di calmarsi! /
Usa la tua autorità / o levati dai coglioni!

PROSPERO - (al massimo dell'esaltazione)
Io so che la mia stella è allo Zenith! /
Io sento che se non corteggio la sua buona influenza /
essa sarà costretta a declinare immancabilmente!

MRJ (canta) - Perché sentivo
che ogni essere vivo
mulinello di una logica tempesta
sta vivendo in un'immobile pluralità infinita
una sola - la mia - vita!

PROSPERO - E quindi vieni / o mio servo! /
Ora sono pronto!/
Ariel! / Ariel, vieni!

SI SCATENA L'URAGANO

(Segue)
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Messaggioda junior » ven mag 04, 2007 7:27 pm

005

(Segue)

3 - LA TEMPESTA

SI SCATENA L'URAGANO, TERRIBILE.
LA NAVE E' VIOLENTATA DAL MARE.
ONDE SOPRA COPERTA, TUONI E FULMINI.

STEFANO - Abbassate l'albero maestro! / Orza! Orza!

VOCI -
Pietà di noi! /
Addio fratello! /
Si schianta, si schianta!

PROSPERO - Bravo, Ariel (ride)

STEFANO - Di chi è questa voce?

WILLY - Aspetta, Martha! Aspetta!

FERDINANDO - Non so se l'inferno esiste
ma se c'è, oggi è vuoto
perché tutti i diavoli sono qui!

IN UN CRESCENDO PAROSSISTICO LA TEMPESTA GIUNGE AL CULMINE MENTRE LA PRUA DELLA NAVE SI AVVENTA VERSO IL PUBBLICO.
LA POLENA, SOTTO IL BOMPRESSO, E' VIVA: E' UN'INCREDIBILE CREATURA ALATA CHE TRASCINA LA NAVE NEL SUO VOLO, E SORRIDE.

Immagine

Il figurino di Ariel

POI LA TEMPESTA SI ARRESTA DI COLPO. LA CREATURA (ARIEL) SALTA A TERRA RIDENDO.
LO SCATENAMENTO SONORO DELL'URAGANO SI INTERROMPE DI COLPO E LASCIA IL CAMPO A UN TENUE MINUETTO.
LA NAVE RUOTA SU SE STESSA E SI TRASFORMA IN UN'ENORME ROCCIA DEL GIARDINO ZEN.

Ascolta la fine dell tempesta e l'entrata di Ariel

Qui per un link diretto all'mp3


ARIEL - (canta)
Su queste spiagge zafferano
Prendetevi per mano
Prendetevi per mano
Tra un inchino e un baciamano
La tempesta lontano se ne andrà
Da queste spiagge zafferano
(Che è dove noi restiamo
Che è dove noi danziamo)
E la danza sia leggera
Sia leggera.

(A Prospero)

Salute a te, venerabile Signore
Lavorerò completando il tuo volere
Fosse volare
Fosse nuotare
Fosse gettarsi nel fuoco
Fosse montare
o cavalcare la cresta
Della tempesta
Per te

PROSPERO - Hai rappresentato la tempesta / come se fosse vera?

ARIEL (parla) - Punto per punto mio signore / come tu mi hai ordinato.
Prima scateno gli elementi
poi penetro il fulmine per colpire la nave
Fiammeggio terrore / sulla prora sul ponte sul cassero
Talvolta mi divido e faccio in modo

(canta) che il fuoco bruci
al tempo stesso cielo e mare
Che i tuoi nemici
si scatenino a fuggire.
Il figlio del re
l'ho sentito gridare:
"Non so se esista l'inferno
ma giuro che se c'è
oggi è vuoto perché
tutti i suoi diavoli sono qui!"

PROSPERO - Ben fatto, mio spirito! / E tutto questo è accaduto vicino alla riva?

ARIEL (con intenzione) - Molto vicino, padrone...

PROSPERO (ride) - Bravo, Ariel. E sono tutti salvi?

ARIEL - Tutti. / Eccoli.
Li puoi vedere dispersi in diversi gruppi / per tutta l'isola.
Il figlio del re l'ho scaraventato / tutto solo / ai margini della giungla.
Eccolo lì svenuto / ferito e incosciente.

INTRAVEDIAMO WILLY ESANIME SULLA RIVA

PROSPERO – Bravo, Ariel, vieni (fa per andare)

UN SENTORE DI CALIBANO NELL'ARIA

PROSPERO - (Subito infuriato)
E Calibano, che ci fa lì?

ARIEL - Non so maestro! / Ma purtroppo dovunque io vada
Questa cosa informe e sgradita / mi segue.


4 - IL NAUFRAGO E IL DOTT. ROBERT

PROSPERO VIENE RAGGIUNTO SULLA SPIAGGIA DA MIRANDA, LA SUA GIOVANISSIMA FIGLIA.

MIRANDA – Padre!
Padre mio / io ho sofferto tanto quanto coloro che ho veduto soffrire!
Un così bel vascello
che senza dubbio doveva contenere nei suoi fianchi / qualche nobile creatura
ridotto in schegge!

PROSPERO – Calmati, Miranda. / Non temere.
E dì al tuo cuore generoso / che nessuno ha sofferto alcun male.

(Escono)

UNA GRACULA - Attenzione!

SULLA STESSA SPIAGGIA SCOPRIAMO WILLY, MOLTO MALCONCIO, SCARAVENTATO SULLA RIVA DALLA FURIA DELLA TEMPESTA.

WILLY (in un incubo) – Aspetta Martha, aspetta!
Aspetta...
Troppo tardi.
Troppo tardi... grazie a Dio (ride, poi urla di dolore).
Ah! Mi fa male! Mi fa male!

ENTRA MARY SAROJINI, UNA RAGAZZINA DI PALA. HA CON SE UN VOLUMINOSO MANGIACASSETTE CHE TRASMETTE MUSICA POPOLARE LOCALE AD ALTO VOLUME.TUTTO IL DIALOGO SEGUENTE SI SVOLGE AD ALTISSIMA VOCE PER SOVRASTARLO.

WILLY- Mi fa male!

MARY- (sfiorandolo appena su una gamba) Qui?

WILLY – (come pugnalato) Sì, è lì!

GRACULA - Attenzione!

MARY - (all'uccello) Zitto, mainah!
(a Willy) Allora, è lì?

WILLY - Dove sono? E' un'isola questa?

MARY – Mh - mh.

MARY - L'isola di... Ranga?

MARY - No no no ! Questa è Pala, l'isola di Pala.

GRACULA - Qui ed ora! Qui ed ora!

WILLY - Ma di chi è quell'uccello parlante? Tuo?

MARY – Mio? E perché dovrebbe essere mio? Non può essere mio.

WILLY - Ma perché ripete quelle cose?

MARY – Perché qualcuno glie le ha insegnate, no?

WILLY - Ma perché proprio quelle cose? Perché proprio...

GRACULA - Attenzione! Qui ed ora!

WILLY - Perché?

MARY - Come! Attenzione qui ed ora?
Non è quello che si dimentica sempre?
Si dimentica di fare attenzione a quello che succede.
E' come non essere qui ed ora.

WILLY – E allora ci sono gli uccelli parlanti
che vanno in giro a ricordartelo, no?

GRACULA – Attenzione!

MARY SPEGNE IL MANGIACASSETTE. SILENZIO IMPROVVISO.

MARY – Allora, quest'incubo. Me lo racconti?

WILLY – (sempre esagitato) No, non voglio!

MARY – Eh, lo capisco. Però devi parlarne.
Come fai a trovarti "qui ed ora" con un incubo tra i piedi?

(Segue)
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006

(Segue)

MARY – Eh, lo capisco. Però devi parlarne.
Come fai a trovarti "qui ed ora" con un incubo tra i piedi?
Dài, parla.

WILLY – No, non voglio, non voglio !

MARY - Che cosa succedeva quand'eri bambino? Come si comportava tua madre quando ti facevi male?

VOCE FEMMINILE - Oh, povero piccino! Ma dove ti sei fatto male, vieni qui. Tanta bua? Dove? Qui?

WILLY SMANIA, IN STATO CONFUSIONALE.

MARY - Faceva così? Oh Cristo, ma è spaventoso! E' come spargere sale sulla ferita! Avrai continuato a piangere per giorni, dopo!
(Pausa)
Sta a sentire. Tu hai fatto naufragio. Ti sei risvegliato qui a Pala ferito e hai avuto un incubo. Sarà stato – non so che cosa – magari un topo. Ti sei spaventato.

WILLY - E' stata una cosa mostruosa. Non ho voluto vedere.

MARY - Dillo: non ho voluto vedere.

GRACULA - Attenzione!

MARY - Allora daccapo. Cera un qualcosa che ti faceva paura.

WILLY - Gli occhi. Due piccoli occhi rossi come quelli di un cobra. E un pelo schifoso, bruciacchiato... Ma cos'era?

MARY - Ah, non lo so che cos'era. Potrei fare mille ipotesi sul genere di mostri che circolano per l'isola di questi tempi, ma non è questo che conta. Conta quello che hai fatto tu. Che cosa hai fatto tu?

LA VOCE DI UN BAMBINO - (piangente) Mamma!
Sono caduto, mamma!

WILLY - Ho chiuso gli occhi.

MARY - Ancora.

WILLY - Ho chiuso gli occhi.

MARY - Ancora.

WILLY - Ho chiuso gli occhi e sono caduto!

MARY - Ancora! Ancora!

WILLY - (Urla terrorizzato) E sono caduto sono caduto sono caduto!

WILLY SI COMPORTA COME QUALCUNO CHE SIA APPENA CADUTO DA UN PRECIPIZIO. MA SUBITO SI RENDE CONTO DI ESSERE SEMPRE ADAGIATO SULLA SABBIA.

MARY - (ridendo) Ma non tanto in basso, direi!

WILLY - No...

MARY - E allora! Perché tutte queste storie?
(Cantilenando, sfottente) Povero piccino... Tanta bua... Tanta bua...

MARY RIACCENDE IL MANGIACASSETTE DA CUI ORA ESCE IN CRESCENDO IL RITORNELLO DEI BEATLES:

"Turn off your mind,
Relax and float downstream:
It is not dying,
It is not dying..."

ARRIVA SULLA SPIAGGIA IL DOTTOR ROBERT MAC PHALES CON UN KIT DI PRIMO SOCCORSO.

Immagine

Il figurino di Prospero/Robert.

ROBERT - Bene, bene. Fa piacere vedere gente che si diverte. Ed ora, dopo il pronto soccorso psicologico di Mary, vediamo cosa possiamo fare per questa povera carne martoriata. Io sono il dott. Robert Mac Phales.

MARY - Mio nonno fa il presidente, qui.

ROBERT - E di lei che ci dice? (comincia a visitarlo)

WILLY - (dopo un'esitazione) Che mi chiamo Willy, Willy Farnabert. Che mio padre era un ardente liberale, quando era ubriaco. Soprattutto quando era ubriaco. Era sempre ubriaco.

MARY – (a Robert) Non gli voleva bene?

ROBERT – Eh, no. Ci sta dicendo che lo odiava. Succede a molti di loro.

WILLY - E non sapete tutto! Mia madre era figlia di un arcidiacono. Un arcidiacono! (ride con la solita risata stridula)

MARY – (a Robert) Hai visto come diventa brutto quando ride?

ROBERT - (a Willy) Perché ghigna come una jena? Deve proprio emettere questi rumori assurdi quando ride?

WILLY - Sono un giornalista, Il "Vostro Inviato Speciale", pagato per correre intorno al mondo a descrivere gli orrori di attualità. Che altro tipo di verso dovrei fare? Cu-cu? Blah-blah? MARX - MARX? Io sono l'uomo che non accetta come risposta un sì!

ROBERT - Oh oh, carina la sua massima. Molto carina davvero. Piena di sano cinismo. (Osservando la gamba ferita) Questa invece è piuttosto malconcia. Ora le farò un po' male.

GRACULA - Qui ed ora, ragazzi!

ROBERT - Le suggerirei di ascoltare quell'uccello. La distrarrà dal dolore.

GRACULA - Attenzione!

WILLY - Ma attenzione a che cosa?

ROBERT - All'attenzione.

WILLY - (stringendo i denti per il dolore) Attenzione all'attenzione?

ROBERT - Naturale. E' stata un'idea del vecchio Raja. Pensava che avrebbe giovato alla gente.
Diceva: "Ma pensate un po': fare prediche a tordi e cardellini senza peccato. Che presunzione, questo Francesco! Non poteva tener la bocca chiusa e lasciare che gli uccelli predicassero a lui?"
E così qui sono le gracule a fare i sermoni.
Ma ora devo lasciarla, Mr. Farnabert. Tra poco verrà Sùsila.

WILLY - Un'infermiera?

ROBERT - Sùsila.
(Gli consegna un libretto)
Intanto legga questo: "Appunti sul bene e sul male e su ciò che sarebbe ragionevole fare a proposito della distinzione tra bene e male"

WILLY - (ghignando) Un programmino semplice!

ROBERT - Anche questa è opera del vecchio Raja. Poche pagine, ma se vuole conoscere la verità sull'isola di Pala non c'è miglior studio introduttivo.

WILLY – Per inciso: potrei sapere chi è, il vecchio Raja?

ROBERT – Chi era. Insieme al mio bisnonno - il dott. Mac Phales - creò la moderna Pala. Una sintesi tra Oriente e Occidente. Da questa fusione è nata la nostra nuova realtà. Legga. Legga. E beva un succo di frutta alle 9. (Si avvia)

WILLY - (leggendo) "Nessuno deve andare in nessun altro luogo..."

ROBERT - (uscendo) "... Siamo già tutti là... se solo lo sapessimo".

WILLY SFOGLIA L'OPUSCOLO. LA VOCE DEL MRJ RIPORTA BRANI DI CIO' CHE LEGGE:

MRJ - "... e tuttavia nella religione ogni parola equivale a una bestemmia. Chiunque divenga eloquente sul Budda o sul Cristo dovrebbe sciacquarsi la bocca col sapone all'acido fenico..."

"Il sapere chi siamo in effetti, dà luogo all'Essere Buono... ma non è mai esistita una società in cui "essere buoni" contasse di più di "fare del bene". Questo non significa che non possa mai esistere una simile società o che noi a Pala siamo pazzi a tentare di realizzarla".

E' ENTRATA, SILENZIOSA, UNA BELLA DONNA SULLA TRENTINA. VESTE SOLO DI UN CAMICETTA E UN SARONG..

WILLY - Sùsila?

SÙSILA - (dolcemente) Come va?

WILLY - (indisponente) Non ho dormito. Mi sento malissimo.


5 - LA PICCOLA INTERRUZIONE

UN TUONO LONTANO. LA GRACULA URLA SPAVENTATA. UNA CREATURA MOSTRUOSA (CALIBANO) APPARE UN ATTIMO NELL'OMBRA E TRAVOLGE UN ATTREZZO DI SCENA. I TECNICI LO RISISTEMANO RAPIDAMENTE.

6 - QUARTETTO

SÙSILA - Ho saputo che vieni dalla Germania.

WILLY - Da un inferno a un inferno.
.
SÙSILA - Ci sono stata in Germania, dopo la guerra.

WILLY – Sì, sì. Ma le dico che sto malissimo.

SUSILA SI AVICINA A WILLY E LO ISPEZIONA DOLCEMENTE SOLO SFIORANDOLO.

SÙSILA - Ricordo una torre in un'ansa del Reno. Quei ruderi verdi assorbiti dai rampicanti. E sullo sfondo il fiume, come uno specchio mobile...

WILLY - Carovane di turisti armati di superotto. Tutti a piangerci sopra. Me compreso.

SÙSILA - E poi quella sensazione di pace così straordinaria. Shanti...

WILLY - Eh?

SÙSILA - Conosci questa parola? Shanti.

WILLY - Le dico che sto male, e quando sto male il mio Sanscrito lascia un po' a desiderare... (ghigna e soffre assieme).

SÙSILA – Shanti significa pace, pace al di là di ogni comprensione.
(Pausa)
Posso chiudere gli occhi. (Con intenzione, mentre lo sfiora con dei gesti terapeutici) Posso chiudere gli occhi e rivedere tutto così chiaro. Rivedo la torre, solitaria... L'erba verde... L'acqua... I vapori stagnanti fra le canne...

WILLY CEDE PIAN PIANO A UN LEGGERO TORPORE

SÙSILA - E posso ascoltare: le campane del paese vicino. Campane... Cornacchie... Le cornacchie sul campanile! Riesci a sentirle?

WILLY – (ad occhi chiusi) Cosa dicono?...

GRACULA – Karùna! Karùna!

SÙSILA – I mainah stanno dicendo Karùna. Karùna vuol dire compassione.


IN UN ALTRO ANGOLO DELLA SCENA LUCE SUL DOTTOR ROBERT CHE STA ACCUDENDO A SUA VOLTA UNA PERSONA. E' LAKSHMI, SUA MOGLIE, MALATA TERMINALE.

ROBERT - Come va adesso?

LAKSHMI - Come ruota veloce la terra!

GRACULA - Karùna!

WILLY - Compassione?

LAKSHMI - Non ne avrò bisogno ancora per molto. Ma tu, povero Robert, come farai?

ROBERT - La forza si trova.

LAKSHMI - Ma sarà la foza giusta? O sarà solo una corazza? No, ti prego Robert, niente corazze amore mio.

WILLY - (nel dormiveglia) Aspetta, Martha! Aspetta, aspetta Martha!

SÙSILA - Me ne stavo seduta laggiù a guardare le foglie galleggiare sul fiume, e dopo un poco galleggiavo anch'io.

WILLY VIENE CATTURATO DAL RICORDO DI SÙSILA. ORA VEDE SE STESSO GALLEGGIARE NELL'ARIA SUL PAESAGGIO CHE LEI DESCRIVE. IN LONTANANZA IL SUONO DI GAMELAN BALINESI.

SÙSILA - (proseguendo la sua terapia) Galleggiavo sul quella superficie come ora galleggio su questa, su questa impercettibile superficie tra qui e la lontananza, tra allora e oggi, tra il reale e l'immaginario, tra ciò che giunge a me dall'esterno e ciò che giunge a me dall'intimo, da una profondità infinita... (gli tocca la fronte e il cuore) qui dentro.

LA MUSICA RAGGIUNGE IL CULMINE POI SFUMA LENTAMENTE. ROBERT E' TORNATO SULLA SPIAGGIA

ROBERT - Allora? Dorme?

SÙSILA – Quando si sveglierà il suo ginocchio gli apparirà come una parte irrilevante di sé, in rivolta contro quella cosa enorme e splendente che è un corpo cosciente di se stesso.

ROBERT - Almeno in questo, sappiamo chi vincerà.

SÙSILA - E Lakshmi?

ROBERT - Lakshmi... Delle cellule che si moltiplicano, che prendono possesso del tessuto sano a ritmo vertiginoso. Nessuno è ancora riuscito a fermare quest'invasione oltraggiosa. Il cancro è un esercito senza capi, una proliferazione alogica e abnorme, è la rivolta dell'insignificante e del superfluo contro i valori vitali...

MENTRE LA SUA INVETTIVA CRESCE ROBERT SI ALLONTANA E VA A SCOMPARIRE NELL'OMBRA. LA SUA VOCE SI CAMBIA PROGRESSIVAMENTE IN QUELLA DI PROSPERO.

... uno schiavo invelenito in rivolta contro la sua stessa natura, un servo concepito dal demonio nell'utero sozzo della morte!

COME EVOCATO DALLE PAROLE DI PROSPERO PIOMBA IN SCENA CALIBANO, URLANDO LA SUA SFIDA:

CALIBANO – Prosperooooo!

7 – INTRODUZIONE AL NEMICO

(Segue)
Ultima modifica di junior il sab mag 26, 2007 6:55 pm, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda junior » ven mag 11, 2007 1:56 am

007

(Segue)

7 - INTRODUZIONE AL NEMICO

PROSPERO - ... uno schiavo invelenito / in rivolta contro la sua stessa natura!
Un servo concepito dal demonio / nell'utero sozzo della morte!

COME EVOCATO DALLE PAROLE DI PROSPERO PIOMBA IN SCENA CALIBANO, URLANDO LA SUA SFIDA:

Immagine

La maschera di Calibano

Ascolta l'entrata di Calibano

Qui per un link diretto all'mp3

CALIBANO - (canta) Prosperoooo!
Tu m'hai insegnato a parlare
Perché io ti possa maledire!
Prospero, Prospero! Ah!
Che ti distrugga la peste
Per quello che tu m'insegnasti:
La tua lingua.
Quest'isola era mia
Prima che tu
- Usurpatore e mago -
Quest'isola era mia
Prima che tu
la rubassi a me!

Quanto mi tira per Miranda!.
Quanto ho sognato passarci la vita
E Calibanini generar con lei.
Fossi riuscito a scoparmela mai!
Scoparmela, scoparmela!

Mamma, dolcissima strega
Ti avessi ancora qui per capire
Le magie
Le malie
Perché d'un'unica piaga
S'incancrenisca e possa morire
Prospero.

Ah io l’amavo, allora
Quanto lo odio!
Quanto lo odio, ora!
Lui, mago, che lo sa
Mi manderà i suoi spiriti!

SI AVVOLGE E NASCONDE NEL MANTELLO. ENTRA TRINCULO.

TRINCULO – Gesù / Mo' vene n'ata tempesta!
C'aggio a fa', ando vaco ccà?
Sentite, sentite che anema 'e vento...
E non vedo cespugli o arbusti dove ripararmi!
(Vede Calibano) Ih Gesù! / E cchisto che d'è? / N'ommo oppure 'nu pesce?
Puzza come 'nu pesce / ma che strano pesce è 'cchisto!
Se fossi a Napoli impianterei un baraccone / e me lo porterei attorno.
Questo mostro farebbe la mia fortuna!
Ma guardate.../ Chisto scuorfano ttène 'e ggambe / come a chille ‘e 'nu cristiano
e le pinne / che somigliano a delle braccia! / E porcoggiuda, è caldo!
E chisto non è 'nu pesce!
Ma ssi nun è 'nu pesce, che d'è?
Sarà un abitante dell'isola / un "cannibalo' / che 'nu fulmine ha dda ave' ncunucchiato...

TUONI E LAMPI

'A tempesta...! E mo' che faccio! / Sapete che faccio? / Non ci sta altro da fare.

SI FICCA SOTTO AL MANTELLO DI CALIBANO

I' me ficco a sotta pur'io / e me ne resto acca'
fino a cche 'a tempesta / nun se sarà acchetata.
(Verso il cielo) To'!

ENTRA STEFANO, UBRIACO

STEFANO - (canta)
L'acquaccia salata del mar
Non mi frega più più più
Se è scritto che devo crepar
Facendo glù glù glù
Venitemi a cercare
In fondo a una bottiglia
La tomba di famiglia!

Canzonetta un po' volgare / da cantarsi a un funerale / anche se è il mio.
Comunque (indica la boccia) / abbiamo qui il nostro bravo conforto
non è vero...
(beve)

CALIBANO - Non mi tormentare!

STEFANO – Ma che succede? / Abbiamo diavoli in quest'isola?
Mica vorrete minchionarci con selvaggi, indiani / o altre merdate di questo tipo?
Oppure spiriti..
Non siamo scampati a un naufragio / per lasciarci spaventare dalle vostre…
(vede spuntare da sotto il mantello tre gambe)
… ah! Tre gambe?!

CALIBANO - Non mi tormentare, spirito!

TRINCULO – Spirito a cchi!

STEFANO – Dev’essere un qualche mostro dell’isola / e nemmeno un mostro normale.
Magari anche un po’ drogato.
Valesse la pena di aiutarlo / non foss’altro per portarmelo a Napoli
e farne un regalo a qualche pezzo grosso / che magari ci viene il mio buon tornaconto…
(Infila la bottiglia sotto il mantello)
Su, su, qua da bravo / manda giù un po’ di questo / che è un toccasana
e impara a riconoscere gli amici.
Alè, bocca aperta! / Ma dov’è che ce l’hai la bocca?…

TRINCULO – (da sotto il mantello) Ma questa voce io la conosco…
Non è possibile / dovrebbe essere annegato!
Gesù sto in mezzo ai diavoli! / San Gennaro!

STEFANO – Il mostro ha tre gambe e due voci!
Due voci – due bocche… / Speriamo che basti il vino.
Vabbè, forza con la prima bocca, vai che vai bene!

TRINCULO – Stefano!

STEFANO – Ehi, che scherzi facciamo! L'altra bocca sa il mio nome?

TRINCULO - Stefano! / Se sei Stefano veramente / toccami / parlami
perchè io sono Trinculo l'amico tuo! / Non ti spaventare.

STEFANO - Trinculo? / Se sei veramente Trinculo vieni ben fuori allora.
(Lo tira fuori per i piedi)

TRINCULO - Ma guarda 'nu poco... / Io ti facevo bell'è morto annegato
rint 'a cchillo scunquasso ‘e tempesta!
Invece tu nun sì annegato, 'o vero? / Tu si' vvivo! / Simmo vivi tutt'e ddoje!
Quanto sì bello!

CALIBANO – Ah / Ma questi non sono spiriti allora!
(indica Stefano) E costui dev'essere un dio benigno / col suo nettare celestiale!
Mi inginocchierò davanti a lui!
(si attacca alla bottiglia, da sotto a Stefano)

STEFANO - (a Trinculo)
Ma di' un po' / Come avresti fatto a cavartela?
Io me la son fatta fin qui / a cavallo di una botte di Nebbiolo / che i marinai avevano buttato a mare.
Ma tu, come hai fatto?
Giura! Giura su questa bottiglia benedetta / di dirmi la verità!

CALIBANO - (già brillo) Giuro. / Su questa bottiglia io giuro / che sarò tuo suddito fedele.

STEFANO – (ingozzando Trinculo di vino) Avanti giura / e dì la verità.
Come te la sei cavata?

TRINCULO – Scusate, cumpa’, / aggio nuotato. / Come 'na papera!

STEFANO - Qua: bacia la bibbia del marinaio e giura!

TRINCULO – (mezzo soffocato) Lo ggiuro!

STEFANO - Saprai nuotare come una papera / ma bevi come un cammello!

TRINCULO - Lo ggiuro! Eh che maronna, Stefano / aggio ditto che lo ggiuro!…
(Pausa)
Stefano! Ne tenisse n’ato poco?

STEFANO - Una botte piena amico mio! / La botte che mi ha salvato la vita!
L’ho messa al sicuro fra le rocce, ben nascosta.
(a Calibano) Ehilà, mostro! / come va?

CALIBANO - Sei tu dal ciel disceso…

TRINCULO – “O in ciel son'io con te?”/ 'immo fatto 'o Trovatore!

STEFANO – (a Calibano) Hai presente la faccia della luna? / To', guarda mo' ben / son io.

CALIBANO - E' vero... / La mamma me lo diceva sempre / che nella luna c'è un uomo
che ha il nettare celeste... / Ora ti riconosco.

STEFANO - Lo giureresti?

CALIBANO - Oh sì!

STEFANO - E pagheresti?

CALIBANO - Hm?

STEFANO - E va bene! / Allora giura anche tu sui sacri testi, to'.
(lo ingozza di vino)

TRINCULO - Questo mostro con il cervello di cucciolo / mi fa... mi fa.../ (che mi fa'?)

Ascolta dalla romanzetta di Calibano fino all'entrata di Murugan (post successivo)

Qui per un link diretto all'mp3

CALIBANO- (ubriaco, canta)
Lascia che ti accompagni
O mio padrone
Dove fra selve nascon le dolci mele
Lascia che con le mani
Scavi per te le ghiande
Mio dio
Lascia che scavi
Per te le ghiande dalla terra!

Lascia mostrarti il nido
Di procellaria
Quindi gabbiani in volo
Di tra le rocce
Lascia che t’accompagni
Tra cespi di nocciole
Mio dio vuoi tu venire
Vuoi tu venire
Mio dio con me?
Mio dio vuoi tu venire
Vuoi tu venire
Mio dio con me?

TRINCULO - Ma vedite 'nu poco che leccaculo!
Te vulisse da' na mazziata...

STEFANO - (a Calibano che gli lecca i piedI)
Bravo, / bacia, bacia.

TRINCULO - … ma mi mette compassione / perché non sta in sé, povera bestia.

(Segue)
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Messaggioda junior » mar mag 15, 2007 7:37 pm

008

(Segue)

TRINCULO - … ma mi mette compassione / perché non sta in sé, povera bestia.

STEFANO - Va bene / basta con le chiacchiere e andiamo avanti.
Caro il mio Trinculo,
Antonio, Sebastiano, Gonzalo il consigliere / e tutti gli altri compagni
sono certamente morti annegati / e noi qui / prenderemo possesso!
(Sottrae la bottiglia a Calibano, che si ribella)
Ma sì, tienila pure, mostro! / Anzi, tu sarai il portabandiera!

CALIBANO (vedendola vuota) – Sì, però…

STEFANO - Per ora pare vuota di... significato / ma presto la colmeremo di bel nuovo.

CALIBANO - Ah sì?
(alludendo a Prospero) ! Allora addio / Padrone / Addio!

TRINCULO - Quale padrone?

CALIBANO - Lo so io, quale padrone.

TRINCULO - Che schifo! / ‘Nu mostro ‘mbriaco!

CALIBANO - (canta)
Fare le reti per la pesca
Fare la legna con la cesta
Adesso basta!
Lavare piatti e tovaglioli
Fare i lavori più servili
Adesso basta!
Raschiar taglieri
Sciacquar bicchieri
Roba da sottoproletari!

(Balla)

Ca-ca-calì
Ca-ca-calì
Calì-ba-bano
(parla)
S’è rotto il cazzo, vabbè?

TRINCULO - Uè, ma che staie dicenno?

CALIBANO - E cambia sultano.
Oh.
Libertà.
(Borbotta considerando la bottiglia)
Libertà… Libertà…
(Di colpo urla, facendo spaventare Trinculo e Stefano)
Libertà!
One-two-three-four!

(Canta e fa ballare e cantare gli altri due)

(Testo incompleto, al momento indecifrabile)

Libertà
… di vetro (?)
Libertà
A poche lire al litro (?)
Per chi non
……
andiamo avanti indietro (?)
Libertà
A tutti i Calibani
Libertà
Ai mostri troppo umani
... (?)
Libertà!
Allegria!
Libertà!

(Ballano)

TRINCULO - Oggi tengo imparata una cosa nuova: / che il mostro è 'nu mostro...

STEFANO - …finché non ci bevi assieme.

TRINCULO - Ih che bella cosa …

TUTTI E TRE - …sentirsi tutti ug...
(Un’esitazione, poi riprendono a ballare e escono cantando)
Libertà!
Allegria!
Libertà!

MRJ – (Canta)
E d’improvviso il mondo appare chiaro
Ed il sorriso d’uno sconosciuto
T’offrirà riparo.
Tu parlerai di pace e amore
E di libertà
E in libertà ti chiederai
Dov’è il nemico di cui si parlava
Di cui si temeva?
Dov’è il nemico
Ora che il mostro è uguale a te?
Quando ogni cosa è diventata chiara
Così chiara
E un fiore splende sulla tua bandiera
Dov’è il nemico di cui si parlava?
Dov’è il nemico di cui si parlava?
Dov’è il nemico di cui si parlava?
Dov’è?
Dov’è?


8 - IL COMPLOTTO

(NELLA STANZA DI WILLY ENTRA MURUGAN, IL GIOVANE PRINCIPE DI PALA, UN RAGAZZETTO BALBUZIENTE, GRASSO, SPOCCHIOSO E VIZIATO)

MURUGAN - Sia ben chiaro che nessuno deve sapere il motivo per cui sono qui. Anche se ci sono venuto di corsa.

WILLY - Ma perché? Visitare gli ammalati è un atto lodevolissimo.

MURUGAN - Non è questo il punto. Il fatto è che ogni mio incontro è un evento di politica internazionale.

WILLY - Cioè?

MURUGAN - Vuole il caso che io sia il Raja di Pala.

WILLY - Il...

MURUGAN - Esatto.

WILLY - E sua madre...

MURUGAN - E' la Rani, perché?

WILLY - Suppongo che dovrei chiamarla Vostra Maestà o almeno darle del Signore.

MURUGAN - Dovrà chiamarmi così alla fine della prossima settimana. Allora avrò compiuto 18 anni. Quello è il momento in cui un Raja di Pala diventa maggiorenne. Fino a quel giorno sarò soltanto Murugan Caliendra, un semplice studente che impara un po’ di tutto compresa (schifato) l'agricoltura! Ma quando verrà il momento saprò quello che farò!

WILLY - E che farà? Cadranno teste? "L'état c'est moi?"

MURUGAN - Non faccia lo stupido.

WILLY - Era un sondaggio. Volevo solo sapere fino a che punto lei sarebbe stato assolutista.

MURUGAN - Oh, quella di Pala è una monarchia costituzionale...

WILLY - Ho capito. Lei sarà solo un uomo di paglia, simbolico, come la Regina d'Inghilterra.

MURUGAN - (isterico) No! Non come la Regina d'Inghilterra! Il Raja di Pala non si limita a regnare. Governa, anche! Governa costituzionalmente ma perdìo!, governa! Questa gente crede di potermi manovrare come manovrò mio padre, ma si sbagliano di grosso. Glielo farò vedere io chi comanda, qui.

WILLY - Mi scusi, ma di chi parla?

MURUGAN - II Consiglio dei Ministri. La Camera dei Rappresentanti. Il Consiglio Privato. Tre cricche di vecchiacci!

WILLY - Poveri vecchietti. Chissà che spavento si prenderanno, eh?

MURAGAN - Può ben dirlo! Succederà qualcosa di incredibile!

WILLY - Per esempio?

MURUGAN - Precedenza assoluta: modernizzare questo luogo. Pensi a quello che sono riusciti a fare nell'isola vicina, a Ranga, grazie ai diritti sul petrolio.

WILLY - (finto ingenuo) Ma perché? Pala non incassa diritti sul petrolio?

MURUGAN - Neanche un centesimo! Eppure l’estremità meridionale dell'isola trasuda petrolio! Ma a parte alcuni miseri pozzi per il consumo interno, questi maledetti vecchiacci non vogliono far niente e non permettono a nessun altro di fare qualcosa. Lei sa che la South-East Asia Petroleum la Shell, la Royal Dutch, la California Standard hanno avanzato proposte? Niente! Questi maledetti incapaci non vogliono saperne.

WILLY - Bè, non può convincerli lei?

MURUGAN - Convincerli? Farò di meglio! Li costringerò!

WILLY - Bravissimo! E con quale delle compagnie intende trattare?

MURUGAN - Mia madre ha un debole per la South-East Asia Petroleum. Conosce il Presidente del Consiglio di Amministrazione, Herr Sprengler?

WILLY - Sprengler? Ma guarda la combinazione! Sprengler è mio... mio buon amico! Io scrivo per i suoi giornali e sono anche - sia detto in confidenza - il suo ambasciatore privato. Sprengler è un grande editore, come lei certo saprà, ma il suo vero grande amore è il petrolio.

MURUGAN - Ecco. E cosa sarebbe disposto ad offrire?

WILLY - Qualsiasi condizione offra la California Standard… e qualcosa di più.

MURUGAN - Abbastanza equo.
Il venticinque per cento dei diritti sul petrolio sarà destinato alla Ricostruzione Del Mondo.

WILLY - Alla...

MURUGAN - Ricostruzione Del Mondo!

WILLY - Potrei sapere in qual modo si propone precisamente di ricostruire il mondo?

MURUGAN - Non ha mai sentito parlare di Trimurti, Triumvirato, Trinità, Trascendenza, Progresso, Acquisizione Individuale della Libertà, della Crociata Internazionale dell’Anima, la Ci – I – A?

WILLY - Sì, vagamente...

MURUGAN - E' un grande movimento mondiale! Come i primi Cristiani! L'ha fondato mia madre. E' la sola speranza dell'umanità.

WILLY - Certo. Allora: il venticinque per cento per ricostruire il mondo. E il resto? Industrializzazione?

MURUGAN - No. Militarizzazione! Come a Ranga.

WILLY - Come a Ranga, certo. Rafforzare l'esercito, insomma.

MURUGAN - Rafforzarlo? No no, dovrò crearlo! Qui a Pala non esiste un esercito!

WILLY - Proprio… niente?

MURUGAN - Assolutamente niente! Sono tutti... pacifisti! Dovrò ricominciare da zero. Una delle prime cose che farò, sarà costruire una fabbrica di insetticidi. Lei lo sa chi può produrre insetticidi può produrre gas paralizzanti?

WILLY - Sì! E anche armi biologiche, napalm…

MURUGAN - La mia politica sarà questa: continuare la riv- la riv- la...

WILLY - ... la rivoluzione! Certo. Bravo.

MURUGAN - E riformare le riforme dei miei predecessori, alcune delle quali sono francamente schifose.

WILLY - Lei si riferisce a quelle che hanno a che vedere con il... sesso?

MURUGAN - Lo domandi al dott. Robert e agli altri. Loro pensano che questo genere di cose siano meravigliose. Per questo non vogliono mutamenti.Vorrebbero continuare a coltivare la terra con le mani, vorrebbero continuare a fare a meno della famiglia! Vorrebbero continuare con questo genere di stupide tradizioni chissà per quanto tempo! Forse anche per sempre! Magari per tutta l’et- l’et- l’eter-

ENTRA LA RANI, UNA SIGNORA OCCIDENTALIZZATA, INGIOIELLATA, DINAMICISSIMA.

RANI - L'e-ter-ni-tà! Ma l’eternità, amor mio!

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Messaggioda junior » mar mag 22, 2007 12:49 am

009

(Segue)

ENTRA LA RANI, UNA SIGNORA OCCIDENTALIZZATA, INGIOIELLATA, DINAMICISSIMA.

RANI - L'e-ter-ni-tà! Ma l’eternità, amor mio!

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La Rani

MURUGAN - Mamma! Sei venuta fin qui a piedi?

RANI - A piedi, bambino mio, per tutta la strada! Sai, uno dei miei... impulsi! La mia Piccola Voce ha detto: "Vai subito da questo straniero all'ospedale del dottor Robert"
"Adesso?" ho risposto, "malgré la chaleur?"
Allora ha perso la pazienza.

WILLY - Chi?

RANI e MURUGAN - La Piccola Voce!

RANI - "Donna" mi ha detto, "tieni a freno la tua stupida lingua e fa come ti si dice. Vacci subito!" E così eccomi qua. Herr Farnabert...

WILLY - Vostra altezza...

(Si sente tossire da fuori)

RANI - Oh, dimenticavo. Heinrich!

(ENTRA HENRY KRAUDINGER, UN FACCENDIERE AMERICANO DAL FORTE ACCENTO TEDESCO)

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Henry Kraudinger

RANI - Mr. Henry Kraudinger è un suo compatriota trapiantato in America, dove ricopre la carica di consigliere economico di quel Grande Paese. E' a Ranga in missione... emh... speciale. Senza di lui il colonnello Van Tipa sarebbe perso, pover'uomo.

KRAUDINGER - Vostra Altezza è troppo buona con me e troppo poco con il colonnello Van Tipa.

RANI - Mister Kraudinger è anche l'ultimo degli aristocratici. La sua ammirazione per il principe di Metternich è totale.
Ma veniamo a lei caro Farnabert. Come sta? Spero che non giudichi la mia visita un'intrusione. Avrei voluto avvertirla ma la mia Piccola Voce è stata imperiosa: "Devi andare subito!"
Perché? E chi sono io per chiedere perché? Ma vedrete che a suo tempo tutto avrà un Senso. Prenda la sua salvezza ad esempio: è stata un miracolo. Ma niente avviene per caso. Esiste un Grande Piano, e nell'ambito del Grande Piano innumerevoli piccoli piani. Un piccolo piano per ognuno di noi.

KRAUDINGER – Giustissimo.

WILLY - Giustissimo.

RANI - Vi è stato un tempo in cui lo sapevo solo con l'Intelletto. Ora il Mentale ha ceduto al Cuore: capisco "realmente".

WILLY - Suppongo altezza che lei abbia doti psichiche eccezionali.

RANI - Fin dalla nascita! Ma anche perché le ho coltivate. Le ho coltivate nel Qualcos'Altro.

WILLY - Nel...?

RANI - Qualcos'Altro!

MURUGAN - Mia madre è "super". Può fare le cose più fantastiche!

RANI - N'exagérons pas, chèri...

MURUGAN - Ma è vero!

KRAUDINGER - Nei confronti di queste cose io sono sempre stato scettico... ma per l'amore che porto alla verità devo ammetterlo: Sua Altezza è effettivamente in grado di compiere le cose le più fantastiche.

RANI - Comunque i Miracoli sono delle sciocchezze. Non hanno nessuna importanza. Quello che conta è...

KRAUDINGER - Il Qualcos'Altro.

RANI – Bravo! Il Qualcos'Altro. Quello a cui si perviene...

RANI e KRAUDINGER – ...al termine della Via!

RANI - (a Kraundinger) Oh, lei ha un senso così profondo ed infallibile del Divino...

WILLY - E potrei sapere come fu, Altezza, che trovò la... "via"?

MURUGAN - Fu dopo la quarta iniziazione... Mia madre...

RANI - Tesoro! Queste sono cose di cui non si parla!
(Pausa)
Fu... otto anni fa, in un rifugio presso la sulla frontiera svizzera, durante una meditazione mattutina, che sentii per la prima volta la mia Piccola Voce: "Bisogna organizzare..."

KRAUDINGER - "Bisogna organizzare una Grande Crociata!"...

RANI - ...mi disse.

KRAUDINGER - "E tu Bambina mia sei lo Strumento Prescelto"

RANI – (estatica) Io?

KRAUDINGER - "Sì. Sarai tu a promuovere questa Crociata, la Crociata Internazionale dell'Anima, destinata a diventare una Forza possente. Una Forza che salverà il mondo dall'imperialismo e dal marxismo!"

RANI – Allora "sono pronta", risposi, "eccomi qua!"

KRAUDINGER - Sì eccola qua. Dio sia lodato. (Baciamano)

RANI - (a Murugan) Tesoro, sii buono, va a prendere l'automobile. La mia Piccola Voce mi ordina di non tornare a piedi.

MURUGAN - Sì, maman. (Esce)

RANI - Ora possiamo parlare più liberamente. Se penso alla cosa orribile che tentarono di fare al mio piccino due anni fa, in mia assenza, quelli del Comitato di Tutela, del quale faceva parte anche il Dottor Robert...

WILLY - Strano. Il Dott. Mac Phales mi è sembrato caritatevole e... samaritano come nessun altro.

RANI - (velenosa) Il Dottor Mac Phales, con una delle madri che facevano parte del Comitato di tutela - una Madre, badi bene - consigliò al mio Murugan di seguire un corso di lezioni tenute da una donna... anziana!

KRAUDINGER - Santo Cielo!

WILLY - Santo Cielo! Che tipo di lezioni?

RANI - Insegnano... Insegnano tecniche speciali.

WILLY - Se capisco bene, una sorta di Kama Sutra più...

RANI - Mio figlio non accettò.

KRAUDINGER - Grazie al cielo!

WILLY - Grazie al Cielo!

RANI - Vi sono troppe influenze negative qui. Forze che agiscono contro la Purezza, contro la Famiglia, persino contro l'Amore Materno!

WILLY - Hanno riformato anche le madri?

RANI - Non può immaginare fino a che punto hanno spinto le cose.

WILLY - Ma Murugan mi stava dicendo di voler... riformare queste riforme.

RANI - Posso solo pregare che gli siano concesse Forza e Saggezza per farlo.

WILLY - E degli altri progetti del principino che cosa pensa? Industrializzazione, esercito... petrolio...

RANI - La politica e la finanza non sono certo il mio forte. Domandi a Mr. Kraudinger cosa pensa di Murugan.

KRAUDINGER - Non ho alcun diritto di esprimere un'opinione. Sono un estraneo, il rappresentante di una potenza straniera.

RANI - Non tanto straniera!

KRAUDINGER - Non dal suo punto di vista, e neanche dal mio beninteso. Ma per il governo Palese, sì. Assolutamente straniera.

WILLY - Questo non le impedirà di avere una sua opinione! Quanto a me io non sono qui in veste ufficiale. Questa non è un'intervista, e qualunque cosa lei dica stia certo che rimarrà tra me e voi.

KRAUDINGER – (confidenziale) In via del tutto confidenziale e indipendentemente dalla mia carica, ritengo che il mio giovane amico principe Murugan abbia assolutamente ragione: la politica del governo palese è completamente errata. Completamente errata perché... troppo giusta.

RANI – (sorpresa) Giusta?

WILLY - Ha detto giusta?

KRAUDINGER - Perfettamente giusta, perché studiata in modo perfetto per far sì che ogni uomo, ogni donna, ogni bambino di quest'isola incantevole siano assolutamente, ineluttabilmente, liberi e felici.

RANI - Ma si tratta di una felicità falsa, di una libertà destinata soltanto all'io... all'io inferiore!

KRAUDINGER - Mi inchino all'acume superiore di Vostra Maestà. Ma ciò non toglie che nobile o non nobile, vera o fasulla, la felicità sia la felicità. E la libertà è un bene estremamente godibile.

WILI Y - E lei pensa che questi scopi non siano desiderabili?

(Lontana musica di Gamelan)

KRAUDINGER - Al contrario! Sono desiderabilissimi! Ma non sono più attuali! Sono diventati del tutto irraggiungibili nella situazione odierna del mondo in genere e di Pala in particolare.
Vede, un tempo Pala era ancora fuori dal mondo. L'idea di trasformarla in un'oasi di libertà e di felicità poteva essere considerata ragionevole. Una società ideale priva di contatti con il mondo può essere una società vitale. Pala infatti rimase vitalissima, fino agli anni dieci. Poi il mondo cambiò rapidamente. Cinema, automobili, radio, televisione, produzione in massa, sterminii in massa, comunicazione in massa, turismo di massa, mi segue?
(In continuo crescendo isterico)
A partire dal 1930 qualsiasi osservatore attento avrebbe dovuto constatare che per i 3/4 dell'umanità la libertà e la felicità erano praticamente fuori questione. Oggi, 30 anni dopo, sono COMPLETAMENTE fuori questione!
E intanto il mondo esterno si è avvicinato sempre di più a quest'isoletta della libertà e della pace. Si sta avvicinando furtivo e inesorabile. Si fa sempre più vicino...

WILLY - E Pala deve cambiare.

KRAUDINGER - Radicalmente!

RANI - Rami e radici!

KRAUDINGER - (sempre a crescere) E per due semplici motivi. Primo! Perché è semplicemente impossibile per Pala continuare ad essere diversa dal resto del mondo. Secondo! Perché NON E' GIUSTO che sia diversa!

WILLY - Non è giusto che la gente sia libera e felice?

KRAUDINGER – Nein! Non giusto !

RANI - Non è giusto ostentare la propria beatitudine di fronte a tanta infelicità!

KRAUDINGER - E' un affronto deliberato al resto dell'umanità. E' addirittura una specie di affronto... a Dio.

RANI – (in orgasmo) Ah! Dio!

WILLY - E così... non resta altro da fare che tentare di rendere questa gente... sanamente infelice, nella speranza che ciò possa ridar loro la fede in Dio - cioè nella felicità!
Forse funzionerà. Anzi non occorre essere un gran profeta per capire che funzionerà. Il principino Murugan è sulla cresta dell'onda dell'avvenire, e l'onda dell'avvenire e indubbiamente un'onda nera di petrolio grezzo. E sulla nuova bandiera di Pala scriverete "Dio e Petrolio!" (ghigna ferocemente)

RANI - Sì, sì Dio, sì! Questi individui a Pala non credono in Dio, credono solo nell'ipnotismo, nel panteismo e nel libero amore. E per raggiungere le loro artificiali visioni mistiche usano... usano la "moksha", e la chiamano ipocritamente medicina! Ma è...

MURUGAN-Droga!

(Piccolo salto temporale. Nell'infermeria Willy sta ora dialogando con Murugan e il Dottor Robert).


9 - LA "MOKSHA"

ROBERT - Potenza delle parole! Potenza dei nomi! Droga.

(Giunge un'eco della voce della Rani)

RANI - E' estratta dai funghi velenosi. Velenosi!

WILLY - Quei funghi rossi su cui sedevano gli gnomi?

ROBERT - No, questi sono gialli.

MURUGAN - Non è altro che un mucchio di illusioni! Non è una cosa "reale"!

ROBERT - Non è reale? Tanto varrebbe affermare che l'esperienza di stare bene non è reale.
La moksha è una sostanza che ha la proprietà di rivelare livelli di coscienza non ordinari. Rivelare, ossia portare alla coscienza qualcosa-che-è.

WILLY - Un momento. Lei sta facendo una petizione di principio. Un'esperienza sarebbe reale in rapporto con qualcosa che avviene all'interno del cranio, pur essendo del tutto estranea a ciò che avviene all'esterno.

ROBERT - Naturale.

WILLY - E cosa avviene nella testa dopo aver preso una dose di quei funghi?

ROBERT - Che cosa accade nel cervello quando si passa da uno stato mentale premistico ad uno stato mentale autenticamente mistico?

WILLY - E voi qui a Pala lo sapete.

ROBERT - Possiamo fare alcune supposizioni plausibili.

(Segue)
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Messaggioda junior » gio mag 24, 2007 6:35 pm

010

(Segue)

(Durante la battuta di Robert, dal buio della foresta provengono rumori nervosi, grugniti infastiditi... Robert li sente ma ostenta indifferenza, sovrastandoli con la voce quando è il caso).

ROBERT - Possiamo fare qualche supposizione plausibile. Vede, è risaputo che può essere indotto nell'individuo uno stato di esaltazione, una sorta di "coscienza superiore". Questo vale per i santi in estasi o per i grandi visionari, i quali ricevono - ma artificialmente - stimoli inconsueti delle zone cerebrali, la corteccia visiva, per esempio. E allora: la moksha produce questi stimoli insoliti. Noi non sappiamo ancora come li produce, ma li produce. Vuole un'ipotesi probabile? Forse la moksha agisce sulle zone "mute" del cervello attivando una parte di quelle cellule cerebrali - miliardi di cellule cerebrali - che da millenni giacciono silenziose ed inutilizzate nella nostra mente.

MURUGAN - Non è altro che un mucchio di ipotesi deliranti. Perché dovrei abbandonare la retta via indicatami da mia madre per lasciarmi prendere in giro? La verità può essere conosciuta solo dopo anni di meditazioni e di astinenza sessuale!

RANI - (entusiasta) Bravo, amor mio!

(Siamo tornati alla situazione precedente, è ripresa in lontananza la musica dei Gamelan. Ora Willy non è più in barella ma in piedi. Ha una vistosa steccatura alla gamba ferita. Zoppica.)

10 - LA CONTRATTAZIONE

WILLY - Mi risulta che lei conosce il mio principale, Herr Sprengler.

RANI - E' amico di Herr Sprengler? Ah Herr Sprengler, che mente! La mia Piccola Voce mi dice che farà grandi cose qui a Pala.

WILLY - La sua Piccola Voce non le dice niente a proposito della South-East Asia Petroleum?

RANI - (subito più concreta) Chiaramente.

WILLY - Ma Mr. Kraudinger le dice invece "California Standard"... eh?

KRAUDINGER - Lei comprende che il mio governo pensa in termini di Piano Quinquennale...

WILLY - (tagliando corto) La South-East Asia Petroleum offre a Pala le stesse condizioni offerte a Ranga dalla California Standard e qualcosa in più.

RANI - Diciamo... il 15 per cento in più?

WILLY - Facciamo il 10.

RANI - Facciamo il 12 e mezzo.

WILLY - II mio amico Sprengler lancerà urla strazianti ma alla fine, sono sicuro, lei otterrà il suo 12 e mezzo per cento.

KRAUDINGER - Senza dubbio una proposta allettante, ma...

WILLY - ... il governo Palese non accetterà.

RANI - Oh, il governo di Pala muterà presto politica.

WILLY - Lei crede?

RANI - Io lo so.

WILLY - Quando questo "mutamento" sarà avvenuto, sarebbe possibile avere l'intervento di Van Tipa con una buona parola in favore della South-East Asia Petroleum?

RANI-Certamente.

WILLY - E anche di Mr. Kraudinger?
(Kraudinger non si pronuncia.)
Ora mi consentano di chiarire qual è la mia posizione in tutta questa faccenda. A me interessa solo il denaro. Duecentomila dollari senza muovere un dito. Un anno di libertà e di vacanza solo per aver aiutato Sprengler a calare le mani su Pala.

RANI - Herr Sprengler è molto generoso.

WILLY - Non c'è dubbio. E' inutile dire che lo sarebbe ancora di più con chiunque potesse dargli l'aiuto, diciamo "definitivo".

MURUGAN - L'automobile è alla porta Maman. Un vecchio furgone del 54. Il meglio che questo civilissimo paese sia in grado di offrire alla propria Famiglia Reale.

Ascolta la chiusa del I atto

Qui per un link diretto all'mp3

LA RANI - Au revoir mon cher Farnabert. Tra i Piccoli Piani che convergono nel Grande Piano il suo non è certo il minore...
(Come ascoltando qualcosa di interiore)
Ah... il 12 per cento... al netto da eventuali mediazioni, n'est-ce-pas?

WILLY - Biensur, Madame.

RANI - Lei ha conquistato la mia Piccola Voce, Mr. Farnabert. Au revoir!

(Murugan mete in moto la vecchia auto, tra rumore e fumo).

KRAUDINGER - (a Willy) Lei sa bene che la South-East Asia Petroleum è una conglomerata, in cui affluiscono capitali internazionali. Da un punto di vista diplomatico è evidente che il mio appoggio alla California Standard è anche in certo qual modo un dovere patriottico. Ma dal momento che la South-East Asia Petroleum è una lancia spezzata in favore dell'internazionalità ed interessa ovviamente anche capitali del mio paese, mi lasci dire che, se le circostanze dovessero permetterlo...
(Tossisce soffocato dal fumo della macchina della Rani che esce)

WILLY - Capisco benissimo cosa intende, per "circostanze".

GRACULA - (stridula, sovrastando il motore) Attenzione! Attenzione! Attenzione!

WILLY - (sbottando) Ah! Chiudi il becco!

(Escono tossendo. In lontananza, forse dal mangiacassette di Mary, i Beatles cantano "Mr. Robert")

FINE DELLA PRIMA PARTE

(Segue)
Ultima modifica di junior il mer nov 19, 2008 8:58 pm, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda junior » sab mag 26, 2007 4:42 pm

011

(Segue)

SECONDA PARTE

(Mentre il pubblico riprende posto il MRJ improvvisa al pianoforte.
Poi scivola nel preludio vero e proprio e nel primo brano cantato).

Ascolta preludio e prologo del secondo atto

Qui per un link diretto all'mp3

11 - IL VEDERE

MRJ – (canta) Benvenuti ad ascoltarci ancora
Lasciate il vostro cantastorie
Preludiare con altra delle sue memorie
Dell'ultim'ora

Quest'amico viene a me e mi dice
Tu seguimi sull'altopiano
Mi guida fin lassù poi tende la sua mano
Mi mostra un fiore

Mentre guardo lui sorride e "Vedi"
Mi dice, "non guardare, vedi,
Se te ne stai soltanto lì a guardare
Il tuo non è vedere"

"Prendi il fiore che ti sta di fronte"
Mi fa, contando sulle dita
"Scienziato che tu sia, fotografo o poeta,
Avrà un valore"

"Tuttavia quel fiore è un'altra cosa
E se resti solo lì a guardare
Se te ne stai soltanto lì a guardare
Il tuo non è vedere
Non è vedere
Non è vedere..."

Ma invece che al fiore
Lo sguardo è passato
A quel dito puntato
E alla mano
Quell'essere strano
Che è la mano.

Serrata in un pugno
L'équipe delle dita
E' proprio la vita
In un grumo

La storia di un pianeta
Il lavoro duro
Del futuro
L'utopia
La storia del pianeta
Il lavoro dell'utopia
Quale parte è la mia?

(Nell'audiovisivo una mano grande come tutta la scena parte da un pugno e inizia a tendere un dito alla volta)

Uno
Il primo che è nato
Uno
Creatore creato
Solo
L'inizio del volo
La prima domanda
"Che storia è questa?"
Ma è uno
E non c'è risposta

Due
Il proprio riflesso
Due
Ma non più se stesso
L'altro
Il primo sussulto
Il fatto nuovo
E' senz'altro l'amore
Ma il Due
Mostrerà il dolore

Tre
Lo so che è pazzesco
Ma il Tre
Io non lo capisco
Perfetto
E' quel che si è detto
Ma quel fiero sostegno
Di tanta cultura
Il Tre
Non esiste in natura

Quattro
Di colpo perfetto
Quattro
Miracolo esatto
Mandàla
Di colpo si vola
Perché andare avanti?
Magari si cade
Ma è Quattro
E ormai c'è la fede

Cinque...

(La canzone viene interrotta da rumore di voci. La scena è il tempio induista di Pala. Il Dott. Robert sta entrando facendo da guida a Willy)

WILLY - Cosa prevede adesso il programma?

ROBERT - La funzione nel tempio. I giovani Palesi lo raggiungeranno in cordata e offriranno la loro impresa a Siva. In altre parole a se stessi veduti come Dio.
Lei potrà fotografare le fasi della cerimonia, ammesso che il suo obiettivo possa rendere le esperienze della liberazione dal proprio io.

WILLY - Tutto questo ha a che vedere con la "medicina moksha"?

ROBERT - La sostanza comincerà ad agire durante la cerimonia.

WILLY - Un po' come la cresima.

ROBERT - Un po' come l'estrema unzione. Per nascere.

(Tra le volte oscure un coro intona un canto liturgico disteso e meditativo.
Sul fondo prende luce una statua di Siva a grandezza naturale, nella sua tipica posizione danzante. Robert parla agli iniziandi, ma si rivolge in realtà al pubblico.)

Siva danzante (confrontalo col testo seguente)

Immagine

ROBERT - Guardate la sua immagine. Guardatela con questi nuovi occhi che la medicina moksha vi ha donato.
Il grande alone rotondo di fuoco in cui il dio sta danzando simboleggia la natura, il mondo della massa e dell'energia in cui Siva Nataraja danza l'eterno divenire e scomparire. E' il suo "lila", il suo gioco. E lo gioca per giocarlo, come un bambino. Ma questo bambino è l'Ordine Delle Cose. E il gioco è cosmico.
I suoi giocattoli sono le galassie e tra dito e dito ogni intervallo è pari a mille milioni di anni luce.
Vedete? Vedete come pulsa, come respira, danzando e danzando, attraverso il tempo e fuori dal tempo, danzando in tutti i mondi possibili contemporaneamente?
Chiudete gli occhi, "vedetelo" danzare.

(La statua si anima lentamente al suono di uno strumento sacro, e come guidata dalla voce di Robert, danza e contemporaneamente esplica le sue parole)

Nella mano destra alzata regge il tamburo che evoca l' essere dal non-essere. Il rullare della creazione. La sveglia cosmica. Se danza in una direzione è la felicità. Se danza nell'altra quanto dolore, quanta odiosa paura e desolazione. La sua è imparzialmente una danza di morte e di vita, di tutti i beni e di tutti i mali. Saltella nella perfetta salute e poi di nuovo nel cancro e nella senilità. Balza dalla pienezza della vita al nulla e poi di nuovo dal nulla alla vita. E così danza, Siva Nataraja. Guardate, spicca un salto e danza!

(La divinità salta giù dal piedistallo e avanza danzando verso il pubblico)

Ma questa volta la pista da ballo è capace di soffrire! A noi questo gioco senza scopo appare come una specie di insulto. Per noi non c'è beatitudine, solo oscillazione tra felicità e terrore. Le nostre sofferenze fanno parte della danza di Siva quanto i piaceri. La nostra vita quanto la nostra morte.
Ciò che realmente vorremmo è che se mai devono esistere il male e la sofferenza siano almeno misurati da un dio della giustizia che punisca i malvagi e premi i buoni. Invece in realtà il buono viene offeso, l'innocente soffre, mentre Siva Nataraja si limita a danzare.

(Danza)

Budda disse "Io vi mostro il dolore".
Guardate la mano sinistra. La sinistra regge il fuoco che distrugge.
Ma Budda ci mostra anche la fine del dolore.
Guardate ancora la mano destra. La destra è ora alzata con il palmo rivolto all'esterno. Cosa significa questo gesto? Significa: Non Abbiate Paura. In questo momento tutto va bene, tutto va bene.
Ma come può non avere paura chiunque abbia un briciolo di buon senso? Come si può sostenere che il male e la sofferenza siano cose giuste quando è ovvio che sono del tutto ingiuste?
Nataraja può rispondere.
Guardate ancora la mano sinistra. Sta indicando i propri piedi. In particolare il sinistro, il piede che danzando egli solleva da terra. Perché? Perché quel piede sollevato, quella danzante sfida alla forza di gravità, è il simbolo dello scioglimento, della moksha, della liberazione. Mentre il piede destro è piantato con forza su un'orribile piccola, inumana, mostruosa creatura. E' il demone Muyalaka, nano, ma di una potenza immensa nella sua perfidia. Muyalaka è l'avidità, l'ignoranza, l'egocentrismo, l'io individuale che tutto giudica attraverso di sé, che tutto vuole per sé. E Siva lo calpesta. Siva lo schiaccia sul terreno!

(Un verso agghiacciante arriva dalla foresta. E' il ghigno di Calibano che rientra in scena al suono del tema di "Allegria, Libertà", seguito da Stefano e Trinculo, tutti e tre ubriachi ed euforici.)

12 - UN MOSTRO E' TALE FINCHE' NON CI BEVI ASSIEME

STEFANO e TRINCULO – (cantano stonando) Allegria, Libertà...

TRINCULO - Ed ecco ora a voi / l'ineffabile mostro commendator Calibano
in una sua celebre interpretazione.

(Calibano si atteggia a fauno danzante)

Non vi sarà difficile riconoscere / il dio Silvano Pan
pronube della creazione / e della riproduzione della specie.
Dimme 'nu poco, mostro / ma quanti siamo su questa isola?

(Calibano è restio)

STEFANO – Cos'è, hai perso la lingua?
Su mostricino bello, / dillo a me se non vuoi dirlo a Trinculo.
Quanti siamo sull'isola?

(Calibano mostra timidamente la mano con le cinque dita tese)

TRINCULO – Ecco fatto. Ma tu guarda la follia di quest'isola.
Siamo in cinque in tutto.
Tre stanno accà, / uno, ddoje e ttre.
Se gli altri due sono fatti come noi / lo stato vacilla!

STEFANO – Non mi dire più niente.
Quando la botte sarà asciutta / magari berremo acqua.
Ma fino a quel momento / ligi alla consegna!
Gira il timone! Attacchiamo la nave nemica! A noi, isola!

TRINCULO – (come incantato, fra sé, fissando un riflesso di luce) Qua' nave? Qua' timone? Qua' isola?
Scarrafuncello 'e luce...

CALIBANO – (a Stefano) Come sta vostro onore? / Lascia che ti lecchi i piedi.

TRINCULO – (svegliandosi) Maronna che schifo!

CALIBANO – (indica Trinculo) Non voglio servirlo, lui! / Non è abbastanza nobile.

TRINCULO – (lo prende per un orecchia) Come come? / Statte zitto, nun dire "mostruosità", / mostro mezzo mostro e mezzo...
Ma che ssì, tu?

CALIBANO – (a Stefano) Signore! / Mi insulta! / Glielo permetterai?

TRINCULO - Signore.../ Vostro Onore.../ Ma nun te miette scuorno?
(Al pubblico) 'Nu caso de deficienza mostruosa!

(Segue)
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Messaggioda junior » lun mag 28, 2007 8:37 pm

0012

(Segue)

CALIBANO – (a Stefano) Signore! / Mi insulta! / Glielo permetterai?

TRINCULO - "Signore".../ "Vostro Onore".../ Ma nun te miette scuorno?
(Al pubblico) 'Nu caso de deficienza mostruosa!

CALIBANO - Ecco... ancora.../ Dagli una lezione padrone / Picchialo a sangue

STEFANO - Stai al tuo posto, Trinculo / Il povero mostricino è mio suddito

e se tu ti ribelli / ti faccio impiccare all'albero maestro.

CALIBANO - Grazie mio buon signore. Ora vuoi ascoltare la mia supplica?

STEFANO - Ti è concesso. / Ma in ginocchio e fammi la supplica.
Io resterò in piedi. / Ed anche Trinculo!

CALIBANO - Come ti ho già detto / io sono costretto a servire Pospero,
un tiranno /uno stregone / che in virtù delle sue arti magiche / usurpa i miei diritti / su quest'isola.

ARIEL - (invisibile) Tu menti!

CALIBANO - (a Trinculo) Sei tu che menti / brutto scimmione!

STEFANO - Trinculo / se lo interrompi ancora una volta / la paghi!

TRINCULO - Gesù / E io nun aggio fiatato!

STEFANO - Taci! (A Calibano) Va avanti, Calibano.

CALIBANO - Vendicami / del torto che mi ha fatto Prospero
e io ti aiuterò a diventare il re / di quest'isola. / Eh?

STEFANO - Non c'è male come idea... / E quale sarebbe o mostro / la tua strategia?

(Ascolta Calibano che canta "Uccidi!":

Qui per un link diretto all'mp3

CALIBANO - (canta)
Io ti porto da Prospero dormiente
Tu gli pianti un chiodo nella fronte
Con due sassi gli schiacci le cervella
Lo sventri con un palo, schizzan le budella
Uccidi!
Uccidi!
Ma la cosa importante sono libri
Fa attenzione, ricordati dei libri
Senza libri Prospero non conta un accidente
Come me
Come te
Non vale niente
Bruciali
Brucia!
Brucia!

ARIEL (invisibile) - Tu menti!

CALIBANO (a Trinculo) - Ancora? / Ma guarda quest'anguilla unta di fiele!
Schiacciala, padrone!

STEFANO - Basta Trinculo! / Basta!

TRINCULO - Ma che d'è! / I' nun aggio fatto niente! / E' meglio ca me ne vaco...

STEFANO - Vorresti negare di aver detto / "tu menti"?

ARIEL (invisibile) - Tu menti!

STEFANO - Ah sarei io a mentire adesso! / Toh (sberla) Beccati questa!
E' vera o falsa?

TRINCULO – Ma 'i te ciacco!

(Si azzuffano. Ariel compare, invisibile ai tre. Ha un tamburello, e percuote con il suono Stefano e Trinculo, così da confonderli totalmente)

CALIBANO - (canterella) Scherza e deridi
Gioca e sorridi
Che non c'è nulla di vero,
no non c'è...

(Si addormentano stremati, entrano Gonzalo, Sebastiano e Antonio - che stranamente è solo un fantoccio in costume regale, retto da un palo. - Cercano qualcuno.)

TUTTI - Non c'è, non c'è...

GONZALO - (A Antonio) Ve ne prego signore / cercate di riprendere il vostro buonumore
Voi per primo avete ragione / così come l'abbiamo tutti noi / di rallegrarvi
perché l'essere scampati alla morte / è qualcosa di assai più importante / che ogni altra nostra perdita!
Maestà, io dico che pochi uomini / possono vantarsi di un miracolo
come quello che ci ha fatto sopravvivere / a quell'orrenda tempesta.
Prendete quest'isola, per esempio: / sebbene appaia deserta e inaccessibile...

SEBASTIANO - (sarcastico) Pure...

GONZALO - ... pure qui si può trovare tutto ciò che invita a vivere.

SEBASTIANO - E' vero / Salvo i mezzi per vivere. Di questi c'è poco o niente.

GONZALO - Ma la cosa più straordinaria è che i nostri vestiti
piuttosto che dal mare sembrano usciti / da una tintoria!
Non vi pare molto, molto strano?

SEBASTIANO – Ma non ti accorgi, signor consigliere Gonzalo,
che vieni stipando tutte queste parole nelle orecchie del Re
contro ogni voglia che egli abbia di intenderti?
(A Antonio) Vostra Maestà è preoccupata per la sorte di suo figlio Ferdinando,
ma io l'ho visto/ mentre cavalcava i marosi, / potrei giurarlo
e sono sicuro che è approdato a terra sano e salvo.
Quindi non datevi pensiero Maestà. / Quando voi siete rannuvolato / è maltempo per tutti noi.

GONZALO - Se mi fosse dato di impiantarmi su questa isola / Maestà...
e se ne fossi il reggente / sapete che farei?

SEBASTIANO – Metterebbe su una piantagione di ortiche! (ride)

GONZALO – Sapete che farei?
Nella comunità stabilirei un ordinamento / opposto a quello dell'usanza comune.
Non permetterei nessun tipo di commercio. / Non darei nessun potere ai magistrati.
Non concederei nessun privilegio culturale.
Non tollererei differenze sociali, / quindi né ricchezza né povertà...

(La musica riprende il tema di ("Dov'è il nemico?")

SEBASTIANO – (feroce) E' mio! (incomprensibile)

GONZALO - ... né classe subalterna / né divisioni di terre in confini
né coltivazioni / né vigne, / ossia nessun lavoro.
Tutto in comune e tutti in ozio.
E anche le donne - s'intende - / con gli stessi diritti degli uomini...

13 - RICERCA DI SINTONIA (NON C'È' NULLA DI VERO)

GONZALO (commuovendosi) - ... La natura dovrebbe provvedere ogni cosa per tutti
senza sudore e senza sforzo.
A che servirebbero allora / il tradimento la fellonia la spada la picca i coltelli i fucili?
Nessuna guerra sarebbe possibile.
Solo la natura provvederebbe da sé / ogni sorta di abbondanza e di prosperità
per il nutrimento del mio popolo innocente.

(Rumore di interferenze radio. Luce su Willy in cuffia.)

VOCE DI SPRENGLER - Allora. Che dice la Rani? E' d'accordo?

WILLY - Sì. Al 12 e mezzo per cento, però.

SPRENGLER - Sehr gut! Stringi, definisci, blocca, contratta! Firma col sangue se è necessario, ma fa' in fretta!
Ci sei?

WILLY - Ci sono. Bisognerà fare i conti con gli altri, però.

SPRENGLER - Altri? Quali altri?

WILLY - Gli isolani. I politici dell'isola.

SPRENGLER - Ah quelli. Ma insomma che gente è? Una massa di drogati, no? Beh, li pagheremo in morfina...

WILLY - Non è questo. Questa gente ha dei principi, una sua filosofia, un'organizzazione sociale efficiente. Insomma una politica precisa, capisci?

SPRENGLER - Ma non mi dire. Fanno politica anche lì! Beh non ti nascondo che mi piacerebbe saperne qualcosa di più. Sta a sentire. In attesa di addomesticarli, facciamoci sopra un bel fotoservizio. Eh Willy? Un documentario sui loro usi e costumi. Gustoso e piccante. A colori. Bei colori locali. OK. Willy? OK? OK?

(Interferenze, modulazioni, sovrapposizioni. Resta in primo piano un giornale radio.)

SPEAKER - "Notizie dall'isola di Ranga. Un accordo pare raggiunto tra la South-East Asia Petroleum e il dittatore militare Lon Van Tipa". Voci accreditate danno per imminente l'invasione dell'isola indipendente di Pala. La flotta alla rada nell'isola di Ranga è in stato di preallarme.

Ascolta l'intera sequenza successiva a:

Qui per un link diretto all'mp3

MRJ - (canta, tra le interferenze che si accavallano)
La confusione dell'uomo
Mi confonde
Perché io partecipo d'ogni uomo.
Perciò non domandare più
Per chi l'acqua si intorbida stasera
Si confonde per te
La testa non mi basta
Non mi basta più...

PROSPERO (comparendo sulla prua della nave-roccia)
Ma tu vieni a me / con la velocità del pensiero!
Grazie Ariel. / Vieni!

ARIEL - (entrando) Io sono tutt'uno / col tuo pensiero! / Qual è il tuo piacere?

PROSPERO - Spirito mio / Dobbiamo prepararci ad uno scontro con Calibano.
Raccontami. / Qual è la situazione?

ARIEL - I tuoi nemici / sono ormai distrutti dall'alcool / padrone mio.
(Luce su Calibano e soci, che russano)
Ma nonostante ciò / la mente la mantengono fissa al progetto malsano / e rigurgitano di violenza.
Schiaffeggiano l'aria / solo perché sfiora loro il viso
e scalciano il terreno / solo perché bacia loro i piedi.
Ma io / pensando a quel dio di terre lontane
che al suono del suo tamburino
(comincia a suonare il tamburello)
con un colpo crea gli universi / con un colpo li distrugge
con un colpo crea / con un colpo distrugge
ho iniziato la mia canzone.

(Canta)

Ed al mio suono han sollevato le ciglia
Ed annusato l'aria con meraviglia.

(Calibano Stefano e Trinculo si riprendono lentamente)

Perché tu sai padrone che non c'è al mondo un muso...

ARIEL e MRJ - ... per quanto ottuso...

ARIEL - ... che ove musica intenda...

ARIEL e MRJ - ... non si distenda.

ARIEL - E per un momento quei calibani
Mi son sembrati umani.
Stefano ha detto scuotendo la testa
Scuotendo la testa
Scuotendo la testa:

STEFANO - Che musica è questa?
Che musica è questa?

ARIEL - E la musica, la musica padrone
E era la nostra:
"Scherza e deridi
Gioca e sorridi
Che non c'è nulla di vero
No non c'è
Che non c'è nulla di vero
Fuorché il pensiero
Che non c'è nulla di vero
No non c'è
Vero fuori del pensiero!"

CALIBANO - Non ci fate caso. / Qui è pieno di rumori strani.

STEFANO - Ma questa non è la canzone / che ci hai insegnato tu, mostro?

TRINCULO – Solo che è suonata / dal ritratto di nessuno!
Oh perdona i miei peccati!

CALIBANO - Non dovete aver paura! Quest'isola è piena di dolci musiche / come questa
che non fanno alcun male.
Io ce l'ho sempre nelle orecchie, / musiche e voci / che anche se mi fossi appena svegliato
mi farebbero venir voglia di dormire di nuovo / dolcemente.
Perché nel sonno sapete / io vedo aprirsi le nubi / e ricchezze meravigliose riversarsi su di me.
Per questo io a volte / piango, / perché vorrei dormire ancora,
vorrei dormire e sentire la musica, / dormire e non essere... io.

(Prospero ride)

ARIEL - (canta)
Poi
Con il mio suono gli ho stregato le orecchie

ARIEL e MRJ - E incominciò una marcia
tra rovi e macchie

ARIEL - Così
Che alla tua grotta traversando l'acqua stagna
Che sa di fogna
Li ho portati buoni buoni...

ARIEL e MRJ - ... come dei caproni.

ARIEL - Ed alle soglie della tua casa
Li troverai in attesa.
Stefano ha detto
Ridendo e sguazzando
Ridendo e sguazzando
Ridendo e sguazzando:

STEFANO - (sguazzando nello stagno)
Musica gratis ! / Sarà bello il mio regno!
Musica gratis!

ARIEL - E la musica, la musica padrone,
Era... di sogno!

(Calibano e soci sono in preda a una frenesia inconsulta, come marionette mosse da fili invisibili: si carezzano, si schiaffeggiano, ridono, piangono, gridano.)

"Scherza e deridi
Gioca e sorridi
Che non c'è nulla di vero
No non c'è
Che non c'è nulla di vero
Fuorché il pensiero
Che non c'è nulla di vero
No non c'è...

ARIEL e MRJ - ... vero fuori del pensiero!"

PROSPERO - Che ora volge del giorno?

ARIEL - L'ora sesta! Ed è a quest'ora infatti / che le nostre opere / come tu dicesti
avranno compimento e termine.

(Ariel fa per uscire, ma vede il vecchio Gonzalo ancora preso e commosso dalla sua fantasticheria.)

ARIEL - Ah... Padrone?

PROSPERO - Sì?

ARIEL - (canta)
Come le gocce dell'inverno
Allo svanir della tempesta
Cadono lente dalle canne
Di una tettoia
Così al buon vecchio Gonzalo
Scivola il pianto sul viso
Di saggio antico
Te ne prego
Sii buono con lui

GONZALO – Qui c'è tutto ciò / che invita a vivere...

ARIEL - Te ne prego
Sii buono con lui

(Esce)

STEFANO - Qua c'è qualcosa / che non mi convince...

CALBANO - Croste, piaghe, pustole, incubi...
Questo è uno scherzo che mi ha mandato lui.

TRINCULO – Lassa fà 'a Maronna...
Che m' e' fatto intuozzecà...

(Ognuno ripete confusamente il proprio ritornello. Tra gli altri, Gonzalo, fissato:)

GONZALO - Se mi fosse dato di impiantarmi / su quest'isola, Maestà
e se ne fossi il reggente / sapete che farei?
Nella comunità stabilirei un ordinamento
opposto a quello dell'usanza comune...

(Nell'audiovisivo parte a grandezza di schermo cinematografico il reportage girato da Willy a Pala.)

14 - REPORTAGE DALL'ISOLA NELLA TEMPESTA

(Segue)
Ultima modifica di junior il mer nov 19, 2008 9:02 pm, modificato 8 volte in totale.
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Messaggioda junior » lun giu 04, 2007 2:26 am

013

(Segue)

(Nell'audiovisivo parte a grandezza di schermo cinematografico il reportage girato da Willy a Pala.)

14 - REPORTAGE DALL'ISOLA NELLA TEMPESTA

(STARTER DI UNA SIGLA MUSICALE DI CARATTERE MARCATAMENTE TELEVISIVO. SIMBOLO E TITOLI DI TESTA DI UN DOCUMENTARIO. CIO' CHE SEGUE E' UN FILMATO. E' IL REPORTAGE DI WILLY DA PALA)

TITOLI DI TESTA: "L'ISOLA PROIBITA"
REPORTAGE TELEVISIVO DI WILLY FARNABERT

SPEAKER - L'isola di Pala è situata nell'Oceano Indiano, a Nord delle Nicobare e ad est delle Filippine. L'isola ha forma circolare e risulta costituita da zone concentriche: l'anello della spiaggia e dei palmizi circondati dal mare, poi la prima giungla grassa, quindi una larga rada in cui l'habitat dei Palesi si inserisce nel cerchio naturale. Oltre la rada abitata, la seconda fascia verde della giungla di montagna; infine, al centro dell'isola, le vette nuvolose della Montagna del Tempio.
A seguito di una fortunata operazione chirurgica eseguita sul Raja, Andrew Mac Phales divenne primo ministro dell'isola. Il medico scozzese, ateo, ex-calvinista ed il re palese, pio buddista Mahayana, insieme riformarono il regime dell'isola e gettarono le basi della moderna costituzione. Oggi Pala conta circa un milione di abitanti, disseminati nei villaggi che fanno corona alla capitale, Sivapuram.

WILLY - (a mezzobusto, alla telecamera) Pala non è ben vista da nessuno. Il governo non vuole l'industrializzazione integrale che l'occidente vorrebbe imporgli, e rifiuta al tempo stesso le proposte che vengono dall'oriente per l'istituzione di una democrazia popolare. Indipendentemente dalle loro ideologie, le grandi potenze preferirebbero una Pala dominata dalla vicina isola di Ranga - ma con pozzi di petrolio - ad una Pala indipendente, ma senza pozzi. Quando il colonnello Lon Van Tipa aggredirà da Ranga l'isola di Pala - e l'invasione sembra ormai imminente - si dirà che la cosa è deplorevole, ma nessuno alzerà un dito per difenderla.
Chiediamo alla signora Sùsila Mac Phales, nipote del presidente: cosa siete in grado di fare contro Van Tipa?

SÙSILA - Niente. Il massimo che possiamo fare, se Van Tipa ci attaccherà, sarà rivolgere un appello alle Nazioni Unite. Ma temo che sarà inutile.

WILLY - (alla telecamera) II semplice bungalow che vedete ora inquadrato sui teleschermi è la resistenza del dottor Robert Mac Phales, presidente del Consiglio di Pala.

(Willy intervista Robert)

Dottor Mac Phales: ho notato che l'isola di Pala pur essendo ricca di vie di comunicazione è quasi totalmente priva di mezzi di trasporto. Solo qualche vecchia jeep e molte biciclette. Niente auto, niente pullmann, niente treni, niente motorette.

ROBERT - Noi a Pala abbiamo sempre preferito adattare la nostra economia e la nostra tecnica agli esseri umani, e non gli essere umani all'economia e alla tecnica. Importiamo quello che non possiamo produrre, ma produciamo e importiamo solo ciò che possiamo permetterci. Questo non dipende solo dalle nostre riserve monetarie, ma essenzialmente dal desiderio di essere felici. Le motorette, le automobili, fanno parte delle numerosissime cose che non possiamo e non vogliamo permetterci.

WILLY - Dott. Mac Phales, lei e un intellettuale e come lei lo sono i suoi collaboratori. Eppure io vi ho visti, dalla mia finestra, lavorare nei campi come contadini. Perche queste scomode fatiche materiali?

ROBERT - L'intellettuale dell occidente è sedentario, ecco perché è malsano in modo così repellente. Imbottiture di gommapiuma per culi di gommapiuma. La forza vitale che un tempo trovava sfogo attraverso i muscoli, ripiega sui visceri e sul sistema nervoso e lentamente li distrugge.

WILLY - La guarigione è molto più drammatica della prevenzione. Ed è per i nostri medici molto più redditizia.

ROBERT - I nostri medici sono pagati per mantenere la gente in buona salute.

WILLY - E come ci riescono?

ROBERT - "Io sono una folla che ubbidisce a tante leggi quanti sono i suoi componenti"...

WILLY - Non capisco.

ROBERT - Intendo dire che non esiste - non può esistere - una sola cura di quanto non può mai avere una sola causa.

WILLY - Quindi di conseguenza...

ROBERT - ... attacchiamo su tutti i fronti contemporaneamente, sia che si tratti di prevenzione che di terapia; su tutti i fronti: dalla dieta all'autosuggestione, dagli ioni negativi alla meditazione...

WILLY - Dott Mac Phales, cosa direbbe se dovesse fornire una definizione politica di Pala?

ROBERT - Potrei dire che etica buddista e comunismo di villaggio convivono a Pala.

WILLY - E l'economia?

ROBERT - Noi siamo un'organizzazione cooperativistica. La concorrenza spietata non è compatibile con la coltivazione del riso in un paese montuoso. Da noi non esistono banche commerciali come da voi. Abbiamo organizzato un sistema bancario cooperativistico.

WILLY - Insomma avete risolto i vostri problemi economici.

ROBERT - Non è stato difficile risolverli. L'ignoranza, il militarismo e la procreazione, ecco i tre mali. E il maggiore di tutti è la procreazione. Ancora dieci o quindici anni di procreazione incontrollata e il mondo intero brulicherà di Grandi Capi dediti alla soppressione della libertà.

WILLY - E a Pala? Tra dieci anni sarete rallegrati anche voi da un Grande Capo?

ROBERT - Abbiamo sempre fatto tutto il possibile per rendere difficilissima l'ascesa di un grande capo. E un'altra cosa: non abbiamo una chiesa ufficiale. La nostra religione pone l'accento sull'esperienza immediata e deplora la fede dei dogmi non accertabili.

WILLY - Ma qual è in sostanza la vostra religione?

ROBERT - Noi continuiamo ad essere buddisti o seguaci di Siva, quando non siamo agnostici tantrici. Vede, il buddismo è la più dolce, la più aperta delle religioni... Per farle un confronto col cristianesimo, non c'è mai stato sangue nel buddismo. Non è mai esistito nel buddismo il concetto cristiano dei tempi delle crociate, simile a quello dell'integralismo islamico, secondo cui: "Se non credete che sarete redenti dal sangue del mio Redentore vi affogherò nel vostro". Gotamo Budda visse fino a 80 anni e morì solo perché, per un eccesso di gentilezza, non osò rifiutare cibi guasti.

(DEI BAMBINI GIOCANO CON DELLE MARIONETTE TRAVESTITE DA DIVINITÀ')

Quella che vede è stata un'idea del vecchio Raja. Voleva far capire ai bambini che tutti gli dei sono immaginati dall'uomo e che siamo noi a tirare i fili e ad attribuire loro il potere di tirare i nostri. Noi insegnamo ai fanciulli ad analizzare tutto quello che odono e leggono. Lo scetticismo è parte integrante del nostro programma scolastico. Il risultato? Gli eloquenti aizzatori della plebaglia, come il vostro Hitler o come il nostro vicino dell'isola di Ranga, non hanno nessuna possibilità di trionfare all'interno.

WILLY - (alla telecamera) Dall'interno forse no. Ma dall'esterno? Questa gente, dicono, è troppo buona. Questo è il delitto dei palesi, ed è un delitto che non si vuole permettere. "Se il pazzo persistesse nella sua pazzia diverrebbe savio" si legge nei proverbi dell'Inferno. I Palesi sono pazzi che persistono. E la loro è una pazzia che sarà politicamente arduo lasciare libera. Ma chiediamo adesso alla signora Mac Phales qualche notizia sulla vita sociale qui a Pala. La famiglia, per esempio: com'è organizzata la famiglia a Pala?

SUSILA - La famiglia non esiste, a Pala. Almeno, non nel senso occidentale.

WILLY - Può spiegarsi meglio?

SUSILA - Certo. Ecco: ogni volta che la casa-dolce-casa diventa intollerabile per un bambino, lo si incoraggia a lasciare i genitori ed a trasferirsi in un'altra delle famiglie.

WILLY - Questo significa che ogni bambino ha più famiglie?

SUSILA - In media una ventina.

WILLY - Venti? La sicurezza nel numero!

SUSILA - Apparteniamo tutti ad un CAR, Circolo di Adozione Reciproca. Ogni CAR è formato da 15 a 25 coppie assortite. Tutti quelli che ne fanno parte adottano chiunque altro.

WILLY - Un'ultima domanda, dottor Mac Phales: cosa può dirci della vita culturale di Pala? Il teatro, per esempio.

ROBERT - Noi non crediamo più che la funzione del teatro sia quella di rendere gli uomini migliori. Non crediamo più alla liberazione dal dolore, al rasserenamento, alla catarsi dell'antica tragedia. Il senso della giustizia tra gli uomini è mutato. Per questo anche il concetto di teatro non può essere lo stesso. Per noi palesi lo spettacolo può essere solo uno strumento per aprire le menti troppo chiuse, un allarme a diversi livelli nell'edificio delle cellule cerebrali. Come nella recita dell'Amleto i guitti svelano la trama dell'usurpazione e indicano - semplicemente indicano - il pericolo, così noi sfruttiamo il rituale scenico e ne facciamo un segnalatore di minacce, un rivelatore della realtà, un radar della coscienza. Non teatro - o teatro nel teatro - come unica terapia possibile, ma teatro come una delle tante segnalazioni possibili - teatro, attività creativa, azione politica - di fronte alla sempre vigile platea della coscienza.

15-LA RECITA

ROBERT - (mostrando a Willy una recita appena iniziata su un palcoscenico all'aperto)
In questo Gioco Teatrale del mese di maggio che noi dedichiamo a Shakespeare e alla sua medicina, lei mi vedrà entrare nella parte di Prospero. Mi vedrà sciogliere tutti i nodi del complotto. Mi vedrà benedire l'unione di mia figlia Miranda con Ferdinando, figlio del mio nemico. Mi vedrà perdonare ai miei nemici - usurpatori ambiziosi, corrotti dalla lebbra del potere. Mi vedrà infine deporre la mia arte magica ed affrontare la naturale realtà. Forse questa recita sarà più utile a lei che agli abitanti di Pala, se solo ne saprà vedere il senso.
Quest'anno il titolo della nostra rappresentazione è: LA TEMPESTA NELL'ISOLA.

(SALE SUL PALCO. UN COLPO DI GONG.)

(Segue)
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Messaggioda junior » sab giu 09, 2007 1:55 am

014

(Segue)

(Robert sale sul palco e indossa gli abiti di Prospero. Un colpo di gong.)

(Sul palco è in corso la rappresentazione che – ora ci appare chiaro – è quella di cui abbiamo avuto delle anticipazioni fin ora. Mary Sarojini veste i panni di Miranda, figlia di Prospero, ora impegnata in una partita a scacchi e in una conversazione amorosa con il principe Ferdinando, uno dei naufraghi.)

FERDINANDO - Mia nobile padrona / Anche se fosse notte fonda / è una fresca mattina / se mi siete accanto. / Questi dolci pensieri alleviano la tensione del nostro gioco.

MARY-MIRANDA - Mio buon amico, / io / che non conosco alcun'altra creatura del mio sesso / e che non ho mai visto nessuno ch'io possa chiamare uomo / al di fuori di voi / e del padre mio caro, / io non vorrei altro compagno al mondo / se non voi, / né la mia immaginazione riesce a creare un'altra forma / gradevole come la vostra. / Ma io chiacchiero un po' troppo e dimentico l'insegnamento di mio padre...

ROBERT-PROSPERO - (invisibile) Povera figlia mia / l'amore ti ha contagiato. / Questo incantamento lo dimostra.

FERDINANDO - Ditemi il vostro nome / ve ne prego / affinché io lo possa mescolare / alle mie preghiere.

MIRANDA - Miranda... / (tra sé) Oh padre mio / ho disobbedito ai tuoi ordini!

FERDINANDO - Mirabile Miranda! / La mia condizione è quella di un principe / o come temo quella d'un re / poiché mio padre certamente perì / nella tempesta che volle risparmiarmi. / Ma sento che l'oscuro disegno / che mi ha portato in quest'isola / illuminata dalla vostra presenza / si viene chiarendo: / il mio cuore è per sua natura incline a servirvi / e dimora adesso presso di voi / perché io sia il vostro schiavo.

MIRANDA - Mi amate?

FERDINANDO - O cielo! / O terra! / Siate i testimoni di questo mio grido! / Io / al di là d'ogni limite conosciuto nel mondo / vi ammiro / vi onoro / vi amo!
Perché piangete?

MIRANDA - Piango / perché sono indegna. / Perché non oso offrire / quel che tanto desidero dare. / Perché non oso accettare / quello che tanto vorrei avere / e che se non avessi / morirei di dolore.

PROSPERO - Felice incontro di due affetti così rari! / Il cielo faccia piovere grazie / su quanto sta germogliando tra di loro...

MIRANDA (ridendo e piangendo) - E' da pazzi / piangere / per una cosa che mi rende così felice...

(Sopraggiungono gli altri naufraghi)

GONZALO - Maestà non so se devo credere ad un miraggio di quest'isola / ma ecco il vostro amatissimo figlio!

SEBASTIANO - E' uno dei più straordinari miracoli / che io abbia mai visto!

GONZALO - Questo è il più strano labirinto / in cui un uomo abbia mai messo piede! / In tutta questa storia / c'è più di quel che possa procedere / da natura!

PROSPERO - (rivelandosi al fantoccio di Antonio) O sovrano / riconosci in me Prospero / duca di Milano / da te tanto oltraggiato. / E per toglierti ogni dubbio / che a parlarti è un principe vivo / ecco / io abbraccio il tuo corpo / e porgo a te e ai tuoi compagni / il mio benvenuto.

SEBASTIANO - II demonio parla per bocca sua!

PROSPERO - (a Antonio) E quanto a te / perfido signore / che chiamare fratello contaminerebbe la mia bocca / perdono anche la tua colpa ben più abbietta / e tutto il resto / esigendo solo che tu mi restituisca il ducato. / Ma mi avvedo che tutti questi signori / sono così stupiti del nostro incontro / che non sanno darsene ragione / e pensano di essere tratti in inganno dai loro stessi occhi / Ma in qualsiasi modo / siate stati tratti fuori dai vostri sensi / sappiate che io sono Prospero / che voi cacciaste da Milano / e che in modo assai strano naufragò qui / e divenne signore di quest'isola, / la stessa isola nella quale anche voi / in modo altrettanto strano / avete fatto naufragio.

ANTONIO (prestando la sua voce - la stessa di Kraudinger - al pupazzo di Antonio) - Oh, è un prodigio! / Durante quella terribile tempesta / mi sembrava che i frangenti parlassero / e mi raccontassero, / e che il tuono / con la sua profonda e paurosa voce / di canna d'organo / pronunciasse il nome di Prospero, / e con le sue note più basse / proclamasse il mio crimine nefando!

(Un colpo di gong. Compare Ariel)

ARIEL (a Prospero) - E' stato ben fatto / signore?

PROSPERO - Superbamente, Ariel! / E come ricompensa / ti restituirò alla libertà / che per questo servizio io ti promisi.

GONZALO - Oh esultate di questo caso straordinario / più di quanto non potreste / per un'ordinaria felicità! / In uno stesso viaggio / Prospero ha ritrovato il suo ducato, / Ferdinando ha trovato una sposa / e tutti noi abbiamo ritrovato noi stessi / proprio là / dove nessuno era più se stesso!

MIRANDA - Dio / quale meraviglia! / Splendido mondo nuovo (oh brave new world) / se contiene simili abitanti!

(Un rumore provocato da Calibano)

PROSPERO - (a Miranda) E' nuovo solo per te...
(tra sé) Avevo dimenticato / la turpe cospirazione del bestiale Calibano / e dei suoi compari / contro la mia vita!

(Tutti escono. Entrano Calibano, Trinculo e Stefano)

CALIBANO - Camminate piano / Non fate rumore per carità / che neanche la talpa cieca / possa udire un solo passo. / Eccoci alla grotta di Prospero.

STEFANO - Hai visto, mostro / dove ci hanno fatto finire / le tue "dolci musiche"? / Sta bene attento / che se mi fai arrabbiare...

TRINCULO - ... avisse a addiventa' nu mostro estinto!

CALIBANO - Restituiscimi il tuo favore / mio buon signore / Sii paziente / e il premio che ne avrai / farà passare in ombra / questa avventura disgraziata. / Parlate a bassa voce....

TRINCULO (ad altissima voce) - Sì però...

CALIBANO e STEFANO - Ssssh!

TRINCULO – (sottovoce) Sì però / stu piezzo 'e ciesso ca se va a perde 'a bottiglia int'allo stagno...

CALIBANO - Guardate, ecco l'ingresso della grotta / Signore, entra senza far rumore e compi quel buon delitto / che ti farà eterno re in quest'isola / e che farà di me il tuo eterno leccapiedi.

(Trovano un forziere che spalancandosi rivela vestiti regali e gioielli. Trinculo dà in escandescenze euforiche)

TRINCULO – Ah! Aaaaah! / E chista è 'na cornucopia!

CALIBANO - Lascia stare'cretino / Non vedi che è solo ciarpame?

TRINCULO - Ih! / E tu che vuoi capire, mostro?! / Lo sappiamo noi cos'è ciarpame e cosa è robba fina!
(Butta all'aria i vestiti)
Venite acca', re Stefano / Capate, capate !

STEFANO - Questo mantello è mio! / Sento che mi appartiene! Perdìo, toglitelo, Trinculo!

TRINCULO - Lo cediamo alla maestà vostra!

CALIBANO - Stronzo! Possa affogarti l'idropisìa! / Perche date importanza a questi quattro ciaffi? / Pensate al delitto! / Se Prospero si sveglia / ci coprirà il corpo di pustole pruriginose / Allora sì che saremo delle maschere! ...

TRINCULO - Guarda com'è bello questo farsetto, va'! / Se indosso il farsetto e recito in falsetto / c'è il caso di infilarsi in un casotto. / Lasciamo fare al caso / anzi al casotto... / Casino questo giro... / cioè / Carino questo giro di parole! / Maronna quanto so' bravo! / E dove lo trovate un altro buffone come me?

STEFANO - Bravo, bravo. / E finché sarò re di quest'isola / lo spirito avrà la sua giusta ricompensa.

CALIBANO - Stiamo perdendo tempo / Pensate al delitto! / O Prospero ci aizzerà il peggiore dei suoi mastini!

STEFANO - Vieni qua mostro, / dacci una mano / Ce l'hai una mano? / Dacci una mano a portar via tutta questa bella roba.

CALIBANO - Non c'è più tempo! / Pensate al delitto!

(Stefano e Trinculo caricano Calibano di tutto quel che esce dal forziere)

STEFANO - Avanti, / prendi questo.

CALIBANO - No no! / Non c'è tempo!

TR1NCULO - E questo / E questo.

CALIBANO - Non c'è tempo / No! No!

(Rientra Prospero, aizzando Tiranno, il mastino)

PROSPERO - Tiranno! / Qua Tiranno, / qua!

(Il cane si slancia sui tre compari, ringhiando e massacrandoli di morsi)

PROSPERO - Su, mio bel Tiranno! / Mordi questi cialtroni che volevano usurpare il mio regno / e il tuo nome! / Avanti, mordili / Mordi!/ Mordi! / Mordi!
(A Calibano)
E tu, creatura di tenebre / che purtroppo devo riconoscere per mia / porta con te nella grotta / il desiderio di vendetta, / e muralo per sempre assieme al tuo corpo, deforme / come deforme è il tuo spirito!

(Murugan si libera con stizza del costume di Calibano.)

MURUGAN - Ah, basta con queste pagliacciate!

(Vede Willy ai piedi del palco e gli va incontro)

Giusto lei! L'ho cercata dappertutto, prima di invischiarmi in questa stupida recita.

WILLY - Che c'è?

MURUGAN - Dobbiamo andare. Mìa madre l'aspetta.

(Segue)
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Messaggioda junior » gio giu 21, 2007 1:16 am

O15

(Segue)

(Murugan si libera con stizza del costume di Calibano.)

MURUGAN - Ah, basta! Basta con queste pagliacciate!

(Vede Willy ai piedi del palco e gli va incontro)

Giusto lei! L'ho cercata dappertutto, prima di invischiarmi in questa stupida recita.

WILLY - Che c'è?

MURUGAN - Dobbiamo andare. Mia madre l'aspetta. Le faccio strada.


VOCE DELLA RANI - La mia Piccola Voce, aveva ragione, caro Signor Farnabert, come sempre. Quante volte mi ha detto quello che il nostro reciproco amico era predestinato a fare per la povera piccola Pala e per tutto il mondo. Herr Sprengler mi ha inviato un telegramma in cui mi conferma che lei ha pieni poteri. Ora possiamo trattare liberamente. Gli eventi precipitano verso la Grande Svolta della storia palese. In più - e questo è determinante - la congiuntura astronomica è eccezionalmente favorevole alla comune impresa di chi ha il segno dell'Ariete - è il segno mio e di Murugan - e di quel tipico Scorpione che è Van Tipa. Ma dobbiamo fare presto. Il cosiddetto "incidente" che l'ha portata sulla nostra costa in questo momento estremamente critico è stato chiaramente provvidenziale. Venga subito da me con Murugan. Non ci rimane che collaborare da fedelissimi crociati con quel Divino Potere che in modo così inequivocabile ha sposato la nostra causa! A bientot cher Farnabert...

(Mary, di passaggio)

MARY - (a Willy) Ciao.

WILLY - Ciao. Eri brava.

MURUGAN - (tirando Willy per la camicia) Vuol venire sì o no?

WILLY - (strattonandolo) Ma cosa diavolo crede di fare, piccolo idiota!

MARY - Ok. Ti lascio.

WILLY - Aspetta. Dove vai?

MARY - Da nonna Lakshmi. Sta morendo e bisogna aiutarla.

(Murugan ha una reazione disgustata)

WILLY - Vuoi che venga anch'io?

MARY - Mi piacerebbe ma (accenna a Murugan) mi sembra che...

MURUGAN - (nervoso) Insomma vorrei sapere se è disposto a venire da mia madre!

WILLY - (duro) Non sono disposto e non verrò.

MURUGAN - Non verrà? Ma non ha capito che la sta aspettando?

WILLY - Le dica che mi dispiace. Le dica che ho un altro impegno, con una persona che sta morendo.

MURUGAN - Ma si tratta di una cosa importantissima!

WILLY - Anche morire è importantissimo. (Si avvia con Mary)

MURUGAN - Aspetti. Cosa devi dire alla mamma?

WILLY - Tu che cosa le diresti, Mary Sarojini?

MARY - Le direi esattamente quello che è successo. Cioè... Glielo direi se fosse mia madre. Ma la Rani non è mia madre. (A Murugan) Appartieni a qualche Centro di Adozione Reciproca, tu?

MURUGAN – (schifato) Per carità!

MARY - Vedi? Potevi andare per qualche giorno ad abitare con un'altra delle tue madri!

MURUGAN - Non so cosa dirà, eh? Non so cosa dirà.

MARY - Torna a casa e lo saprai.

WILLY - Torni a casa e lo saprà. Andiamo.

MURUGAN - (col massimo dello sforzo) Per p… Per p… Per pia-ce-re. Venga con me!

WILLY - Le ho detto di non toccarmi! (A Mary) Andiamo.

MRJ - (canta)

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Se fra di me e te c’è un fronte
Su quel fronte in questa guerra
Accetterò di battermi
Sul fronte che non è che la parola
Fronte
E su quel fronte accetterò il lavoro
Ed al lavoro mi rimetterò
Costruirò un ponte
Quel ponte che non è che la parola
Ponte
E tu mi ascolti
E questo è il segno che qualcosa in te si arrende
Mi comprende
E questo è un fatto
Ed il nemico è chi non mi comprende
Affatto


16 – EROS, THANATOS, MARY E DOMANI

(Robert e Lakshmi nel bungalow-ospedale. In un'altra stanza Willy e Susila. Flauti in distanza. Un sentore di temporale lontano)

LAKSHMI - Via… Mi abbaglia…

ROBERT - (attenuando la luce) Va meglio ora?

LAKSHMI - Sì… Sì, ma non è quello…


SUSILA - A cosa stai pensando, Willy?

WILLY - Sto pensando a quello che feci a Martha.

SUSILA - Che cosa facesti a Martha? Dillo.


ROBERT - A cosa stai pensando, Lakshmi?

LAKSHMI - Non farmi parlare, Robert.

ROBERT - Il dolore è forte?

LAKSHMI - Il dolore… Sarebbe forte se fosse davvero il mio dolore. Ma chissà perché non mi appartiene. Il dolore è qui, ma io mi trovo… in qualche altro luogo.


WILLY - “Aspetta Martha! Aspetta”…
Se ne andò di corsa. Quando la rividi era all'ospedale.

SUSILA - Pioveva?

WILLY - Pioveva.

SUSILA - Come adesso?

ROBERT - La luce c'è ancora?

LAKSHMI - No. Posso dirti con esattezza quando se n'è andata. E' stato quando ho cominciato a dire che il dolore non apparteneva realmente a me.

ROBERT - Eppure era molto bello quello che dicevi.

LAKSHMI - Lo so. Ma lo dicevo.


SUSILA - Precisamente cosa ricordi?

WILLY - Le mani. La pressione della sua mano nella mia. Voluta. Poi il rilassamento. Involontario.

ROBERT – (sovrapposto) Lakshmi. Lakshmi. Non devi addormentarti Lakshmi.

LAKSHMI - Non ero proprio addormentata. E' che sono così debole. Ho l'impressione di galleggiare… via.

ROBERT - No! Devi rimanere presente a te stessa. Devi sapere che sei qui in ogni momento. Pensa a quel panorama del tempio di Siva. Le luci e le ombre sul mare. Gli spazi azzurri tra le nuvole. La tua coscienza splendente, vuota, inseparabile dal grande corpo di splendore. Luce immutabile. Buddha Amitaba.

LAKSHMI - (in uno spasimo di dolore) Eppure è di nuovo tutto buio.

ROBERT - E' buio perché tu vuoi che sia luce!

SUSILA - Supponi che tua moglie fosse morta d'improvviso, senza nessuna colpa da parte tua.

WILLY - Non capisco cosa vuoi dire.

SUSILA - Non si tratta soltanto del fatto che tu ti senti colpevole della morte di tua moglie. Tu trovi terribile la morte in se stessa, la morte in quanto tale. Assurdamente tragica.

WILLY - Assurdamente tragica. Forse per questo ero destinato a diventare testimone di esecuzioni per professione. Seguire l'odore della morte da un campo all'altro della terra, come un avvoltoio. Ho visto di tutto. I negri del Sudafrica. L'uomo trafitto dalla garrota. I corpi massacrati nel Biafra, nel Vietnam, in Cambogia, nel Laos. La violenza nelle grandi città. E dappertutto poveri bambini dalla pelle scura con le gambe rinsecchite, la pancia gonfia e le mosche sulle palpebre scorticate. E dappertutto gli odori nauseanti della fame e delle malattie, il fetore spaventoso della morte, così simile all'odore dello sperma invecchiato. Shanti! (Ride come una jena)

SUSILA - Per questo tu sei l'uomo che non accetta un sì come risposta, Willy?

WILLY - Ma è mai possibile che qualcuno accetti un sì come risposta? Il sì è finzione, il sì è pensiero positivo. Tutte le realtà fondamentali ed uniche, per quel che mi riguarda, sono sempre un no. L’amore? No. I sensi? Lo spirito? No. Il significato, il conseguimento? No. "Mangiamo e beviamo poiché domani moriremo"

SUSILA - Le persone illuminate mangiano, bevono, dormono, muoiono. Ma c’è una… differenza.

WILLY - E risorgono, poi, le persone illuminate?

SUSILA - II Budda si è sempre rifiutato di rispondere a questa domanda. Credere nella vita eterna non ha mai aiutato nessuno a vivere nell'eternità. O meglio a fare l'esperienza dell'eternità, che può durare anche un attimo.
(Si alza e va verso Robert e Lakshmi)
Ora basta con i dubbi e mettiti al lavoro, questo è il consiglio del Budda.

WILLY - Sì. Ma quale lavoro?

SUSILA - (a Robert) Non deve dormire. Svegliala.

(Dall'esterno rumor di motoveicoli pesanti e la voce di Murugan in un altoparlante distorto)

MURUGAN - Popolo di Pala! Parla il vostro Raja. Conservate la calma. Date il benvenuto ai vostri amici approdati qui dall'isola di Ranga. Popolo di Pala, contro i falsi valori dei vostri governanti, contro la spiritualità artificiale della droga, contro la materialità brutale del sesso, contro il passatismo retrivo dei profeti bugiardi, noi, io, vogliamo contrapporre la verità. Popolo di Pala la verità, come nelle antiche, sagge leggende, è in un pozzo. Ma è un pozzo di petrolio!

ROBERT- (all’orecchio di Lakshmi) Mio piccolo amore. Mio grande amore.
Ricordi quello che mi hai detto tante volte? "Con leggerezza bambino. Ogni cosa con leggerezza". Fu il miglior consiglio che mi sia mai stato dato. Ora dico a te la stessa cosa, Lakshmi. Con leggerezza tesoro, con leggerezza, anche quando si tratta di morire. Niente di fumoso, di pesante, di enfatico. Niente retorica. Niente metafisica. Niente teologia. Solo la realtà del morire e la realtà della Luce Chiara.
E allora cammina con leggerezza, amore mio. A piedi nudi. Senza bagaglio. Completamente libera.

LAKSHMI - (con un filo di voce) Sapevo che mi avresti aiutato.

ROBERT - Ora puoi lasciare. Lascia questo povero vecchio abito, non ti appartiene più. Lascialo cadere fuori di te. Lascialo andare e va avanti, avanti, avanti…


MARY (canta una ninna-nanna)

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Ogni sussurro di battigia a mare
Tra mille onde un’onda imbianca e muore
Non c’è dolore
Soltanto il respiro antico
D’un viavai che non finirà

Onda piccina, ricciolo che scompare
Il tuo segreto è grande quanto il mare
Ripetilo:
Io so che l’oceano non esisterebbe
Senza di me

Ninna nanna dell’onda e del mare
Dell’onda nel mare
Dell’onda che è il mare
Che come onda muore
Ma che rinascerà mare

Stanotte in un viavai, viavai, viavai
Stanotte in un viavai d’onde
Il mare contro queste sponde
Ho udito cantare:

MARY e MJR
Poiché io sono l’ordine senziente
Di mille parti al mille di esponente
Ciascuna in sé
Sarà necessariamente
Pur profetica di me

MARY
Ogni sussurro di battigia a mare
Tra mille onde un’onda imbianca e muore
Non c’è dolore

MARY e MRJ
Soltanto il respiro antico
D’un viavai che non finirà

(Segue)
Ultima modifica di junior il mer nov 19, 2008 9:10 pm, modificato 6 volte in totale.
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