IL MAKING, evoluzioni

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IL MAKING, evoluzioni

Messaggioda junior » ven set 29, 2006 11:42 am

Inizio qui (se il tempo me lo permetterà) una serie di aggiunte al testo del Making, in vista di chissà quale sviluppo futuro. In ogni caso vale come testimonianza aggiuntiva.
Inizio dal famoso "errata corrige" inviato all'editore e mai preso in considerazione.

XXX

Caro Piero,
come d’accordo ecco le modifiche definitive.

A pag. 44, dopo “questo si chiamava Conflitti.”, sostituisci il finale di paragrafo col seguente:

"Il primo fu tagliato via prima del debutto, per questioni di tempo, ma le tre note del titolo (la, si bemolle, re) rinasceranno in un lontanissimo futuro come introduzione all'ouverture del disco. Il secondo fu destinato a far da preludio all'apparizione di Euridice, suonato alla chitarra dal Vivandiere. Il suo inciso riappariva e riappare, non del tutto a caso, come introduzione e inciso del canto del Venditore ("Su, niente scrupoli gente"). La parte iniziale di Conflitti invece fu fra le molte cose tagliate nell'edizione discografica. Dormì per quasi trent’anni in un cassetto e ricomparve leggermente modificato nella colonna sonora di Film, il lungometraggio di Laura Belli uscito nel 2001 (dove peraltro la regista ha voluto anche inserire, di Orfeo 9, il Blues, un omaggio di cui le sono molto grato). Tutto ciò nel caso vi fosse venuto il dubbio che mi facessi problemi di stile e sull'opportunità di autoplagiarsi. Gli scrupoli della musica colta non hanno mai influenzato né gli operisti di una volta né i rocchettari di oggi."

xxx

A pag. 64, dopo “parterre de roi” (a proposito, verifica per favore che si scriva così) aggiungi "capitanato da Luca Ronconi"
E aggiungi Ronconi nell’indice dei nomi.

xxx

A pag. 79, dopo “l’inizio dei nostri anni 70.” Inserisci:

"Le note introduttive di Invito rimbombano nel teatro, ed io, da sdraiato, canto (“Se vuoi venire con noi...”) e canto con le dita incrociate perché nessuno ha avuto il tempodi testare il sistema di amplificazione, tanto meno le spie di palcoscenico che,orribile a dirsi, sono "fuori" dal sipario ancora chiuso, ossia non ho il minimo controllo sull’effetto in sala di quello che il gruppo ed io stiamo facendo, un vero terno al lotto (una registrazione dello stesso brano fatta con calma durante una pausa, e conservatasi fino a oggi, dà la misura reale di ciò che il suono dello spettacolo avrebbe potuto essere confronto a quello che in realtà fu).
Poi il sipario si apre, nel silenzio assoluto."

Occhio al corsivo di “fuori”. Riprendi il testo esistente da: “sdraiato al mio posto”

xxx

A pag.121, dopo “al tema fin troppo italiano della scena d’amore” aggiungi "(“L’amore mio guarda e tace”)" comprese le parentesi.

xxx

A pag. 169 modificare “Ininterrottamente da trent’anni” in "Ininterrottamente da più di trent’anni"

xxx

Nell’indice dei nomi:
La voce STALIN nell’indice dei nomi va modificata nel primo nome, che non è Joseph ma Josip.
La voce PIETRO: aggiungere, come primo nome, Simone detto Kefa.
Come già detto, aggiungere Ronconi.

E’ tutto, mi pare.

Sei d’accordo a inserire l’indice dei nomi nel sito fin d’ora? Incuriosisce, credo.

Ancora, a p.133:

"compresa la chiusa impossibile che modulava d’improvviso a
un’altra galassia - tra l'altro con un salto tritonale, da sempre considerato "diabolico" in musica - e che venne fuori, si sappia, al di fuori e al di là di ogni nostra intenzione (salvo che Bill e io ci eravamo guardati negli occhi e avevamo deciso di tenerla, tanto più pazza di così...)."
Ultima modifica di junior il sab set 27, 2008 9:13 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda junior » ven set 29, 2006 7:32 pm

Naturalmente, essendo questo un forum e non un pulpito, sono graditissime le domande che mi facciano accorgere che qualcosa nel Making è stato dimenticato o sottovalutato.
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Messaggioda junior » ven set 29, 2006 7:33 pm

ARNALDO
In parallelo con il periodo di prova corre la storia di Arnaldo, come su una corsia misteriosa ai confini dell'assurdo. In quei momenti - ma anche molto tempo prima e qualche tempo dopo il periodo centrale del nostro allestimento - nulla avrebbe fatto presagire una definizione del genere per quello che era soltanto l'itinerario artistico e professionale di un nostro amico.
Arnaldo G. era entrato nella mia vita come compagno di scuola, poi di classe. Un ragazzone aperto, gioviale, molto intelligente, con una certa apparente ingenuità e facilità di entusiasmi che lo rendeva a volte imbarazzante, con quel suo atteggiarsi sempre a volontario coraggioso, duro e puro, tra Libro Cuore e Ardito. Niente di strano che avesse - e naturalmente apertamente dichiarasse - simpatie a destra. Ma il suo viversela da giovane eroe in servizio permanente effettivo, e soprattutto la sua lealtà verso gli amici, lo rendevano simpatico a tutti. Accettabile soprattutto a me, cui dal primo momento aveva fatto il grande onore di considerarmi un po' come il capobranco di una qualche muta di lupi valorosi. Dimostrava questo suo autoplagio nei miei confronti imitandomi nelle espressioni, nei gesti, e qualche volta anche in modo imbarazzante. Certe volte trovandomelo davanti avevo l'impressione di specchiarmi. Aveva da tempi immemorabili, forse da quando entrambi erano in fasce, una storia d'amore bella, incasinata e chiassosa con un'altro personaggio centrale del Lucrezio Caro, liceo cui tutti appartenevamo. Lei si chiamava - e si chiama - Gabriela B., per tutti Ela, e il loro prendersi e lasciarsi, scontrarsi e coccolarsi, esibirsi e nascondersi, ricordava molto l'affaire di Musetta e Marcello nella Bohème.
Ai tempi in cui Claudio Sabelli Fioretti ed io fondammo e cominciammo a dirigere Tandem, il giornale scolastico, Arnaldo ne diventò l'inviato per la propria classe. Sotto esami di maturità, nel 1965, era molto opportunamente il fidanzato della figlia della nostra professoressa di lettere (Ela nel frattempo volava a largo, in circonvoluzioni tutte sue che l'avrebbero inesorabilmente portata, mesi dopo, a ricongiungersi ancora una volta con questo suo amante elettivo). Quando poi giunse il 1969 e l'avventura di Orfeo prese a delinearsi, Arnaldo volle essere il mio aiuto, e ne fui ben felice. A lui si aggiunse Bruno Cortini, che avrebbe in seguito preso una bella strada cinematografica. Ma anche Arnaldo aveva il cinema nel sangue, perché suo Padre era stato un regista piuttosto famoso specializzato in film storici negli anni 50.
La famiglia risiedeva in uno dei posti più spettacolari di Roma, un enorme appartamento che costituiva l'intera parte interiore di Porta del Popolo, che è l'ingresso più imponente e più carico di storia di tutta la città. Necessariamente costituito da stanze su una sola fila, la casa si sviluppava in grandi sale allineate dove fra una parete costruita da Michelangelo e un'altra dal Bernini la nozione del tempo era facilmente perduta... In una di queste la "direzione" di Orfeo aveva avuto moltissime serate fra la progettualità (per lo più la definizione dei costumi e della locandina con Gabriella Colaiori) e lo svago, fatto di intervalli notturni che venivano trascorsi in lunghe ore di pura contemplazione su quella terrazza sconfinata a picco fra Piazza del Popolo e Piazzale Flaminio, tra quei merli a forma di teste con elmo, giganteschi a guardarli da vicino, che ti davano uno strano senso di protezione, di difesa, di tranquilla silenziosa immobilità nei secoli.
Le leggende erano in agguato dietro ogni angolo, e una di queste, la più famosa, diceva di un fantasma che, ai tempi di un Giubileo chiusosi con un esorcismo totale dell'Urbe, fu l'unico spettro a non venir scacciato da Roma, e se la cavò rifugiandosi dentro Porta del Popolo da dove nessuno era più riuscito a sfrattarlo. Ce lo sussurravamo sorridendo ma con un certo rispetto, in quelle notti, e nemmeno mi sfiorava che un giorno avrei potuto raccontare di averla incontrata davvero un'anima in pena, li', in zona Del Popolo.
Arnaldo ci ospitò per un paio di mesi nella sua tana monumentale. E frequentandoci ogni giorno, partecipando ai nostri riti, condividendo le nostre avventure e le difficoltà, pian piano si adeguò, e da quella persona molto influenzabile che era un bel giorno ce lo ritrovammo tutto sterzato a sinistra. Ma naturalmente, visto che l'estremismo fa parte del carattere, non delle idee, si era già buttato a sognare di eroiche sconvolgenti riscosse a nome del Popolo (appunto...) invece che a nome della Patria.
Un giorno mi fece cenno di accostarmi a una libreria grande quanto tutta una parete, scostò una fila di volumi secolari e pescando alla cieca nel buio che c'era al di là tirò fuori un
"Cavolo, ma cos'è, un mitra?!"
"Certo. E allora?" rispose col solo sguardo, facendomi cenno di tacere con chiunque.
La cosa finì lì. Per il momento.
Qualche giorno dopo eravamo in un altro luogo tradizionale per i nostri raduni non lavorativi, le sponde del lago di Martignano. Spesso piazzavamo un paio di tende canadesi tra quei canneti, né particolarmente belli né particolarmente comodi da raggiungere, ma la solitudine e la notte cancellavano poi ogni bruttura, lasciando spazio a un cielo stellato non più visibile, ormai, dalla città.
Uno di quei risvegli mi è rimasto fissato nella memoria come uno scatto fotografico. Affacciandomi all'apertura della tenda vedo Arnaldo in lontananza, stagliato in una silhoette bruna contro i riflessi argentati del lago nell'alba. Si muove lentamente, guarda fisso verso il cielo, poi alza verso l'alto il braccio che regge una specie di bastone e
"Bang".
Il bastone ha sparato. Pochi minuti dopo rientra in tenda mostrandomi quel certo giocattolo che viene da dietro gli antichi libri.
"Può sparare anche un colpo alla volta, lo sapevi? Ma quella cornacchia non l'ho presa".

Arnaldo non ci seguì fino al debutto teatrale. Non era più con noi nei giorni del Sistina. Non chiedetemi perché. Non riesco, proprio non riesco a ricordarmi, e questo per me infittisce il senso di nebulosità, di disagio che si cela nella storia.
Sicuramente non ci fu nessuno screzio, questo posso garantirlo. Prova ne sia che qualche mese dopo il debutto, o forse un anno, o più, eccoci di nuovo a Piazza del Popolo, parcheggiati nella sua macchina, che parliamo del più e del meno. Gli faccio notare che ancora una volta, come spesso è accaduto, è sparito per mesi senza lasciar traccia. Me la tira un po' in lungo sorridendo, sempre sorridendo, con quel tono pacato e visionario assieme, e con un resoconto di cui non capisco assolutamente nulla. Ma neanche mi interessa tanto. Lo so da sempre che se voglio sapere qualcosa di Arnaldo in realtà devo chiedere a Ela.

Ma Ela mi ha appena detto al telefono (ora che scrivo, minuti fa):
"In realtà sono stata per una vita con un ragazzo di cui adesso scopro che non ho mai saputo nulla. Tito, ma con chi sono stata io, veramente?"

Gli anni che seguirono furono anni di confusione. Magari gioiosa, ma di confusione. La notizia mi arrivò di rimbalzo, vecchia di mesi, logora e stressata dai passaparola, priva di qualsiasi appiglio per verificarne in qualche modo la consistenza:
Arnaldo ha partecipato all'assalto a una banca in non si sa quale città del Lazio, per finanziare le attività di un gruppo terrorista di estrema sinistra.
Arnaldo è entrato in conflitto a fuoco con la polizia.
Arnaldo è stato ucciso.
I suoi genitori sono morti di crepacuore a distanza di poche settimane, uno dopo l'altro.
Un velo di silenzio, di impenetrabile mistero è sceso su tutta la vicenda, forse grazie alla posizione politica del padre, molto vicina ad alte sfere cattoliche e vaticane. Oggi ricostruire cosa sia veramente successo è praticamente impossibile, una censura di ferro è calata sui fatti.
Il Fantasma del Popolo è scomparso senza lasciare traccia. Di lui non abbiamo - assurdo - nemmeno una fotografia.
Ma come è stato possibile?
Ultima modifica di junior il lun dic 04, 2006 3:18 pm, modificato 3 volte in totale.
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Messaggioda Herod » lun ott 02, 2006 10:04 am

Molto bello questo ricordo....

...a proposito, Tito, ti ricordi di far inserire l'indicazione di Eccotela Qui come canzone derivante da Sue is a nice and sweet girl?
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Messaggioda junior » lun ott 02, 2006 9:04 pm

Poco più su nell'errata corrige, non c'é?
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Messaggioda Herod » lun ott 02, 2006 11:35 pm

No.
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Messaggioda junior » mar ott 03, 2006 12:27 pm

Cito:
A pag.121, dopo “al tema fin troppo italiano della scena d’amore” aggiungi "(“L’amore mio guarda e tace”)" comprese le parentesi.
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Messaggioda Herod » mar ott 03, 2006 12:43 pm

Sì, ma io mi riferivo a quando dici di aver scritto Sue per la festa di compleanno 'senza sapere di aver dato vita al primo frammento di 'Orfeo 9'', senza specificare, però, che quella melodia era quella di Eccotela Qui. Te lo dissi anche all'epoca...
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Messaggioda junior » mer ott 04, 2006 12:13 am

Non ho sottomano il libro, per cui ero convinto che la citazione qui sopra fosse parte di una correzione apportata proprio a quell'episodio. Invece no, forse sto parlando dell'arrangiamento di Bill, vero? In ogni caso ricordo di aver scritto quell'integrazione che dici. Vuoi vedere che salta fuori un altro errata corrige che l'editore ha cestinato?
Ultima modifica di junior il sab set 27, 2008 9:14 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Herod » mer ott 04, 2006 8:42 am

Esatto! Infatti, quando ho avuto il libro, è stata la prima cosa che sono andato a controllare.

Già che ci sei, ti suggerisco anche che sarebbe davvero il caso di rivedere l'impaginazione. Se penso a come sono state riportate le liste dei nomi del cast di spettacolo e film, tutte appiccicate, mi vengono i brividi......

Se, poi, fra le aggiunte, volessi inserire una descrizione (anche di massima) di quello che succedeva sul palco del Sistina (una descrizione di come si svolgeva lo spettacolo) non sarebbe male...
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Messaggioda junior » mer ott 04, 2006 11:51 am

Non sto - purtroppo - postando qui in vista di una ristampa. Per ora non se ne parla, anche perché non ne ho proprio il tempo. Il materiale che scrivo qui è ad uso futuro ed eventuale...
Grazie dei consigli, ci penso senz'altro.
Ultima modifica di junior il lun dic 04, 2006 3:10 pm, modificato 1 volta in totale.
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Re: IL MAKING, evoluzioni

Messaggioda junior » dom lug 17, 2011 10:14 am

Per ricordarsi anche del Making, che dovrebbe essere ampliato e allegato al dvd prossimo venturo:

http://www.liberolibro.it/category/8/page/3/
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Re: Eccotelo qui.. Per caso!

Messaggioda Herod » dom lug 17, 2011 10:24 am

Ottimo!

Eh sì, il Making non è proprio da trascurare... meriterebbe davvero una nuova edizione. Credo proprio che questa fine estate/inizio autunno apriremo le danze :D
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Re: IL MAKING, evoluzioni

Messaggioda romella » dom lug 17, 2011 1:02 pm

Una manciata di errori di digitazione da correggere, anche.. Lo sto rileggendo giusto in questi giorni con molto piacere.
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