Il video montato da Edoardo

Il musical che inaugurò il Teatro in Trastevere, 1976

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Il video montato da Edoardo

Messaggioda junior » dom giu 21, 2009 6:07 pm

Segnalo (o RIsegnalo) il video creato da Edoardo Nevola su uno dei suoi pezzi dall'Isola. Dà un'idea abbastanza approssimata - per quanto si può fare con materiale non di prim'ordine - dello spettacolo (quello che ho amato di più con Orfeo 9...)
Manca il delicatissimo, toccante monologo di Calibano (Daniela Gara) nell'intermezzo, ma lo si può ascoltare nella versione postata nel thread "Lo spettacolo".
Grazie, Edo!

http://video.libero.it/app/play?id=9202 ... f5ccf026bb
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Messaggioda Edo » mar giu 23, 2009 1:56 am

Secondo me anche avendo poco materiale si sente battere il cuore in questo pezzo e meritava di essere messo in evidenza, anche l'Isola nella tempesta come l'Orfeo 9 dovrà essere messa in scena, se lo merita. Prego Tito è un ricordo vibrante.
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Messaggioda awake1 » mar giu 23, 2009 12:50 pm

Mi associo alla richiesta con anima e core ! :D
Dopo Orfeo9 , dateci l`Isola nella Tempesta e vi solleveremo il mondo con la forza della Gioia !!!!!
L`Isola e` come l`amore che siamo , come il sole del mattino , la gioia di un respiro dopo un`immersione, come volare nei sogni ...continuo ?
ascoltata e Ri-ascoltata qui`in Lo Spettacolo ..non smette di darmi brividi indefiniti ogni volta che l` ascolto e ad ogni nota si rinnova il sogno di poterla rivedere un giorno vicino, a teatro.
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Messaggioda albume » gio giu 25, 2009 11:46 pm

Aggiungo questo, sentito testè!
http://www.youtube.com/watch?v=BepQtN8smqM
Bravo Edo, sulla tua voce rimane sempre una valutazione più che ottima (=superlativo del superlativo)!
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Messaggioda Edo » ven giu 26, 2009 2:17 am

Ho tentato col poco materiale che avevo ( ma non è detto che ci riprovo) a trasmettere una senzazione grande. L'idea comunque prende forza a inserirlo nel mio spettacolo. Io sono fatto così tutto di getto e sono molto grato a Fabio Sanna di avermi dato il brano in cd. Rifarò la base , sarà dura perchè devo miscelare il vecchio col nuovo per fare sentire gli attori , ma credo che si può fare, vedremo. Il recitato di Daniela Gara( mia grande amica e grandissima attrice) dovrei recitarlo io dal vivo, potrebbe essere una buona idea. Anche Dateci Luce di Hair che abbiamo cantato a Natale con Tito con la sua traduzione sarebbe un'altra idea forte. Anche quì ricreo la base e qualche cosa mi inventerò magari con l'aiuto di Tito per i cori. Grazie dei complimenti ma aspetto che verrai a vedermi cantarla di nuovo con la stessa incredibile senzazione di felicità di allora oggi più forte che mai. Prende forza in me di far sentire le vibrazioni che mi porto dentro come raggi di sole incandescenti di quel periodo che ha cambiato in meglio la mia vita per sempre. Un abbraccio forte.
Ultima modifica di Edo il ven giu 26, 2009 2:49 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda junior » ven giu 26, 2009 8:34 am

Hippy eravamo, hippy siamo e hippy restiamo... :hippye:
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Messaggioda awake1 » ven giu 26, 2009 10:08 am

Yeah !!!!
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Messaggioda Edo » ven giu 26, 2009 2:46 pm

Yeah!!!
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Messaggioda awake1 » sab giu 27, 2009 7:43 am

quote Edo
"Il recitato di Daniela Gara( mia grande amica e grandissima attrice) dovrei recitarlo io dal vivo, potrebbe essere una buona idea. "

Buona ? E` una idea fantastica ! :D
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Messaggioda Edo » sab giu 27, 2009 6:09 pm

Ok aggiudicato
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Messaggioda novella bonelli-bassano » lun lug 06, 2009 9:33 am

è sempre una gioia riascolare e rivedere l'isola
...mannaggia quanto abbiamo lavorato in quella tempesta!
quel trucco sul viso di Edoardo che dovevo rinnovare quotidianamente ....
(il tamburello me l'ero dimenticato),senza contare quella maschera pesantissima coperta di cera che doveva portare annna...
bella la foto di daniela-calibano (con testa rasata per il personaggio del dittatore ) sul tetto
spero sempre nel miracolo della ri-apparizione del "documentario" di pala
baci e saluti a tutti-e
novella
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Messaggioda junior » lun lug 06, 2009 10:50 am

novella bonelli-bassano ha scritto:mannaggia quanto abbiamo lavorato in quella tempesta!


Abbiamo dovuto costruire non solo lo spettacolo ma anche il teatro. Difficilmente dimenticherò quel me stesso che in pieno agosto, con le gambe nere di pulci fino al ginocchio, sparge con l'ampio gesto del seminatore l'insetticida in polvere per tutti i 1500 mq dalla vecchia tipografia da trasformare in Teatro in Trastevere...
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Messaggioda novella bonelli-bassano » lun lug 06, 2009 12:31 pm

[url]NOVELLA BONELLI-BASSANO[/url]



PER I NUOVI ARRIVATI SUL SITO RIATTUALIZZO QUESTO MIO TESTO SULL ISOLA NELLA TEMPESTA,TRATTO DA UN LIBRO IN VIA DI SCRITTURA


[align=center]L’ISOLA NELLA TEMPESTA”: UN’AVVENTURA D’AMORE
(estratto da “naissances” raccolta di testi di Novella-Bonelli Bassano[/align]
Conobbi Daniela Gara ad una manifestazione femminista. Immediatamente diventammo amiche.
Daniela era una donna aperta,che parlava sempre con franchezza e con energia, taluni dicevano “agressività”, come già allora si soleva etichettare una donna libera,forse fu proprio questo modo di essere così interamente nella vita che ci fece riconoscere subito.
Io ero veramente giovanissima, Daniela aveva deciso di trasmettere a me ed al mio entusiasmo di ribelle la sua esperienza di attrice: lei “mentore” ed io sorgente di fresca energia ed anche attenta confidente di quella sua immensa e sensibile fragilità.
Daniela mi propose di andare a trovarla nel nuovo teatro che si stava aprendo proprio sotto casa sua e a tre passi dal liceo artistico che io frequentavo.
Dello spettacolo in preparazione non volle dirmi nulla ,solo: vedrai,deciderai,sceglierai tu...
Per due o tre giorni andai al teatro dopo scuola, poi cominciai ad abbandonare i cavalletti e le copie di gessi antichi, convinta che in quel teatro avrei imparato molto di più , partecipando alla costruzione di un’opera d’arte nascente.
E così cominciò l’avventura.
La creazione dell’ “L’isola nella tempesta” fu molto di più che un’esperienza teatrale: un’intensa ed emozionante avventura collettiva umana,artistica e sociale. Grazie a Daniela,divenuta verace trasteverina in stretta adesione con gli abitanti del suo quartiere,il mistero di ciò che quel
gruppo di “strambi” stava facendo dentro a quel nuovo teatro,divenne il centro della curiosità di tutto il quartiere e ben presto della solidarità di molti.
Il portinaio,che preoccupato per la nostra salute , ci portava i piatti cucinati dalla moglie,e poi restava lì, fermo in un angolo buio,in fondo alla sala, assistendo alle prove come si assiste ad un miracolo. I bambini,che avevano abbondanato la loro occupazione preferita,soffiare con le cannucce aghi nel posteriore dei gatti randagi ,e che cercavano di introfularsi nel teatro.
Dopo accesi dibattiti avevamo trovato un accordo: eletto il gradino sgretolato del portone di Daniela come quartier generale del vicolo, nei momenti di pausa, io portavo la pittura e dei fogli e,mentre i ragazzini dipingevano,Daniela raccontava loro la favola di quello "splendido mondo nuovo”.
Nicolina,che dalle tasche del suo grembiule ,tirava fuori per noi a qualsiasi ora del giorno e della notte un pacchetto di sigarette; la grassa rigattiera,che in una nuvola di fumo,dietro alle sue gabbie di strani animali e la sua roba vecchia ,attendeva un resoconto quotidiano sui progressi del futuro spettacolo; perfino “er vichingo” , noto ladruncolo alto una spanna, proteggeva con attento strabismo noi ed il teatro da qualche possibile male intenzionato: insomma “L’isola nella tempesta”, ancor prima di esistere, era già , per chiunque a Trastevere ci vivesse veramente, una fierezza locale,un affare personale e sopratutto un’avventura a cui ciascuno voleva prender parte.
La povertà cronica per la creazione dello spettacolo,conosciuta da tutti, il vederci lavorare giorno e notte chiusi lì dentro, ma sopratutto la nostra vitale energia,la nostra debordante immaginazione creativa, quella nostra fede così entusiasta e sincera , e quell’aura d’amore che ci avvolgeva ci fecero “addottare” ed amare dal popolo del quartiere.
Le generali furono tutte per lui : il nostro leggittimo primo pubblico, che , in applausi senza fine, accolse nel grembo dei suoi vicoli e nell’universo del suo immaginario quella nuova “creatura”,
L’isola nella tempesta,commosso e fiero di aver, in un modo o in un altro, contribuito alla sua gestazione. Fu così che , grazie al bisbiglio sommesso del “popolo” e malgrado la stupefacente inefficacia del servizio stampa e le relative critiche che con grida gracchianti annunciava “un musical a specchietti”, L’isola nella tempesta, primo spettacolo di un nuovo teatro, fu rappresentato per più di tre mesi, davanti ad un pubblico fitto ,partecipe ed incantato...
E con la spontanea fedeltà del pubblico ad uno spettacolo di avanguardia tale fu L’isola nella tempesta, si confermò l’emozione profonda che lega tutti noi alla tradizione popolare dell’Opera nel nostro Paese.

Era l’anno politico 1976, i figli dei fiori cominciavano ad arrabbiarsi sul serio!
L’8 marzo non era il giorno di consumismo consacrato di oggi , ma ancora un giorno di lotta per le donne. Daniela Gara ed io recitammo in piazza la “Fabbrica delle bambine” e poi io trascorsi la giornata chiusa in una gabbia: la regina della casa .
In testa avevo una corona di cucchiai e forchette fabbricata in cartone proprio dai bambini del vicolo,indubbiamente “L’isola nella tempesta” aveva aperto anche a loro nuovi orizzonti, avviando spontaneamente l’idea del “prolungamento” dell’impegno teatrale nel tessuto sociale ed educativo.
A quell’epoca,se il teatro si pretendeva politico , dimenticava di “sognare” e quindi“L’Isola nella Tempesta” fu in quell’anno 1976 una vera rivoluzione teatrale,di una straordinaria modernità nel contenuto e nella forma.

L’audacia teatrale e politica di quel collage e parallelismo del testo di Shakespeare con quello di Huxley (l’invadente America,tempeste, naufragi,speranze,lotte,messaggeri di guerre e di pace,magnati del petrolio, dittatori ,il dramma umano ed universale del potere...): una parabola di fantapolica di cui l’ odierna rilettura,a trent’anni di distanza , resta di una struggente attualità.
L’utilizzazione di scenografie mobili,di effetti speciali, di una sonorizzazione estremamente sofisticata nonchè di un sistema multivisivo per le proiezioni di immagini ,la presenza di tecnici-attori visibili sulla scena (all’epoca vere novità in teatro).
La tenacità di Tito, recidivo, dopo Orfeo, e solo contro tutti , a voler riaffermare il suo posto centrale e legittimo al teatro musicale così importante nella storia culturale, poetica, umana e politica italiana da sempre legata all’Opera “ L’isola nella tempesta” fu “portata” dalla quella straordinaria energia vitale che procura il piacere di creare .
Lo spettacolo nacque e sopravvisse grazie all’entusiasmo,all’immaginazione ed al dono disinteressato (visto che per mesi nessuno guadagnò una lira) e totale di sè e ad una vera storia d’amore che legò tutti coloro che parteciparono all’avventura: Tito , generoso tiranno e sagace regista, capace di trasmetterci una fede inebranlabile e prendendo a piene mani le nostre
energie e la nostra passione per quel mestiere,fece di tutti quegli individui,attori, tecnici, collaboratori, un unico corpo teso all’opera.
Per la maggior parte di noi le esperienze teatrali e artistiche si sono moltiplicate negli anni ,ma sono certa che per ciascuno individualemente quella fu e resterà un’esperienza unica e a parte, particolarmente amata. “L’Isola nella tempesta” non è solo un ricordo, che si conserva con amore , riconoscenza ed affetto , ma uno di quegli “istanti di grazia” di cui l’evocazione impone immediatamente la sua nitida presenza che si riaccende con tutta la sua vitalità e la sua passione.
Certo in quell’anno senza scuola, io persi il pezzo di carta diplomante, ma ciò che del teatro e della vita appresi in quell’avventura fece di me ,per sempre ,come artista e come donna, un’isola tenace in ogni tempesta!
E’ impossibile rievocare “l’Isola nella tempesta “senza parlare del lavoro di scenografia e dei costumi immaginati da Giovanni Agostinucci ( al cui fianco feci i miei primi passi in quel mestiere) e della straodinaria bravura degli attori. Se Tito fu come sempre “ il vecchio idiota” geniale che raccontò una favola meravigliosa sospesa alle note della sua musica, per gli attori questo spettacolo fu una vera performance: quasi tutti recitavano e cantavano due ruoli . (Umi Raho: Prospero e Dott. Robert; Edoardo Nevola: Ariel e una gracula, Daniela Gara: Calibano e
Murugan ; Anna Arazzini: Miranda e Mary Sarojini; Nino Scardina:Sebastiano e Kraudinger)...
Bisognava che i cambiamenti di costume fossero rapidissimi e che l’attore potesse,cambiando costume, abitare un personaggio completamente diverso.
Daniela Gara fu eccezionale di bravura e professionalismo. Raro per un’attrice di accettare di recitare due ruoli in cui la sua immagine personale e “femminile” è totalmente trasformata
per non dire defigurata. Nel ruolo di Calibano Daniela Gara portava una maschera ed un costume molto largo e difforme e nel ruolo di Murugan recitava con due palline di cera in bocca tenute da un apparrecchio di ferro, che le gofiavano le guance e le modificavano la voce, con un sedere di gomma piuma e con il cranio completamente rasato!
Quanto ad Edoardo Nevola, ogni sera si sedeva paziente e si sottoponeva al trucco: con un minuscolo pennello trasformavo il suo viso in volatile spirito, dipingendo linee, piumette, puntini, volute... E quando Edoardo entrava in scena,improvvisamente diveniva il messaggero alato lieve ed aereo, e nel suo costume pur così pesante (le larghe ali erano fabbricate in tela da sacco), incarnava tutta la gioia di vivere del suo personaggio con una incredibile leggerezza. Quando Ariel intonava il suo “scherza e deridi” l’emozione del pubblico era palpabile , un vero istante di magia.
“Onda piccina , ricciolo che scompare...”:
Ormai vivo all’estero da più di vent’anni, ma ogni volta che mi trovo a Roma,cammino e cammino,senza meta, lasciando il mio corpo libero di ripercorrere le sue conosciute strade.
Come se il messaggero alato guidasse i miei passi, e proprio come la nave dello spettacolo approdava “su queste spiaggezafferano”, io, ineluttabilmente,finisco per ritrovarmi nel vicolo davanti a “quel” Teatro in Trastevere. Allora riecheggiano i canti e i brividi di tutta quella così viva passione.
“Scherza e deridi gioca e sorridi ché non c'è nulla di vero no, no, non c'è ché non c'è nulla di vero fuor del pensiero...”
Nomade zingara d’altri tempi, che a bordo di una diligenza
“ cominciò una marcia tra rovi e macchie” a galoppo sfrenato sui sentieri impolverati della vita e dei ricordi, mi ritrovo lì, forse solo moderna emigrata invasa dall’emozione e quell’indicibile sapore di “famiglia” che tutti coloro che “tornano” cercano sempre di ritrovare,di afferrare e di riaffermare.
Fedeltà all’ “invisibile”...
“ Non c'è dolore... Soltanto il respiro antico di un viavai che non finirà”
Poi proseguo ed alzo la testa verso le finestre dell’appartamento dove viveva Daniela..."Io so che l'oceano non esisterebbe senza di me".
E allora ritorna il tempo,chiaro come cristallo, di quella semplice ed immensa gioia di vivere e creare, quella generosità che “nell’inverno del nostro (collettivo) scontento” immaginò con entusiasmo “uno splendido mondo nuovo”.


PS per rimemorare daniela gara e l’epoca cioé il 1976 anno femminista e dell’isola-i capelli di daniela cominciano appena a rispuntare in estate) link verso un video che mostra daniela e me al parco lambro (femministe parco lambro 1976)nonchè la famosa gabbia (il bambino che va alla guerra e 8 marzo 1976 e la corona confezionata dai bambini del vicolo del teatro):
http://www.youtube.com/novellabbassano
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Messaggioda junior » lun lug 06, 2009 1:31 pm

Grazie, Novellilla. Stai diventando per l'Isola quello che Herod è per Orfeo...
Spezzo una lancia in favore - anche - di Mario Moretti. La sua presenza a fianco a me come drammaturgo maturo ed esperto accrebbe senza dubbio il carattere di "molteplicità" dello spettacolo.
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Messaggioda Edo » mer lug 08, 2009 3:18 am

Momenti di fiamma. Io li vivo ancora, non potrò mai inserirmi in un mondo senza arte . Grazie Novella sei stata la mia truccatrice indimenticabile, eravamo così felici. Io lo sono ancora per questo faccio spattacoli miei sempre con quello spirito e mai cambierò. Un bacio cara Novella, un bacio alato di Ariel tutto per te e per sempre.
Edo
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