L'Isola secondo Carsantapa

Il musical che inaugurò il Teatro in Trastevere, 1976

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Messaggioda carsantapa » mar feb 19, 2008 12:21 pm

salve,
prendo spunto dal post di tito sulla lampadina per questa prima revisione storica delle tecniche dietro le quinte dell'isola.
In effetti e' vero la lampadina non cadeva perche' il teatro era fatiscente, ma veniva sganciata appositamente per creare un effetto a dir poco emozionante per
il momento in cui accadeva. andiamo con ordine, scena della morte di lakshmi,
quei massi che compaiono nel bozzetto sulla destra della scenografia in uno dei primi post in realta' mi ricordo non esserci mai stati, ma comunque per dare l'idea
in quella zona veniva posta una brandina spartane di legno con tela, un paravento di tela bianca trasparente, lakshmi sdraiata sulla brandina, il dot. robert vicino a lei, mary in ginocchio. La scena si svolgeva con luci fisse di scena, con un dialogo intercalato fra robert e lakshmi con quello di willy e susila,
ed al momento clou della morte le luci (poche) venivano spente e dalla parete destra cadeva un cavo con attaccata una lampadina e fissato sul tetto. tale caduta faceva si che il cavo dondolasse creando un'atmosfera magica dovuta anche alla ninna nanna. Infatti il segnale di sgancio della corda che legava il cavo lampadina al muro era l'ultima battuta del dialogo, a quel punto fuori luci e
giu' lampadina ed inizio ninna nanna. La cosa piu' difficile tecnicamente parlando
e' stata individuare punto di leva sul tetto, punto di appoggio sul muro e lunghezza cavo tali da rendere l'effetto veramente convolgente, vedere questa
luce fioca che si muoveva su delle sagome ferme, al suono della celestiale ninna
nanna con l'interpretazione di anna, era a dir poco eccezionale. Inoltre mi preme dire che non sempre le cose andavano come dovuto, per cui poteva succedere che la lampadina fermasse la sua corsa prima della fine della canzone, per cui veniva lasciata accesa ferma fino alla fine , oppure se continuava a dondolare ancora dopo finita la canzone veniva sfumata e spenta.
O reso l'idea? grandi lillo e ugo! Comunque il piu' delle volte e' andata come doveva andare, cioe' benissimo, e poi con anna cantando chi la vedeva la luce?
(forse il regista puntiglioso?) Tito tu come te la ricordi?
Ela, spera chi ti sia sembrata interessante questa prima delucidazione dietro le quinte.
Un abbraccio
carlo
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Messaggioda Ela » mar feb 19, 2008 7:12 pm

Mio caro lo trovo molto interessante.
Non capisco dove sia finita awake.....lei sarebbe in un brodo di giuggiole e lo dimostrarebbe in modo più eclatante di me, che sono parca di carattere!
del doman non v'è certezza meglio esser lieti mo'
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Messaggioda Bliss » mar feb 19, 2008 10:30 pm

L' "opera buffa" sarebbe "Er Dompasquale"? Quindi da quanto tempo ci sei? Bè, ci sono anche io, in attesa di Awake..., curiosa come sempre, insieme a voi... Ed è bellissimo sentire il dietro le quinte! (Ma pettegolezzi proprio proprio no????) :lol:
...alle stelle ci credo, specialmente se come ora le vedo...
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Messaggioda Ela » mer feb 20, 2008 2:43 am

Si! Dai! Un pocolino di pettegolezzi! Di quelli innocui si intende...non mi piace il taglia e cuci: diciamo che un po'di aneddotica (meglio la parola?) non guasterebbe per niente....
del doman non v'è certezza meglio esser lieti mo'
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Messaggioda awake1 » mer feb 20, 2008 10:27 am

Eih che bella sorpresa ...be' ogni tanto sparisco...sono giramondo anch'io :wink: vado a leggermi tutto ...carsantapa...e a proposito benvenutissimo !!! :D
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Messaggioda junior » mer feb 20, 2008 11:55 pm

La nuova discussione è attiva... Tutti da questa parte, prego.
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Messaggioda junior » gio feb 21, 2008 12:33 am

No, Bliss. L'Opera Buffa non è Er Dompasquale. Si tratta di uno spettacolo di Tonino Conte, una versione per ragazzi del Barbiere di Rossini. Andò in scena circa nel 74 con la regìa di Ruggero Rimini, ed era ancora uno spettacolo preminentemente in prosa. Poi Ruggero entrò nel giro di Albertazzi, lì conobbe Penny Brown e se ne innamorò perdutamente, primo suo amore etero. Parliamo della Penny protagonista di Then an Alley, poi narratrice in Orfeo 9 e protagonista anche del Making dell'Opera Beat, se avrò tempo di continuarlo.
Penny e Ruggero si mettono insieme, vanno a vivere a Trastevere e per forza di cose entrano in contatto con me che stavo aprendo il Teatro in Trastevere. Serve uno spettacolo tipo anteprima (la vera inaugurazione sarebbe avvenuta con l'Isola qualche mese dopo) e chiedo a Ruggero di riallestire Opera Buffa da noi e con noi. Ruoli: Figaro - io, Almaviva - Edoardo Nevola, Rosina - Chrystel Dane (l'autostoppista di Orfeo), Basilio - Nino Scardina (il Kraudinger dell'Isola), Bartolo - William Zola (poi Stefano nell'Isola), Berta - Anna Lelio (poi Lakshmi).
A metà delle prove Ruggero una mattina non compare: quando lo andiamo a cercare a casa lo troviamo in fin di vita per una dose di barbiturici più asfissia da gas. Voleva esser sicuro. Sopravvive una diecina di giorni, ma non ce la fa. Il deteriorarsi della storia con Penny lo ha distrutto. Era uno dei più promettenti giovani registi italiani.
Volevate i pettegolezzi?
Lo spettacolo resta a me (the show must go on) che gli cambio i connotati e lo faccio diventare un mini-musical che avrà un bel successo e girerà anche molto nel decentramento romano. Ma il sapore è molto amaro per tutti.
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Messaggioda carsantapa » gio feb 21, 2008 10:06 am

salve, mi permetto di correggere tito.
nell'edizione teatrale rosina era anna arazzini ho sbaglio?
ed il direttore di scena non entrava coperto da un lungo mantello che ne copriva
le ssembianze a fare una comparsata di qualche genere? tito avevi paura di farmi vedere? scherzo, mai avute ambizioni artistiche. Ma che dire dei cartoni della gazza ladra e dei disegni di quel famoso......non ricordo il nome, aiutami junior.
resta comunque l'amaro
ciao carlo
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Messaggioda junior » gio feb 21, 2008 1:28 pm

Vero. Anna Arazzini fu la prima Rosina, poi Chrystel la sostituì per la tournée. Se ho fortuna salta fuori anche una registrazione dello spettacolo. Magari la metto online.
I filati erano le due sinfonie rossiniane della Gazza Ladra e dell'Italiana in Algeri animate coi cartoni da Lele Luzzati. Li usavamo come ouverture.
Quanto a Car, sì, alla bisogna faceva anche la comparsata, ma soprattutto era un tecnico di palcoscenico di una razza gloriosa e fondamentale, su cui ho sempre costruito ogni mia avventura. Due cose sono da dire su questi personaggi essenziali del retropalco: che senza di loro non si va da nessuna parte, e che il loro gradimento dello spettacolo che stai facendo è la prima e forse l'unica garanzia che stai facendo qualcosa di buono. E affermo con orgoglio che la vicinanza, la complicità e l'approvazione di tutti i principali collaboratori scenotecnici con cui ho lavorato non mi sono mai mancate, dai capi-settore fondamentali come Carsantapa fino alle mascherine del teatro Flajano che, caso più unico che raro, si mobilitarono perché Er Dompasquale proseguisse le repliche. Le vere soddisfazioni, credetemi.
E se Car me lo permette, qualche nome lo faccio: per il Dompasquale Duccio Lelio, altro grande direttore di scena, della famiglia dei Lelio, gloriosa e attiva fin dai tempi della Commedia dell'Arte. Franco Nuzzo, capo elettricista e socio del Teatro in Trastevere. Per la fonica colossi come Raniero Terribili ("TraduRRock") o Enzo Martella (DP) o Plinio Chiesa per Orfeo9, o il Dottor Maron a Amburgo per "I Globolinks". Il grande capo macchinista Tullio, al Sistina, e di recente Luca Berettoni ("L'ultimo burattino", "Il castello"), una garanzia vivente.
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Messaggioda albume » gio feb 21, 2008 10:04 pm

Ecco, io queste cose le amo! Intendo sapere cosa succede dietro le quinte di uno spettacolo: insomma, anche questo è una sorta di "making of" a puntate...
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Messaggioda carsantapa » sab feb 23, 2008 9:12 am

Salve,
brividi ragazzi. khartoum ore 8 del mattino, ma dove cavolo sta la mia cassetta dell'isola, caspita anni fa mi hanno rubato il registratore a pizze con il nastro audio completo di una replica dell'isola, ma mi ero riversato il tutto su cassetta, da qualche parte deve stare. Bingo eccola, denon dx5 fe-cr 90 minuti, lato a: ninna nanna, salute a te, come le gocce e ripresa, lascia che t'accompagni, intermezzo, minuetto, salute a te, adesso basta, liberta', la mano, finale. Cosi e' scritto dalla mia mano chissa quanto tempo fa (sono passati i giorni..).l ato b, da goduria , due arie del barbiere, almaviva e rosina, poi nottata di prove in teatro, con tito che improvvisa al piano (un must)......ta ta ta ta da da .... stanca come la gioia quella sera si smarri' per la citta'.. luce... no ..nebbia nebbia tu che dai tu all luce dei lampioni un po' di blu.. ta tata..
e sotto la voce di tito quella di daniela che cantava felice..
tu sai che sono sette....
ciao carlo
p.s. che fine ha fatto er bonanni?
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Messaggioda junior » sab feb 23, 2008 11:03 am

Interessante. Ma sono copie di nastri fatti da altri o avevi registrato direttamente tu? In questo caso sarebbero inediti assoluti.

Errata corrige:
"Stanca com'era / Gioia quella sera / si smarrì per la città..." (etc.)
poi
"Nebbia che non sai /deciderti ad andar né su né giù
e dài alla luce addormentata / dei lampioni un po' di flou..."

Bonanni è da anni in California. Però minaccia di tornare :D
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Messaggioda awake1 » gio feb 28, 2008 7:47 pm

minaccia di tornare ...? :D :hippye: :up: :nota: :rainbow:
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